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Scienza, Medicina & Salute
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12 maggio 2010

ERBE MEDICINALI

 
ERBE MAGICHE
 
 
Col termine erbe si intende comunemente quelle piante dotate di virtù medicinali o aromatiche che per le loro particolari proprietà vengono coltivate per essere poi utilizzate negli alimenti, nei farmaci, nella profumeria e nella cosmesi.
Essendo, nella storia della vita sulla Terra, scontata l'importanza delle piante e delle erbe dal punto di vista alimentare, questa mia dissertazione su di esse si concentrerà esclusivamente sull’aspetto farmacologico e simbolico/magico di alcune specie.
In tutte le epoche e in tutte le culture le erbe sono state e sono un elemento essenziale per la salvaguardia della salute mentre forma, colore, odore o caratteristiche (forza e magnetismo) inducevano a ritenerle esoteriche.
La coltivazione e l’uso delle erbe nasce e si evolve con la storia dei popoli e delle civiltà con l’uso delle piante selvatiche raccolte in natura sin dalle più remote antichità. L’uso dell’incenso, per esempio, risale ai tempi dei Babilonesi e poi dei greci e dei romani. Nell’Egitto di 4000 anni fa vi erano giardini dedicati alle erbe dove piante e fiori venivano utilizzati nei rituali sacri e vi erano migliaia di ricette terapeutiche a base vegetale. Le virtù terapeutiche delle piante erano ben note presso tutte le antiche civiltà e gli stessi animali non erbivori, da sempre, ne hanno fatto uso in maniera istintiva.
L’antica medicina popolare legata a riti ed a pratiche magiche faceva largo uso di piante ed erbe che di cui si sono poi scoperte le reali proprietà medicinali e gli effetti curativi. Si può tranquillamente affermare che stregoneria e magia ponevano le loro basi sulle piante e sulle erbe ritenendo che alcune avevano dei poteri magici.
La Magia delle piante detta anche Magia Verde, raggiungeva il suo massimo valore in un giorno ben preciso dell'anno, la notte di San Giovanni Battista, il 24 giugno, collegata ai festeggiamenti del solstizio d'estate. Ogni anno in questo giorno il sole si trova nel punto più alto del cielo, entrando nella costellazione del cancro e le piante possiedono in questo giorno dei poteri particolari che non avranno più negli altri giorni dell'anno. Successivamente, poi anche il cristianesimo assimilò molti simboli e miti pagani tra quelli derivanti dall’uso di piante e fiori.
La conoscenza delle erbe si è tramandata di generazione in generazione prima oralmente e poi con scritti e trattati sempre più minuziosi e di valore scientifico. Negli anni molte erbe hanno rivoluzionato la farmacologia e la medicina, se si tiene conto che la maggior parte dei medicinali ha come principio attivo sostanze estratte o derivate dalle piante e per questo gli studi su di esse non hanno mai termine.

Per facilità di trattazione e di consultazione, dedicherò alle varie erbe una breve scheda in ordine alfabetico, conscio che mancheranno all’appello molte specie anch’esse meritevoli di essere menzionate.
 
<Tutte le sostanze sono velenose, non ne esiste alcuna che non sia un veleno. E’ la giusta dose che distingue un veleno da un medicamento>
(Paracelso)

 

ACANTUS (acanto, branca ursina)                                            
ACANTHUS

Proprietà/Indicazioni
Per le sostanze mucillaginose in esso contenute un tempo era prescritto contro le infiammazioni intestinali, gli eritemi, le punture dei ragni e la tubercolosi. Dioscoride consigliava impacchi di radice per trattare le scottature e avvolgere le articolazioni lussate. Le foglie fresche e triturate si utilizzano sotto forma di cataplasma per curare le infiammazioni della pelle, invece sotto forma di infuso si utilizza come emolliente e astringente.
Uso
Infuso, cataplasma
Note
 
Usanze
Il nome deriva dal greco che significa spina, per le estremità appuntite delle foglie e delle capsule che racchiudono i semi. Pianta dedicata a Marte che infonde il coraggio nei momenti difficili.  Era considerato simbolo di verginità in quanto pianta spontanea che cresce in terra non coltivata. Raffigurazioni delle sue foglie adornavano le vesti delle personalità più importanti e i capitelli delle colonne.

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ACETOSELLA (acetosa)                                    
RUMEX o OXALIS acetosa

Proprietà/Indicazioni
Le foglie sono ricche di vitamina C e acido ossalico e per questo il loro sapore è acidulo e potrebbe dare fastidio a chi soffre di acidità. Usata come anti-scorbutico, rinfrescante, diuretica, tonificante, aiuta la digestione, consigliata agli anemici.
Uso
Foglie fresche in insalata o zuppe; cataplasmi o lozioni per depurare infezioni e cicatrici.
Note
Le foglie possono essere usate per togliere macchie di ruggine e di inchiostro su lana e lino.
Usanze
Con un sacchetto che ne conteneva i semi posto addosso alla gestante veniva usata per alleviare i dolori del parto.

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ACHILLEA (millefoglio)
ACHILLEA millefolium

 
 

Proprietà/Indicazioni
L’azulene e il cineolo hanno proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie, toniche, lenitive, colagoghe.
Uso
Lavaggi, lozioni, infuso, impacchi
Note
 
Usanze
Afrodite curò le ferite di Achille con il millefoglio e da questo ne prese il nome. In Cina era associata all’arte della divinazione.

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AGLIO
ALLIUM sativum

 
 

Proprietà/Indicazioni
Aromatico. Il suo odore è dovuto all’allisina che essendo una sostanza molto volatile, una volta ingerita si dissolve e propaga ovunque nei tessuti.  Per le sue proprietà normalizza la pressione, diminuisce i livelli di colesterolo nel sangue e normalizza quelli del glucosio. E’ un antibiotico naturale contro alcuni agenti patogeni come Escherichia Coli, Salmonella, stafilococchi, streptococchi, funghi e lieviti. Ipotensivo, fluidificante del sangue (fibrinolitico e antiaggregante). Indicato per chi ha una cattiva circolazione (disturbi vascolari) e chi ha sofferto di trombosi. Antisettico. Utile in casi di diarrea, nelle infezioni urinarie, come vermifugo e disintossicante.
Uso
Crudo o cotto, decotto o emulsione (aiolo). Esternamente è usato come callifugo.
Note
E’ sconsigliato in caso di emorragie e durante il ciclo mestruale.
Usanze
Conosciuto sin dall’antichità, si riteneva che tenesse lontani i vampiri. Molto note le proprietà vermifughe, veniva usato per combattere la malaria e perfino per guarire dalla pazzia.

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AGRIFOGLIO (holly, leccio)                 
ILEX aquifolium

 

 

Proprietà/Indicazioni
Contiene saponine, xantina e teobromina con proprietà stimolanti, diuretiche, febbrifughe e lassative. Diuretico, antireumatico, febbrifuga, purgativa, stimolante.
Uso
Decotto, infuso
Note
Oggi l'agrifoglio viene usato raramente in fitoterapia per via della sua tossicità in particolar modo delle bacche. Il nome inglese Holly deriva da holy=santo
 
Usanze
L'agrifoglio è una pianta magica che proteggeva dai demoni e portava fortuna. In Irlanda le famiglie più povere lo utilizzavano per decorare le proprie abitazioni simboleggiando la continuazione della vita dopo l’inverno. Nel tempo i cristiani iniziarono ad utilizzare anch'essi questa pianta durante il periodo natalizio. La struttura della foglia infatti ricorda la corona di spine di Gesù Cristo e i frutti rossi il suo sangue. Gli indiani del nord America la utilizza come ermetico nei rituali.

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ALLORO (lauro)                        
LAURUS nobilis

 

Proprietà/Indicazioni
Aromatico. Le foglie contengono un olio essenziale chiamato cineolo. Facilita la digestione, allevia i dolori reumatici, regolatore del ciclo mestruale, antireumatico e antinfiammatorio.
Uso
Olio essenziale e infusi
Note
Laurus deriva dal latino e significa lode e per questo veniva cinta la testa dei vincitori con corone di alloro.
Usanze
Pianta oracolare consacrato ad Apollo dai Romani era simbolo di bellezza maschile. Proteggeva dalle negatività, purificava e donava forza. Era usato per i dolori reumatici, per l’acidità, per le coliche dei neonati e per i calcoli renali.

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AMARANTO                                          
AMARANTHUS

Proprietà/Indicazioni
Unito a cereali era alimento basilare per l'alimentazione degli Aztechi e Inca. Ricco di proteine con elevato valore biologico di cui sono carenti tutti i cereali
Uso
I chicchi sono commestibili. Usato spesso come base per le pappe dei bambini o come ingrediente pregiato di minestroni.
Note
 
Usanze
Pianta sacra, dal greco amarantos che significa non appassisce. Da qui il legame attribuito ai sentimenti immutabili nel tempo. Ma era utilizzata anche per ottenere protezione e benevolenza. I romani attribuivano all'amaranto il potere di tenere lontana l'invidia e la sventura. Pianta sotto il dominio del Sole, a livello esoterico i suoi fiori essiccati aiutano a non ammalarsi.
Questa pianta possiede la capacità di non appassire, anche secche, le sue foglie conservano il colore originale senza sbiadire e, se vengono poste nell'acqua, tornano fresche d'aspetto. Anticamente si pensava che questo fiore donasse l'immortalità per cui pare rientrasse nei componenti base dell'elisir di lunga vita, in cui era racchiuso il segreto dell'eterna giovinezza. Sempre nell'antichità l'amaranto veniva usato come colorante e nell'allestimento delle tombe dei personaggi potenti, o nei funerali di personalità influenti.

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ARTEMISIA (assenzio erba di San Giovanni)                                                                                   
ARTEMISIA absinthium
 
 
 
  
Proprietà/Indicazioni
All’amara absintina e al tanacetone è dovuta l’azione digestiva, tonica e vermifuga dell’assenzio; coleretico, tonico e emmenagogo (stimola l’utero). Viene usato anche come insetticida.
 
Uso
Infuso, macerazione, liquore.
 
Usanze
Gli antichi dedicarono questa pianta ad Artemide e Diana. I Druidi utilizzavano l’artemisia selvatica per respingere il diavolo e allontanare i veleni. Noto come “madre delle erbe” era usato nelle pratiche magiche e nei riti di fertilità femminile (provoca le mestruazioni). Nel medioevo veniva usato per tenere lontani gli insetti e per evitare le infezioni. Si credeva combattesse la calvizie. Il liquore, oggi vietato, era erroneamente considerato una panacea per molti mali ed il suo uso smisurato provocava dipendenza e allucinazioni. Lo stesso Wemouth (assenzio in tedesco) era aromatizzato con l’artemisia

 

BIANCOSPINO
CRATAEGUS monogyna
 
 

Proprietà/Indicazioni
L'iperoside e la vitexina svolgono azione ricostituente, antidiarroica, ipotensiva e cardiotonica. Insufficienza cardiaca, aritmie, angina, ipotensore, ansiolitico
Uso
Frutti freschi, infuso, estratto
Note
Ad alte dosi può indurre bradicardia
Usanze
Pianta ritenuta sacra. Crataegus dal greco “kratos”,  forza, robustezza. In epoca precristiana veniva usato nella festa di calendimaggio dalla coppia prescelta che a fine stagione doveva poi, virtualmente, soccombere. Per questo tale pianta simboleggiava ambiguamente sia speranza che morte. Infatti anche i suoi colori cambiano passando dal bianco-rosato in primavera al rosso-arancio in autunno.

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CALENDOLA
CALENDULA officinalis

 
 

Proprietà/Indicazioni
I fiori contengono calendina, carotenoidi e acido salicilico e risulta utile per guarire le ferite e normalizzare il mestruo. Emmenagoga, coleretico, antisettica, cicatrizzante ed emolliente
Uso
Infuso, olio, cataplasmi o lozioni
Note
 
Usanze
Era usata dagli antichi come colorante e per i cosmetici. A causa del colore arancione dei fiori, paragonato a quello della bile, si utilizzava per curare la cistifellea e l’itterizia.

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CANNELLA (cinnamomo)
CINNAMOMUM zeylanicum

 
 

Proprietà/Indicazioni
La cinnamaldeide, tannini e terpeni gli donano proprietà revulsive, stimolanti, digestive, antipiretiche. Digestione lenta e difficile, flatulenza.
 
Uso
Spezia aromatica. Corteccia, polvere, infuso
Note
A dosi elevate non è indicata in caso di ulcera gastrica.
Usanze
Conosciuta in Cina in età precristiana valeva come l’oro. Veniva usata da Egizi per l’imbalsamatura. Dio ordinò a Mosè di usarla per la preparazione dell’olio santo. Si brucia come incenso per aiutare i poteri psichici, la guarigione, la chiaroveggenza e simboleggiava successo e prosperità.
 

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CHIODI di GAROFANO (Eugenia)
EUGENIA / SYZGIUM

 
 

Proprietà/Indicazioni
Grazie all’Eugenolo e acetileugenolo sono usati come anestetico, analgesico, stimolante                                     
Uso
Si utilizzano i semi (a forma di chiodo) essiccati, essenza, olio
Note
Seme aromatico. Aiuta a calmare il dolor di denti e le stomatiti
Usanze
Diffusissimi in tutto l'Oriente, erano usati come ingrediente dei profumi e principio medicamentoso già nella Cina di 2200 anni fa. A livello esoterico propizia denaro e protezione.  I chiodi di garofano polverizzati possono essere bruciati come incenso.
 

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INCENSO
BOSWELLIA sacra

 
 

Proprietà/Indicazioni
Nei paesi arabi l'incenso conserva un preciso posto nella farmacopea popolare come espettorante, antisettico per mezzo di fumigazioni e inalazioni sfruttanti la gommoresina estratta dai rami e dalle foglie.
Uso
Estratto, inalazioni, suffumigi, aromaterapia
Note
Incenso è il nome genericamente attribuito alle oleoresine secrete da diverse piante arbustive tra cui, la più nota, la Boswellia originaria del Pakistan.
Usanze
L'uso dell'incenso per rituali esoterici e religiosi viene fin dalle epoche più antiche nel convincimento che agli dèi potessero essere graditi gli aromi prodotti dalle carni delle vittime sacrificali ma anche di prodotti vegetali. Ancor oggi numerose religioni usano i fumi di incenso per glorificare simbolicamente la divinità.

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ISSIPO
HYSSOPUS officinalis

 
 

Proprietà/Indicazioni
La marrubina è mucolitica e antisettica.Catarro bronchiale, bronchite
Uso
Foglie e fiori freschi,  infuso, olio essenziale, essenza
Note
Ha un sapore di menta un po' amaro.
Usanze
Pianta antica citata anche nel vecchio Testamento come pianta purificatrice e simbolo di purezza ma può darsi che quella odierna sia differente da quella originaria della Palestina. Tradizionalmente la pianta d'issopo era usata in rametti riuniti come aspersorio e utilizzata nelle purificazioni.

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IPERICO (scacciadiavolo, erba di S. Giovanni)
HYPERICUM perforatum

 

Proprietà/Indicazioni
Antidepressivo, anestetico, antisettico, balsamico. Depressione non cronica, tensione nervosa, nevralgie, piaghe e ustioni, enuresi infantile
Uso
Infuso, olio
Note
Dal greco hyper-eykon che può essere tradotto come “al di là dell’imaginazione”
 
Usanze
Le proprietà magiche dell’iperico scaturivano dall’ipericina  un pigmento rosso fluorescente che sgorga come sangue dai fiori tritati.

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LAVANDA
LAVANDULA officinalis

 
 

Proprietà/Indicazioni
Il linalolo ha proprietà antispastiche, antisettiche, antipiretiche. Aiuta la digestione,  antidepressivo,  analgesico, battericida per le cicatrici.
Uso
Infuso, estratto ,essenza, lozioni, aromaterapia
Note
Erba aromatica.
Usanze
Greci, Romani e Arabi la utilizzavano per l’igiene e la bellezza come antisettico e per cosmetici infatti il nome significa “lavare”. Pianta sotto l'influsso di Mercurio che portata in un sacchetto porta fortuna in amore.
 

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MANDRAGORA
MANDRAGORA officinalis

 
 

Proprietà/Indicazioni
Sedativa, analgesica. Non viene più utilizzata in medicina.
Uso
Contiene un potente sedativo e analgesico che in base alle dosi è in grado di portare all’oblio e perfino alla morte.
Note
Pianta tossica e velenosa.
Usanze
La mandragora o mandragola era uno degli ingredienti principali della maggior parte delle pozioni magiche. Secondo le credenze popolari, le mandragore nascevano dallo sperma emesso dagli impiccati morenti. Le sue radici assumevano la forma di feti umani e si diceva che urlassero quando venivano strappati dal ventre della madre terra e per questo veniva utilizzata nelle maledizioni e negli incantesimi negativi, ma anche per le sue proprietà narcotiche e allucinogene. Nelle arti magiche la mandragola può essere ricondotta  alle famose bambole di cera del Voodoo. Anche per la Wicca  moderna è considerata una pianta magica ed usata nei giorni di plenilunio. Nell'antichità le venivano accreditate virtù afrodisiache ed era utilizzata per curare la sterilità. 
 

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Nocciolo
CORYLUS avellana

 
 

Proprietà/Indicazioni
Nel I sec. Discoride le usava per le malattie respiratorie poi successivamente come calmante e perfino contro l’impotenza. Di certo oltre all’alto valore calorico, pianta e nocciole hanno proprietà venotoniche cicatrizzante  e depurativo.
Uso
Nocciole. Foglie, corteccia per decotti, impacchi
Note
Le nocciole possono risultare indigeste.
Usanze
Altro albero sacro per i Celti i cui frutti erano portatori di saggezza e conoscenza. Secondo la tradizione agli alberi occorrevano 9 anni per produrre una prima nocciola matura, numero magico, il “tre volte tre” ricco di importanza spirituale ed esoterica.  Il suo legno era usato per i sacri fuochi di Beltaine e i gusci nell’acqua per a divinazione. Le nocciole erano associate alla saggezza dell’Altro mondo. Ai bambini veniva dato il latte della nocciola per farli crescere forti. In Germania il nocciolo era consacrato al dio dei tuoni Thor e si diffuse l’usanza, per le coppie dopo il matrimonio, di regalare nocciole a significare che l’unione era stata consumata (in tedesco “rompere le nocciole” sottintendeva appunto il rapporto sessuale). Simbolo di fecondità e abbondanza,considerata pianta magica, col suo legno si fabbricano bacchette magiche e scope rituali. Lo stesso bastone (rod) di Mosè era una bacchetta magica in nocciolo. Nel Medioevo come il noce, divenne l’albero delle streghe.

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ORTICA
URTICA diodica

 
 

Proprietà/Indicazioni
E’ ricca di vitamina C, azoto e ferro (utile per anemie) e può essere usata come alimento.
Uso
Fresca, succo, lozioni, impacchi
Note
 
Usanze
Pianta sacra a Venere. Si pensava predisponesse alla lussuria perché l’urticazione delle parti basse dell’uomo con rami di ortica provocava stimolazione. Gli antichi Greci la utilizzavano come antidiarroica, diuretica e cardiotonica. Nel Medioevo si impiegava fresca per curare, con il veleno dei suoi peli urticanti, gotta e reumatismi.
 

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PREZZEMOLO
PETROSELINUM crispum

 
 

Proprietà/Indicazioni
L’Apilina e l’Apigenina (vitamina A e C) hanno proprietà diuretiche, emmenagoghe e tonificanti            
Uso
Fresco, infuso, cataplasmi
Note
È velenoso per gatti, pappagalli e piccoli animali in genere.
Usanze
Veniva usato per protezione e nei bagni di purificazione.
 

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ROSMARINO
ROSMARINUS officinalis

 
 

Proprietà/Indicazioni
Ricco di oli e flavanoidi fortemente antisettici e antinfiammatori. Tonificante, antidolorifica, antidepressiva, antitensiva (ansia).                                                                       
Uso
Fresca, Infuso, decotto, bagni, essenza.
Note
Pianta aromatica.
 
Usanze
Simbolo di amicizia e fedeltà in alcune culture viene indossato durante i matrimoni e funerali. Gli scolari greci la indossavano sotto forma di corona per migliorare la memoria. L’acqua d’Ungheria a base di fiori di rosmarino, è nota per il fatto che la regina Isabella avesse curato con essa gotta e reumatismi. A livello esoterico protegge dalle negatività, benedizione, consacrazione.
Si brucia come incenso, si mette nei talismani.
 

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SORBO (sorbole)
SORBUS domestica/aucuparia

 

 

Proprietà/Indicazioni
I vari acidi (sorbico,malico,citrico) con vitamina C danno proprietà astringenti, toniche e antidiarroiche.
                                                                       
Uso
I frutti solo dopo la completa maturazione.
Note
 
Usanze
Albero molto longevo e magico per eccellenza con cui si ottenevano potenti incantesimi. Solitamente piantato davanti alla porta di casa per protezione. Collane di bacche di sorbo rosso infilate con filo rosso erano indossate per protezione dalle donne celte. Nell’alfabeto Ogham il sorbo è simbolo di rinascita e protezione contro la negatività Esso occupava un posto speciale negli oracoli dei druidi, impiegavano fuochi del suo legno per evocare spiriti che poi obbligavano a far rispondere alle loro domande. Era considerato efficace contro gli spiriti del male e come dice un antico proverbio: “sorbo selvatico e filo rosso fan correr le streghe a più non posso”.
 
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TRIFOGLIO
TRIFOLIUM pratense

 
 

Proprietà/Indicazioni
Erba dolciastra rinfrescante, spasmolitica, diuretica anticancerogena e utile nelle affezioni respiratorie.
                                                                       
Uso
Decotto, impacchi
Note
 
Usanze
Per i celti simboleggiava il Ternario sacro e magico: creazione, mantenimento e distruzione. Simbolo di protezione e di equilibrio. Il raro quadrifoglio è simbolo di fortuna e si dice che portarne uno tra i capelli possa permettere di vedere le fate.
 

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STRAMONIO (erba del diavolo o delle streghe)
DATURA stramonium

 
 

Proprietà/Indicazioni
Il suo nome è dovuto alle sue forti proprietà narcotiche, sedative ed allucinogene. In medicina viene utilizzato come antispastico e analgesico.                               
Uso
Polvere, cataplasma
Note
Tutta la pianta è estremamente velenosa.
Usanze
L’erba delle streghe, veniva utilizzato durante i sabba, nei riti voodoo per la zombificazione e dagli sciamani come allucinogeno. Lo Stramonio come l’Assa Foetida e lo Stercus Diaboli era usato nella stregoneria cerimoniale per il suo odore fetido per attirare le forze maligne.
 

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VERBENA (artiglio del diavolo)
VERBENA officinalis

 
 

Proprietà/ Indicazioni
Disturbi nervosi, antinfiammatoria, analgesica, migliora la funzionalità epatica.                                        
Uso
Infuso,decotto, inalazioni, impacchi
Note
 
Usanze
Detta anche artiglio di drago, era ritenuta sacra in molte culture e veniva associata a visioni e profezie. Nell’antichità era considerata l'erba di Venere, sacra ad Iside veniva usata per i cerimoniali religiosi. Per i druidi era una pianta molto potente che aumentava la potenza e la durata dei loro incantesimi. Era presente in quasi tutte le pozioni per gli incantesimi in particolare di quelli amorosi.
 

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VISCHIO
VISCUM album

 
 

Proprietà/Indicazioni
Ipotensiva, antispastica, sedativa, immunostimolante           
Uso
Tinture, infusi
 
Note
Pianta velenosa in particolare le bacche.
Usanze
Una delle piante più sacre ai druidi celti, soprattutto quando cresceva sulle querce, con grandi poteri magici e catalizzatore di energie per qualsiasi tipo di incantesimo. Non avendo radici, come pianta parassita, era considerata magica.  Tre bacche di vischio legate insieme portano fortuna amore e tutti sanno che baciarsi sotto il vischio durante il periodo natalizio è di buon auspicio.
 

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Proprietà/Indicazioni
All’amara absintina e al tanacetone è dovuta l’azione digestiva, tonica e vermifuga dell’assenzio; coleretico, tonico e emmenagogo (stimola l’utero). Viene usato anche come insetticida.
Uso
Infuso, macerazione, liquore.
Note
A dosi elevate è una pianta tossica che provoca convulsioni e allucinazioni. L’alcol ne potenzia gli effetti.
Usanze
Gli antichi dedicarono questa pianta ad Artemide e Diana. I Druidi utilizzavano l’artemisia selvatica per respingere il diavolo e allontanare i veleni. Noto come “madre delle erbe” era usato nelle pratiche magiche e nei riti di fertilità femminile (provoca le mestruazioni). Nel medioevo veniva usato per tenere lontani gli insetti e per evitare le infezioni. Si credeva combattesse la calvizie. Il liquore, oggi vietato, era erroneamente considerato una panacea per molti mali ed il suo uso smisurato provocava dipendenza e allucinazioni. Lo stesso Wemouth (assenzio in tedesco) era aromatizzato con l’artemisia.
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23 gennaio 2010

INVENZIONI

 
INVENZIONI IMPORTANTI
 
 
Chi l’ha inventato?
Quante volte, anche se solo per curiosità, ci siamo posti questa domanda davanti ad un oggetto?
Anche se per alcune cose la ‘paternità’ non è ben definita perché in tanti hanno lavorato, a poco tempo di distanza, alla stessa invenzione, ecco un piccolo elenco di invenzioni che hanno fatto storia con alcune che hanno cambiato la vita dell’uomo.
 
ACCIAIO
L'importanza dell'acciaio è enorme, i suoi usi sono innumerevoli, come anche le varietà in cui esso viene prodotto: senza la disponibilità di acciaio in quantità e a basso costo, la rivoluzione industriale non sarebbe stata possibile. Col passare del tempo le tecniche di produzione dell'acciaio si sono andate perfezionando e settorializzando, per cui ai nostri giorni esistono molteplici tipologie di acciai, ciascuna relativa a diverse esigenze progettuali e di mercato. Tutto inizia quando nel 1855 Henry Bessemer inventa un forno per la produzione industriale dell’acciaio.
 
ACCIARINO, ACCENDINO
 
Strumento ormai entrato a far parte delle nostre abitudini quotidiane, tanto che nessuno si sofferma più a pensare all'importanza di questa geniale invenzione dove basta un colpo di pollice a far scaturire la fiamma, l'accendino risale ai primi del Novecento, ma è il risultato di secoli e secoli di tentativi. Infatti, se gli accendini con pietrina, benzina e stoppino sono un'invenzione relativamente recente, da sempre l'uomo ha tentato di ottenere il fuoco, utilizzando pietra silicea ed esca o eseguendo ripetuti esperimenti fisici e chimici. Nell’età della pietra e del bronzo, il fuoco veniva acceso percotendo due pietre che contengono ferro, come la selce e producono una scintilla che accende l’esca o altro materiale infiammabile. Ben presto le selci vennero rimpiazzate da pietra focaia e acciarino che fino all’Ottocento, costituirono il più usuale mezzo per produrre fuoco. Prima dell'avvento del gas, come combustibile era usata la benzina, preferita ancora oggi da alcuni costruttori tra i quali Zippo. La Zippo Manufacturing Company venne fondata nel 1932 da George B. Blaisdell a Bradford, in Pennsylvania, USA. Il suo celebre accendino Zippo deve il suo nome ad un altro prodotto dell'epoca che stava riscuotendo grande successo, cioè la cerniera lampo (zip).
 
AGO
I primi aghi di cui si ha notizia erano realizzati in osso o legno, nell'antichità erano in bronzo, gli aghi moderni sono realizzati in acciaio placcato. Gli aghi d'acciaio furono introdotti in Europa dagli Arabi e nel 1370 si fabbricavano a Norimberga.
 
ASCENSORE
Sicuramente una delle prime situazioni in cui si è sentita la necessità di una attrezzatura idonea a trasportare in verticale uomini e materiali è quella delle miniere. Sono dell'inizio del XIX secolo i primi studi per dotare quei primitivi apparecchi di un motore a vapore che sostituisse l'energia umana. Il primo sviluppo fondamentale che si ebbe in direzione dell'ascensore come oggi è conosciuto venne dato da un inventore americano, Elisha Otis, che nel 1853 depositò il brevetto di un sistema di sicurezza paracadute, destinato ad impedire la caduta violenta della cabina in caso di guasti o rotture ai cavi. La prima applicazione pratica si ebbe nel 1857 a New York e, negli anni successivi, altri famosi ingegneri lo perfezionarono con l'adozione di circuiti idraulici e con l'invenzione dell'ascensore elettrico, fatta risalire al 1880 in Germania da parte di Werner von Siemens. Una delle prime spettacolari applicazioni della nuova invenzione è quella vista nel 1889 in Francia in occasione della presentazione della Tour Eiffel a Parigi.
 
BIRO (PENNA)
1938 - Ungheria - Laszlo (1899-1985) e Georg Birò inventano la penna biro.
 
BOTTONE A PRESSIONE (Snap fastener)
Presenti sin dalla preistoria, i bottoni sono stati rinvenuti negli scavi archeologici nella valle dell'Indo (circa 2800-2600 a.C.) dell'età del bronzo in Cina (circa 2000-1500 a.C.). Erano usati nell'antica Roma, anche se le chiusure di abiti e mantelli, nell'antichità, erano ottenute principalmente con lacci, fibbie e spille. Spesso le spille di sicurezza, chiamate fibule assumevano esternamente la forma che ha precorso l'idea moderna del bottone. Questa somiglianza nella forma si è riscontrata nel kiton greco indossato dalle donne e negli spilloni aggancianti presenti nel sagum bizantino. Per avere però i comodi bottoni a pressione occorre aspettare il 1885 quando viene brevettato dal tedesco inventore Heribert Bauer  il primo bottone senza asole.  Alcuni attribuiscono l'invenzione al danese Bertel Sanders.
 
CELLA SOLARE
Nel 1954 Gerald Pearson, Calvin S. Fuller e Daryl M. Chapin costruiscono la prima batteria solare a cellula fotovoltaica. Nel 1955, tre ricercatori della società telefonica americana Bell brevettano la prima cella fotovoltaica al silicio.
 
CEMENTO
 
L'utilizzo del legante nelle costruzioni può essere fatta risalire al III millennio a.C., quando in Egitto era utilizzata la malta di gesso per la realizzazione di paramenti murari in conci di pietra. I Romani inizialmente impiegavano come legante prevalentemente la calce. Fino a quando il legante della malta era costituito soltanto dalla calce, l'indurimento del calcestruzzo avveniva con estrema lentezza, poiché il progressivo consolidamento di una malta a base di calce è dovuto alla reazione dell'idrossido di calcio con l'anidride carbonica presente nell'aria con la successiva produzione di carbonato di calcio. A partire dal I secolo a.C. i romani iniziarono a sostituire in parte o in tutto la sabbia costituente la malta con la pozzolana (pulvis puteolana) o con il cocciopesto. La scoperta della pozzolana segnò una rivoluzione nella realizzazione di opere murarie. Solo dopo il XIV sec. vi fu la scoperta rivoluzionaria della calce idraulica da parte dell'ingegnere britannico John Smeaton. Questi, nella realizzazione del faro di Eddystone utilizzò, al posto della miscela calce - pozzolana, la prima calce idraulica da lui ottenuta dalla cottura di calcare contenente una discreta quantità di impurezze argillose. La scoperta della calce idraulica segna la transazione dal calcestruzzo romano a quello moderno, giacché gli sperimentatori, soprattutto con l'ausilio della nuova scienza chimica appena nata con Lavoisier sono in grado di governare un nuovo processo di sintesi che porterà prima alla calce idraulica artificiale e più tardi al moderno cemento Portland.
 
CELLULARE
I laboratori americani Bell realizzano il primo telefono cellulare portatile con batteria. Svezia, Finlandia, USA: Le ditte Ericsson, Nokia, AT&T realizzano le prime reti territoriali per telefoni cellulari.
 
CEROTTO (BAND-AID)
1920 - USA - Earle Dickson brevetta il Band-aid, il primo Cerotto autoadesivo sterile.
 
CHITARRA ELETTRICA
USA: nel 1928 George Beauchamp con l'aiuto dell'artigiano Harry Watson, costruisce il primo prototipo di chitarra elettrica. Nel 1931 George Beauchamp e Paul Barth sviluppano il primo sistema elettromagnetico per chitarra elettrica, applicato allo strumento costruito da Adolph Rickenbacker; insieme a quest'ultimo fondano l'Electro String Company per realizzare chitarre elettriche hawaiane, chiamate Rickenbackers.
 
COLTELLO
 
Già più di 200 mila anni fa l’uomo primitivo usava punte affilate di pietra per tagliare e difendersi. L’ Homo habilis è stato, secondo gli studiosi, le specie che ha fatto il salto immaginativo modellando punte acuminate fatti di legno e ossa. Più tardi, durante il Paleolitico tali materiali cedettero il posto alla selce, una speciale forma di quarzo minerale,  seguirono il rame (introdotto nel 8.000 a C. circa ), il bronzo (3300 aC),  il ferro (1.500 aC), e poco più tardi l’acciaio  (1400 aC). Gli artigiani si sbizzarrirono nelle fogge e già ai tempi dei romani esistevano coltelli di varie forme e dimensioni.
 
CONSERVE
Nel 1810 Nicolas Appert inventa il metodo di conservazione ermetica, i primi barattoli sottovuoto sono destinati alle truppe di Napoleone.
 
CORTISONE
1936 - Germania, USA - Tadeusz Reichstein e Edward C. Kendall isolano gli ormoni della corteccia surrenale: gli varrà il premio Nobel.
 
FLAUTO
In alcune caverne europee (Slovenia, Svizzera, Spagna, Francia) sono stati ritrovati frammenti di ossa di animali (renne, orsi, pecore) che presentano dei fori prodotti artificialmente dall’uomo. Probabilmente erano usati anche come flauti traversi. Il più antico sembra essere il frammento di femore d’orso ritrovato in Slovenia recentemente: risalirebbe addirittura a 50.000 anni fa’. La prima testimonianza dell’esistenza del flauto traverso la si trova in un libro di poesia dell’antica Cina: il She King che risale al IX secolo avanti Cristo. Anche nell’antica India era uno strumento molto diffuso. Era invece sconosciuto nell’antico Egitto e nell’America precolombiana. Nell’antica Grecia lo strumento a fiato più diffuso era invece l’aulos che non è un flauto ma uno strumento ad ancia come il clarinetto e l’oboe. La più antica rappresentazione indiscutibile del flauto traverso è un bassorilievo etrusco, di una necropoli nei dintorni di Perugia, datato dal II al I secolo avanti Cristo. Probabile quindi che anche gli antichi romani conoscessero ed usassero un tipo di flauto traverso. Solo nel Rinascimento e dopo il 1600, il flauto subisce una grande trasformazione fino ad arrivare poi al flauto del flautista tedesco Theobald Böhm (1794-1881) che si avvalse anche delle ricerche e degli studi di William Gordon.
 
FOTOGRAFIA
La parola fotografia ha origine da due parole greche: foto (phos) e grafia (graphis), letteralmente quindi fotografia significa scrivere (grafia) con la luce (fotos). Ebbe origine dalla convergenza dei risultati ottenuti da numerosi sperimentatori sia nel campo dell'ottica, con lo sviluppo della camera oscura, sia in quello della chimica, con lo studio delle sostanze fotosensibili. La prima camera oscura fu realizzata molto tempo prima che si trovassero dei procedimenti per fissare con mezzi chimici l'immagine ottica da essa prodotta; le sue prime applicazioni per la fotografia si ebbero con il francese Joseph Nicephore Niepce, al quale viene abitualmente attribuita l'invenzione della fotografia, anche se scoperte recenti suggeriscono che alcuni tentativi ben precedenti, come quelli dell'inglese Thomas Wedgwood potrebbero essere andati a buon fine. In collaborazione con il fratello Claude, Niepce cominciò a studiare la sensibilità alla luce del cloruro d'argento e nel 1816 ottenne la sua prima immagine fotografica (che ritraeva un angolo della sua stanza di lavoro) utilizzando un foglio di carta sensibilizzato, probabilmente, con cloruro d'argento. L'immagine, tuttavia, non poté essere fissata completamente, per cui Niepce fu indotto a studiare la sensibilità alla luce di numerose altre sostanze, soffermandosi sul bitume di Giudea che possiede la proprietà di divenire insolubile in olio di lavanda in seguito a esposizione alla luce. Nel 1829 fondò con Louis Daguerre, già noto per il suo diorama, una società per lo sviluppo delle tecniche fotografiche. Nel 1839 il fisico François Arago descrisse all'Accademia delle Scienze di Parigi un procedimento messo a punto da Daguerre, che venne chiamato dagherrotipia; la notizia suscitò l'interesse di William Fox Talbot, che dal 1835 sperimentava un procedimento fotografico denominato calotipia, e di John Herschel, il quale sperimentava un procedimento su carta sensibilizzata con sali d'argento, utilizzando un fissaggio a base di tiosolfato sodico. In questo stesso periodo, a Parigi, Hippolyte Bayard ideò un procedimento originale che faceva uso di un negativo su carta sensibilizzata con ioduro d'argento, dal quale si otteneva successivamente una copia positiva. Tra il 1851 e il 1852 vennero introdotte l' ambrotipia e la ferrotipia, procedimenti con cui si ottenevano dei positivi apparenti incollando un negativo su lastra di vetro sopra un supporto di carta o panno neri oppure di metallo brunito. Nel 1859 R. Bunsen e H. E. Roscoe realizzarono le prime istantanee con lampo al magnesio. Le prime immagini a colori per sintesi additiva si devono a J. C. Maxwell (1861), mentre Louis Ducos du Hauron ottenne le prime immagini a colori mediante sintesi sottrattiva (1869) e R. L. Maddox introdusse un'importante innovazione: le lastre con gelatina animale come legante. Infine, nel 1873 H. Vogel scoprì il principio della sensibilizzazione cromatica e realizzò le prime lastre ortocromatiche. Ma gli sforzi furono anche indirizzati al perfezionamento dei materiali sensibili, dei procedimenti di sviluppo e degli strumenti ottici. Tra le innovazioni più importanti si ricordano: l'introduzione degli apparecchi fotografici portatili (1880); l'introduzione delle pellicole in rullo, realizzate per la prima volta da G. Eastman inizialmente con supporto in carta (1888) e successivamente con supporto in celluloide (1891).
 
FRIGORIFERO
Durante il XIX secolo vi sono state importanti rivoluzioni nel campo dell’alimentazione. In particolare, fu molto importante “la conquista del freddo”, ossia l’invenzione della macchina frigorifera, avvenuta e brevettata nel 1851 dall’americano John Gorrie e poi nel 1915 da Albert Einstein, successivamente perfezionata dal tedesco Windhausen, dall’inglese Reece e dal francese Tellier. A quest’ultimo si deve anche la realizzazione del primo impianto frigorifero su un piroscafo, le frigorifique, che nel 1876 trasportò in Francia un carico di carne precedentemente macellata in Argentina, dopo un viaggio di 105 giorni. La tecnica venne poi applicata ai vagoni ferroviari, come nel caso del treno intercontinentale che partiva dalla California. Sul piano alimentare tutto ciò significa il superamento delle tecniche tradizionali di conservazione (per salagione, per essiccazione, ecc.) la cui comune caratteristica era quella di alterare le qualità nutrizionali e organolettiche degli alimenti. Con la conquista del freddo invece i prodotti si riuscivano a trasportare e mantenere per lunghi periodi mantenendo caratteristiche simili a quelle originali. Oltre ai prodotti consumati, anche il gusto cominciò a “delocalizzarsi” dando origine a quel processo di globalizzazione alimentare che culminò con la fine del XX secolo. Il primo frigo domestico venne messo in vendita nel 1913. Dal 1931 l'ammoniaca fino allora usata venne sostituita col freon, fino al 1990 quando esso venne proibito per l'uso frigorifero.
 
INTERNET & WORLD WIDE WEB
Nel 1969 nasce Arpanet la rete di computer del dipartimento della difesa americano.  In pochi anni, ARPANET allargò i suoi nodi oltreoceano, contemporaneamente all'avvento del primo servizio di invio pacchetti a pagamento e negli anni ‘80 da questo progetto di sicurezza militare si sviluppa la rete chiamata internet. Nel 1991 presso il CERN di Ginevra il ricercatore Tim Berners-Lee definì il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol), un sistema che permette una lettura ipertestuale, non-sequenziale dei documenti, saltando da un punto all'altro mediante l'utilizzo di rimandi (link o, più propriamente, hyperlink). Il primo browser con caratteristiche simili a quelle attuali, il Mosaic, venne realizzato nel 1993. Esso rivoluzionò profondamente il modo di effettuare le ricerche e di comunicare in rete. Nacque così il World Wide Web. Nel World Wide Web (WWW), le risorse disponibili sono organizzate secondo un sistema di librerie, o pagine, a cui si può accedere utilizzando appositi programmi detti browser con cui è possibile navigare visualizzando file, testi, ipertesti, suoni, immagini, animazioni, filmati.
 
LAMPADA
Fin dall'antichità l'uomo ha inventato sistemi per procurarsi la luce. Gli esempi più antichi di lampade sono quelle a combustione di grassi liquidi consistenti in un recipiente contenente il combustibile nel quale era immersa in parte una miccia, detta comunemente stoppino, alla cui estremità libera ardeva il liquido assorbito per capillarità. Greci e romani usarono lampade ad olio di origine vegetale, soprattutto olio di oliva. Altri popoli nel medio oriente utilizzavano il petrolio che affiorava spontaneamente in superficie in alcune zone. Questi oggetti erano costituiti da contenitori in terracotta, bronzo, ottone o altro materiale in cui era contenuto l'olio; in un beccuccio laterale era inserito uno stoppino su cui bruciava il combustibile attirato per capillarità. Rispetto alle candele la luce prodotta è più intensa. Oggi sono ancora usate lampade a kerosene, basate su principi simili ma che producono una luce ancora più intensa. Una radicale innovazione nel campo delle lampade è stata, più che l'introduzione delle lampade a gas, quella delle lampade elettriche.
 
LAMPADINA AD INCANDESCENZA
 
La lampadina ad incandescenza è stata inventata nel 1854 da Heinrich Goebel, un orologiaio tedesco emigrato in America. Non riuscì però a rendere pubblica la sua invenzione. Nel 1878 Thomas Alva Edison riuscì a costruirne un modello sufficientemente durevole. Nel 1860 Joseph Wilson Swan aveva già costruito una simile lampadina che perfezionò fino al 1878; divenne partner di Edison. Poco prima della sua morte Heinrich Goebel riuscì a far valere i propri diritti d’inventore che furono poi acquistati da Edison dalla vedova di Heinrich impoverita. Era costituita da un bulbo di vetro in cui era stato praticato il vuoto, al cui interno era contenuto un filo di cotone carbonizzato attraversato da corrente elettrica. Bisogna dire che molti inventori stavano lavorando all'idea, tra i quali il torinese Alessandro Cruto. Il problema dei primi modelli era la rapida distruzione del filamento. Nel 1903 l'americano William David Coolidge introduce l'uso del filamento di tungsteno, tuttora impiegato.
 
LASER
Dopo vari studi, l’americano Theodore Maiman nel 1960 costruisce il primo laser a rubino, uno strumento che avrà moltissime applicazioni, anche in campo medico.
 
LAVASTOVIGLIE
L'invenzione della lavastoviglie viene fatta risalire all'americana Josephine Cochrane, che nel 1886 fece brevettare un'apparecchiatura in grado di proiettare getti d'acqua sulle stoviglie grazie a un sistema di pompe azionato manualmente.In Europa le prime lavastoviglie furono introdotte nel 1929 dall'azienda tedesca Miele.
 
LAVATRICE
Il primo esemplare di macchina per lavare fu sviluppato nel 1767 da un teologo di Ratisbona, Jacob Christian Schäffern. I primi modelli di macchine meccaniche risalgono alla fine del XIX secolo. Negli anni '20 ci fu qualche tentativo di adottare nuove tecnologie di lavaggio, con la comparsa delle lavatrici a cestello (ad asse orizzontale) specialmente per le applicazioni industriali. Dopo la seconda Guerra Mondiale lo slancio industriale che caratterizzò soprattutto l'Europa occidentale portò a soddisfare nuove esigenze, così le industrie elettromeccaniche iniziarono una fervida attività di ricerca e produzione di lavatrici specialmente in Germania portando nel tempo migliorie e innovazioni.
 
LENTI A CONTATTO
1947 - Inghilterra - Kevin Thuhy avvia la commercializzazione delle lenti corneali di plastica trasparente.
 
LIBRO (STAMPA)
L'invenzione della stampa a caratteri mobili è attribuita al tedesco Johann Gutenberg, seppure sia probabile che già i cinesi utilizzassero in precedenza tecniche simili e che, contemporaneamente a Gutenberg, anche stampatori tedeschi, boemi, italiani (Panfilo Castaldi) e olandesi stessero lavorando nella stessa direzione. In ogni caso, Gutenberg, in società con il banchiere Johann Fust e con l'aiuto dell'amanuense Peter Schöffer, stampa tra il 1448 e il 1454 a Magonza il primo libro con questa tecnica. Si tratta della celebre Bibbia a 42 linee (dal numero delle linee di testo che compongono ogni pagina) che viene messa in vendita a Francoforte sul Meno nel 1455. Con la Rivoluzione industriale del XIX secolo anche lo sviluppo tecnologico della tipografia compie notevoli progressi. All'inizio del secolo la pressa in legno, rimasta virtualmente immutata dai tempi di Gutenberg, viene sostituita da matrici di metallo e viene introdotta la stereotipia, cioè il procedimento di riproduzione della forma della pagina composta mediante calco su lastra metallica attraverso una pressione piana (tipografia a platina). Nel 1796, Aloys Senefelder introduce la litografia. Nel 1798, Nicolas Louis Robert alle dipendenze della cartiera degli stampatori parigini Didot, costruisce la "macchina continua", con la quale diviene possibile fabbricare un nastro continuo di carta e incrementare in questo modo la velocità di produzione. Nello stesso periodo, l'aumento della richiesta porta all'introduzione della carta a base di pasta di legno, in alternativa a quella prodotta dagli stracci, più costosi e difficili da reperire. La nuova carta trattata chimicamente risulta però poco durevole: nel corso di pochi decenni tende ad ingiallire e a sfaldarsi e molti testi stampati dall'inizio del XIX secolo minacciano di ridursi in pezzi illeggibili. La prima pressa piano-cilindrica a vapore è realizzata nel 1814 da Friedrich Koenig e utilizzata nella stamperia del "Times" di Londra; questa tecnica permette di aumentare la capacità di stampa da 300 a 1100 copie all'ora. Sempre al "Times", viene introdotta pochi anni dopo, nel 1828, la macchina "a quattro cilindri" verticali realizzata da Augustus Applegath e Cowper, in grado di produrre oltre 5000 copie all'ora. La produzione industriale della carta inizia alla metà del secolo. La rotativa, in grado di stampare un nastro continuo di carta contemporaneamente in bianca e volta, viene inventata da Hoe nel 1846. I primi esperimenti di composizione meccanica portano nel 1886 alla realizzazione, da parte dell'americano Ottmar Mergenthaler, della Linotype e successivamente nel 1889 alla Monotype realizzata da Tolbert Lanston. La parte meccanica delle tecnologia della stampa subirà poi solo piccoli cambiamenti, fino all'introduzione della stampa off-set nel 1960.
 
MACCHINA PER CUCIRE
La sua invenzione è piuttosto controversa, infatti brevetti per meccanismi in grado di produrre cuciture furono depositati da Fredrick Wiesenthal nel 1755, da Thomas Saint nel 1790, da Barthélemy Thimonnier nel 1830 e da John J. Greenough nel 1842. I primi modelli erano azionati a mano: attraverso una manovella applicata al volano, con la mano destra si produceva il movimento dell'ago, della spoletta e l'avanzamento per trascinamento del tessuto, mentre con la mano sinistra si controllava la sua posizione e l'indirizzamento. Successivamente le macchine per cucire furono a pedale.
 
NAYLON
Nel 1934 Wallace Hume Carothers  inventa il procedimento per la realizzazione di una fibra poliammidica (nylon). Quattro anni dopo, in America la fibra del nylon è utilizzata su vasta scala.
 
PLEXIGLAS
Nel 1931, in Canada, William Chalmers, di Toronto, inventa il processo per la realizzazione del plexiglas (resina artificiale termoplastica).
 
OCCHIALI
Seneca pare che indichi nelle sfere di vetro un mezzo per ingrandire le immagini. Vi sono scritti e quadri che rivelano l’uso di lenti di ingrandimento già a partire dal 1300.  La vera applicazione razionale di questo ausilio si deve però a Franciscus Donders, oftalmologo olandese, che per primo prescrisse lenti con potere corrispondente alla correzione del difetto visivo.
 
RADAR
Numerosi inventori, scienziati e ingegneri contribuirono allo sviluppo del radar. Il primo ad usare le onde radio per segnalare "la presenza di oggetti metallici distanti" fu Christian Hülsmeyer, che nel 1904 dimostrò la fattibilità di rilevare la presenza di una nave nella nebbia, ma non la sua distanza. Nell'agosto del 1917 Nikola Tesla fu il primo a stabilire i principi del funzionamento delle frequenze e del livello di potenza dei primi radar. Nel 1922 Guglielmo Marconi avanzò l'idea di un radiotelemetro per localizzare a distanza mezzi mobili e nel 1933 in un incontro riservato ne propose la realizzazione a un gruppo di militari italiani tra i quali il col. Luigi Sacco; quest'ultimo, convinto della validità e dell'importanza dell'idea, la affidò all'ing. Ugo Tiberio, un giovane e brillante ufficiale che negli anni seguenti portò avanti le ricerche e realizzò diversi prototipi, ma non ottenne le risorse e i fondi necessari per arrivare a un sistema radar operativo; i vertici della Marina non credettero fino in fondo al progetto di Tiberio e solo dopo la disfatta di capo Matapan, dovuta anche all'uso del radar da parte degli inglesi, la ricerca sul radiotelemetro ebbe finalmente i fondi necessari per realizzare i primi radar italiani denominati GUFO e FOLAGA. Prima della Seconda guerra mondi le, sviluppatori americani, tedeschi e francesi, e principalmente britannici, tentarono di sfruttare il radar come sistema di difesa contro gli attacchi aerei. Nel 1936 l'ungherese Zoltán Bay fu il primo a produrre un modello funzionante nei laboratori di Tungsram. La guerra portò ad una accelerazione della ricerca al fine di trovare la migliore risoluzione e portabilità per le nuove esigenze difensive. Nel dopo-guerra l'uso del radar è stato utilizzato per il controllo del traffico aereo civile, controllo meteorologico e controllo delle velocità automobilistiche.
 
SPECCHIO
I primi specchi realizzati nell'antichità erano semplici lastre di metallo, spesso argento, rame o bronzo, perfettamente lucidate. Nel XIV secolo a Venezia si producevano specchi unendo una lastra di cristallo lucidato con fogli di stagno e mercurio: i sottili strati di stagno venivano uniti al vetro tramite un bagno di mercurio ed esercitando pressione; tale processo era costoso e complesso, rendendo lo specchio un prodotto di lusso. Nella seconda metà del XIX secolo il costo degli specchi è radicalmente calato grazie ad un nuovo processo di produzione, l'argentatura: tramite una soluzione di ammoniaca ed acido tartarico si fissano al vetro dei nitrati d'argento, ed il vetro veniva successivamente ricoperto da gommalacca.  Oggi gli specchi consistono in una lastra di vetro su cui è deposto un sottile strato di argento o alluminio, fissato al vetro per elettrolisi. Lo strato metallico è deposto sul lato opposto a quello riflettente ed è ricoperto da una vernice a scopo protettivo. In questo modo il delicato rivestimento è protetto dal vetro stesso, ma si ha una seconda riflessione minore causata dalla superficie frontale del vetro. Questo tipo di specchi riflette circa l'80% della luce incidente.
 
SAPONE
Nell’antichità, le prime tecniche di pulizia furono sviluppate prevalentemente per pulire tessuti ed indumenti (e non per l'igiene personale), generalmente con l'utilizzo di argille (terra da follone), cenere e piante saponarie (da queste ultime si ricavano le saponine che formano soluzioni saponose che solubilizzano lo sporco e ne facilitano l'eliminazione). Solo dopo essere entrati in contatto col mondo orientale-islamico, nell'età delle Crociate, ci s'impadronì delle tecniche di fabbricazione di un sapone assai meno aggressivo, con l'uso di grassi vegetali, aromi e sostanze lenitive quali il balsamo. Non a caso il sapone entrò infatti in Europa grazie ai mercanti veneziani e genovesi e, per procacciarselo, dame e gentiluomini cristiani erano disposti a pagare cifre anche molto alte. Esistono varie circostanze, ancorché improbabili, che possono aver portato casualmente alla scoperta del sapone, ma è anche possibile che sia avvenuta per via empirica. Probabilmente per prime si ottennero liscivie alcaline dalla cenere di legno, che poi vennero usate per la saponificazione di sego, scarti animali, oli vegetali. La notizie storiche sono nebulose, sia per la difficoltà di distinguere il sapone vero e proprio da altre sostanze utilizzate per pulire, sia perché il sapone, per la sua natura organica ed idrosolubile, non è rilevabile da ricerche di tipo archeologico, neppure attraverso i recipienti e l'equipaggiamento usati nella sua produzione che non differiscono da quelli destinati ad altri utilizzi. Nel 1789 Nicolas Leblanc (1742 – 1803) scoprì come ottenere dal sale comune della soda di buona qualità, che da quel momento fu disponibile a basso prezzo ed in grande quantità. Il procedimento Leblanc rimarrà in uso fino al 1870, quando verrà soppiantato dal metodo Solvay adottato ancora oggi per la produzione dei saponi.
 
SIRINGA IPODERMICA
 
Le attuali siringhe sono state sviluppate attorno al 1853 da Charles Pravaz e Alexander Wood. Attualmente la gran parte delle siringhe sono realizzate in plastica, monouso, con l'ago preinnestato. In passato veniva usato il vetro e le siringhe venivano riutilizzate previa sterilizzazione in autoclave (o semplice bollitura in ambito casalingo). Le prime siringhe erano realizzate in metallo.
 
SUPERMERCATO
1930 - USA - Michael J. Cullen (1884 - 1936) apre il primo supermercato nel Queens, in Via Giamaica.
 
TELEVISORE /TELEVISIONE
John Logie Baird è stato un inventore britannico che dopo la prima guerra mondiale, più precisamente il 2 ottobre 1925, invia a distanza un'immagine televisiva vera e propria formata da 28 linee. Come soggetto si offre il suo fattorino William Taynton, che diviene quindi il primo uomo della storia a comparire in televisione. La televisione di Baird era costituita da un sistema di scansione meccanico. Un disco di Nipkow girava davanti agli elementi sensibili di selenio, e istante dopo istante si otteneva un valore elettrico corrispondente alla luminosità di un punto dell'immagine, riga dopo riga. Il principio è insomma esattamente quello che viene usato ancor oggi ma con un sistema di scansione elettronica. La tecnologia alla base tubo catodico fu sviluppata invece nel 1897 dal fisico tedesco Karl Ferdinand Braun che realizzò il primo oscilloscopio, mentre il primo prototipo del tipo usato nei moderni televisori fu realizzato dall'inventore statunitense Philo Farnsworth. Nel 1929  l’americano Vladimir Zworykin  realizza il Cinescopio TV (tubo a raggi catodici). Nello stesso anno in Inghilterra la BBC inizia, il 30 settembre, regolari trasmissioni televisive basate sulla tecnologia meccanica definita da John Baird.
 
TRANSISTOR
Gli americani John Bardeen, Walter Brattain e Williamk Shokley realizzano nle 1947 il primo semiconduttore impiegato per amplificare e trasmettere segnali elettronici. Sarà la scoperta che porterà poi alla realizzazione dei microchip.

 
TRAPANO
I primi trapani furono i trapani ad arco, che risalgono agli antichi Harappani ed Egiziani. Il trapano da banco, come attrezzo, è l’evoluzione del trapano ad arco e risale a molti secoli fa. L’invenzione del primo trapano elettrico è attribuita a Mr. Arthur James Arnot e William Blanch Brain nel 1889, a Melbourne, Australia.
 
 
 
 
 
 


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10 gennaio 2010

YAHOO ANSWERS

 
 [Se non trovi l'informazione che cercavi, vuoi sapere di più o hai domande da porre, scrivimi senza problemi e se posso ti aiuterò]
[Per maggior privacy puoi scrivere usando l'email. Il mio indirizzo è:  antveral@hotmail.it  oppure:  antveral1@virgilio.it]
[Di qualsiasi natura sia la tua domanda, non aver vergogna o paura, non ce n'è motivo!]
[Anonimo/a  sei ed anonimo/a  resterai] 
  
 
(Somebody asked me to translate into English this post and I did it.......here)
(Qualcuno mi ha chiesto di tradurre questo post e l'ho accontentato)
 
 
ALCUNE DOMANDE SUL SESSO DA PARTE DEI RAGAZZI
(Prima parte) 
 

Se avete visitato le pagine di "Yahoo! Answers" vi siete resi conto che vi sono delle 'Categorie' all'interno delle quali, almeno agli inizi, ho spaziato, rispondendo a tutte le domande a cui ero in grado di dare un apporto. Poi ho preferito soffermarmi solo su alcune sub-categorie il cui argomento, per conoscenza o per diletto, attirava di più la mia attenzione. Si tratta di:

Computers & Internet - Family & Relationships - Society & Culture - Health

 

 

 
 
Sviluppo e Altezza dei maschi
 
 
 
A che età comincia lo sviluppo?
Quanto inizia la pubertà?
tra i 12 – 13 anni.
 
Quando termina lo sviluppo?
Fino a che età aumenta l’altezza?
tra i 18 - 20 anni.
 
Quando termina lo sviluppo sessuale?
tra i 15 - 17 anni.
 
Prima di tutto tenete presente che le date indicate sono orientative.
L’altezza e lo sviluppo sessuale sono legati insieme e avvengono in un momento particolare della vita dei ragazzi chiamato PUBERTA’, il periodo in cui, appunto, lo sviluppo del corpo aumenta e arriva al termine. Da quando si nasce lo sviluppo lento ma progressivo del corpo umano va avanti ma arrivati all’età puberale si ha una specie di “boom” in cui nel corso di alcuni anni il ragazzo diventa un uomo.
Per i maschietti, lo sviluppo (pubertà) inizia un poco più tardi rispetto alle ragazze e, stando alla media, tra gli 11 - 13 anni. Ma non c'è da allarmarsi se inizia prima o dopo tale periodo.
A parte l'armonico sviluppo di tutti gli organi, l'altezza è la più appariscente dimostrazione del fenomeno in atto in quel periodo. L'ormone della crescita fa il suo dovere anche se in genere, superati i 17 anni, lo sviluppo dell'altezza diminuisce per poi cessare inesorabilmente.
Ovviamente ogni ragazzo può prevedere la propria altezza, prendendo a riferimento la statura del padre, del nonno e del bisnonno e fare una media. Tranne eccezioni, non possiamo pretendere di diventare alti 1,80 m. se abbiamo avi che non superano i 160 centimetri di altezza!  Con la pubertà inizia anche lo sviluppo sessuale con una più veloce crescita degli organi sessuali e con l'aumento dei peli sul pube ed in altre parti del corpo. Con il procedere dello sviluppo anche la forma del corpo cambia per l'aumento delle masse muscolari; il tono di voce comincia a cambiare, i testicoli cominciano a produrre sperma e comincia a spuntare la barba. In genere tale periodo viene chiamato ADOLESCENZA essendo rivolto più ai cambiamenti psicologici e sociali che a quelli fisici propri della pubertà.
In piena adolescenza la tempesta di ormoni e i cambiamenti portano spesso ad un periodo di "crisi" durante il quale i ragazzi sono colti da sconforto, irascibilità, svogliatezza,  insicurezza, ecc. Non a caso durante questo periodo molti ragazzi sentono di più il bisogno di evadere, di rompere gli schemi, di protestare e di chiudersi in se stessi. I rapporti sia familiari che sociali diventano più difficili e instabili. Niente di grave.... passerà!
L'adolescenza è anche il periodo in cui, a causa del testosterone, aumentano le erezioni e la voglia di fare sesso.
Chi è più maturo e intraprendente inizia prima e da solo la masturbazione mentre altri, anche se ne sentono il bisogno, per ignoranza o per paura la rimandano fino a quando il confronto con gli amici o le conoscenze acquisite li portano poi a provare.
 
E' possibile diventare più alti?
Come aumentare l'altezza?
SI e NO, dipende dall’età.
 
Qual è l’altezza media italiana?
163-175 cm.
 
Inutile chiedere o aspettarsi di crescere dopo i 18-20 anni! Spesso già col termine dello sviluppo sessuale, verso i 16-17 anni comincia a diminuire e cessa anche lo sviluppo scheletrico.
Se proprio si vuole intervenire per tentare di aumentare l'altezza (che rimane un fattore di natura genetica),  lo si deve fare prima o agli inizi della pubertà, intervenendo con cure ormonali meglio se coadiuvate da specifici sport. Per questo bisogna rivolgersi al medico perché non è certo una cura da fare da soli! Per molti il non essere alti è un problema ma non ne capisco sinceramente le ragioni.
Qualcuno, rasentando la stupidità, chiedeva perfino se era possibile intervenire per avere solo gambe o mani più lunghe! Che dire, con l’ingegneria genetica e i progressi della chirurgia estetica, forse un giorno sarà possibile anche questo.
Secondo una statistica americana, la media dell’altezza dei loro giovani è:
 
10 anni . .. . . . . . . 141.4 cm.
11 anni. . . . . . . . . 148.7 cm.
12 anni . . . . . .  . . 154.8 cm.
13 anni . . . . . .  . . 160.1 cm.
14 anni . . . . . .  . . 168.5 cm.
15 anni . . . . . .  . . 173.8 cm.
16 anni . . . . . .  . . 175.3 cm.
17 anni . . . . . .  . . 175.3 cm.
18 anni . . . . . .  . . 176.2 cm.
19 anni . . . . . .  . . 176.5 cm.
20 anni................ 169-181 cm.
 
La nostra media (italiana) è più bassa di circa 4-6 cm. (163-175 cm.), mentre secondo una statistica europea, attualmente la popolazione più alta (della media) sarebbe quella dei tedeschi [leggi questo successivo intervento Crescita ]
 
 
Anatomia e Lunghezza del Pene 
 
 
Prima di tutto queste sono le principali parti esterne del pene (cazzo in volgare) che dovete conoscere:
Glande  Praticamente è la testa del pene dove c'è l'apertura dell'uretra, il buco da dove esce la pipì o lo sperma.[clicca qui per vedere l'immagine:  http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1a/Circumcised_glans.jpg  o qui: http://www.circumstitions.com/Images/Glossary/glans.jpg ].
Prepuzio E' la pelle che copre il pene, in particolare quella che copre il glande e che è mobile, distendendosi in avanti o avvolgendosi all’indietro coprendo e scoprendo così il glande stesso. [clicca qui per vedere l'immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cc/Foreskin2.jpg o qui: http://www.the-penis-website.com/shape/foreskin15.jpg ].
Frenulo  E' quel lembo di pelle che mantiene e collega il prepuzio al pene, chiamato "filetto" da molte persone. Tanto per intenderci, è simile a quello che collega la lingua al palato. [clicca qui per vedere da vicino qual è il frenulo: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/54/Image_of_frenulum.jpg  o qui: http://www.miesklinikka.com/mp/db/discussion/x/IMG/31084/attachment/Penisfrenulum.jpg ].
 
Qual'è la lunghezza media del pene (maschi italiani)?
16 cm.
 
Quali sono le "normali" misure del pene?
13 - 18 cm.
 
Fino a che età cresce il pene (cazzo)?
15 – 17 anni
 
Da cosa dipende la grandezza dell’organo sessuale?
E’ un fattore genetico, quindi soggettivo e costituzionale.
 
Dicevo precedentemente che durante la pubertà inizia anche lo sviluppo sessuale e intorno ai 12-13 anni la maggior parte dei ragazzi nota che il pene sta crescendo. [clicca qui per l'immagine di un pene in età pre-puberale, ovvero prima dello sviluppo sessuale: http://img.medscape.com/fullsize/migrated/541/801/un541801.fig1.jpg , http://www.kidsurgeon.com/images/udt0.jpghttp://www.cirp.org/library/normal/702607.jpg ] [qui per gli inizi dello sviluppo: http://www.biomedcentral.com/1471-2490/6/28/figure/F1 , http://www.mef.hr/Jurak/SliSem/2008/Case4sl01.jpg , http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/55497/sexualorgangsBoy2.jpg]
Fino a quando lo sviluppo sessuale non è finito non potete essere certi di quando sarà lungo il vostro pene. Aspettate e non ne fate un problema.
Come per molte altre caratteristiche fisiche anche la costituzione del pene dipende da fattori genetici. Quindi inutile aspettarsi di diventare superdotati se nella nostra famiglia la maggior parte dei nostri avi non lo era. E’ come pretendere di avere gli occhi verdi se nella nostra famiglia nessuno li ha.
Purtroppo la "sindrome da spogliatoio" è molto diffusa. Moltissimi si vergognano a spogliarsi davanti agli altri per paura di avere un pene più piccolo ed essere per questo giudicati. Trattasi di ignoranza e cattiva cultura perché la maggior parte di noi ha un pene di uguali dimensioni, specialmente quando eretto. Quando a riposo, il pene può variare leggermente in dimensioni, ma molti barano facendo passare per floscio un pene leggermente eccitato e dare la sensazione di essere più dotati.
[clicca qui per vedere lo sviluppo in corso: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6f/Le_prepuce.jpg
In merito alla lunghezza vi sono molte statistiche perché non tutte le popolazioni della terra hanno le stesse caratteristiche (genetiche) e poi nei decenni ne sono state fatte diverse.
Uno studio tutto italiano del 2001, su 300 soggetti (alla visita di leva) tra i 17 e i 19 anni ha portato alla luce che il 75% aveva una lunghezza del pene in erezione compresa tra i 12,9 e 15,7 cm. e con  una circonferenza di 12,4 cm.
La tabella che segue, invece, riporta i valori di una ricerca canadese fatta online (e quindi mondiale) condotta su più di 3000 soggetti maggiorenni (dai 18 ai 55 anni e con un’età media di circa 29 anni). In ogni caso, i dati corrispondono, grosso modo, anche a quelli più datati fatti dal Kinsey Institute. La tabella va letta in questo modo, tra le più piccole misure riscontrate prevale il valore di 141,5 mm. (la media delle minime). Viceversa, tra i valori più alti si ha una lunghezza media di 181,1 mm.  Tra questi valori opposti, la misura prevalente (standard) media è stata invece di 161,5 mm.  
 
 
Pene eretto
MINIMA
MEDIA
MASSIMA
Lunghezza
141,5 mm.
161,5 mm.
181,1 mm.
Circonferenza
117,5 mm
127, 3 mm.
137,8 mm.
 
Ricapitolando possiamo dire che la maggior parte dei genitali rientra nella fascia di misure che spazia tra i  14 – 18 cm. di lunghezza, con prevalenza di quelli di 16.
Pertanto se il tuo pene ha una lunghezza che rientra in questa fascia sei nella media.
Mi rendo conto che chi sta al di sotto si porrà dei problemi, cosa dire, a livello funzionale un pene di 12 cm. fa le stesse cose di uno più lungo, ma se per voi diventa un problema esistenziale allora, appena potete, rivolgetevi ad un chirurgo. [clicca qui per vedere due uomini a confronto, uno col pene quasi eretto ma molto al di sotto della media e l'altro leggermente al di sopra della media:  http://www.smartbest.eu/dimensione-del-pene-3.jpg , qui per altri al di sotto della media:  http://www.the-penis-website.com/banners/6uy3a03prpn6_small.jpg , http://fetishclips.com/showimage.php?cid=166603 , http://twinks.eu/image/ut8_you-want-suck-it-sweet.jpg]
 
Quanto è lungo il pene quando flaccido (moscio)?
Qual'e la lunghezza media del pene a riposo?
La lunghezza del Pene flaccido (non eretto) misura in media 8 cm.
 
Si tenga presente che questo è un valore molto variabile e non indicativo di quella che può essere la lunghezza definitiva dopo l’erezione.
Intendo dire che un pene flaccido di 12 cm. solo perché è molto più lungo della media, quando flaccido, non vuol dire che in erezione sarà per forza più lungo della media e quindi di uno che quando floscio misura 6 cm, tanto per fare un esempio. 
A parità di lunghezza in erezione, è ovvio che un pene flaccido che misura 7 centimetri subirà in erezione un aumento notevole rispetto a quello che, quando flaccido, misura invece 10 cm. dovendo raggiungere entrambi i 16 cm.  [clicca qui per vedere un immagine di un piccolo pene flaccido di un ragazzo: http://www.blogdelpene.com/micropene.jpg e qui di un pene troppo piccolo di un uomo: http://fotos.fotosprivadas.com/2007_chicas/MATR23077/imagenes/mipene4.jpg ]
Pertanto, più piccolo è il pene a riposo e maggiore sarà l’aumento di lunghezza che esso subisce in erezione e viceversa.  L’unico fatto positivo (?) per chi ha un pene più lungo quando floscio, sarà quello di apparire come un soggetto più dotato.... se questo può essere importante.
 
Come varia la misure del pene per razza (popolazione)?
Qual'è la misura del pene per le altre razze?
Come detto la anche la razza ci mette lo zampino. I valori medi trovati on line dicono: 

 

RAZZA
LUNGHEZZA
African/black
17,12 cm.
Native American
16,48 cm.
Middle Eastern
15,95 cm.
European/white
15,90 cm.
Hispanic
15,32 cm.
Asian/Pacific
13,97 cm.

 

 

 

 

 

 

 

 Stando a questa statistica risulterebbe vero che i neri sono più dotati, seguiti dagli americani, mentre noi ci piazziamo al terzo posto.
 
Posso fare sesso se ho il pene piccolo?
SI
 
Posso avere figli (procreare) se il pene  è piccolo?
SI (dipende dallo sperma e non dalla lunghezza del pene)
 
Cosa succede a chi ha un pene troppo piccolo o troppo grande?
Quanto conta la misura (grandezza) del pene?
E’ chiaro che valori che vanno di molto oltre quelli segnati, andrebbero considerati “out” ovvero fuori norma e quindi “anormali” (brutta parola).
Difatti un uomo che ha la sfortuna di ritrovarsi un pene di 10 cm. (-6 cm.), potrebbe non dare “soddisfacenti” rapporti sessuali; mentre uno che ce l’ha di 22 cm. (+6 cm.), al contrario,  darà atti sessuali dolorosi.
Ma a parte tali inusuali ed eccessive variazioni, la misura del pene non è un fattore importante per l'atto sessuale. E ciò è sicuramente vero da un punto di vista scientifico perché l'atto sessuale ha come solo fine quello della procreazione e, se si è fertili, questo avverrà indipendentemente dalla lunghezza del nostro fallo!
Nel senso che, sotto questo punto di vista,  è importante solo che il seme venga immesso nella vagina, e questo avviene indipendentemente dalla lunghezza del pene. Il discorso delle dimensioni acquista significato solo a livello psicologico e di soddisfazione durante l'amplesso. Nasce da sé che un pene di 19 cm. porterà ad una soddisfazione e sicurezza psicologica del suo possessore maggiore e probabilmente anche ad un soddisfacimento (godimento?) maggiore del partner rispetto ad un pene di 13 cm!
Considerato che durante l'atto sessuale le donne traggono la maggior parte dell'eccitazione dalla stimolazione del clitoride (che si trova proprio all'imbocco della vagina), anche un pene molto piccolo è in grado di farlo. Pertanto chiunque ha un pene al di sotto dei 15 cm. non si deve preoccupare! Uno più lungo solleciterà solo diversamente la vagina favorendo probabilmente di più l'orgasmo vaginale oltre quello clitorideo che è il più importante.
Se chiedete alle donne, diranno più o meno le stesse cose, preferendo semmai la grandezza (diametro) e la durata dell'atto in generale, piuttosto che la lunghezza. Considerata la conformazione della vagina credo che, in un discorso orientato al massimo godimento, conti davvero più la grandezza del pene che la sua lunghezza. Se poi si è talmente fortunati ad avere un pene grosso e lungo allora si può davvero pensare di avere un pene perfetto se..... si è in grado poi di farlo funzionare a dovere. Voglio, infine, rincuorare chi sogna un pene extra lungo a mo' di proboscide. Tenete presente che oltre i 19 cm. si danno problemi alla donna e non si è in grado di avere rapporti "normali", procurando dolori in caso di completa penetrazione (impossibile tra l'altro perché il pene urterebbe contro la cervice o utero), inoltre un pene molto lungo non è in grado di raggiungere soddisfacenti rigidità in quanto occorre una quantità di sangue superiore per renderlo duro come normalmente un pene dovrebbe essere.
 
Quanto misura il pene durante lo sviluppo?
Come cresce il pene con l'età?
Moltissimi ragazzi chiedono quando dovrebbe essere lungo il pene a 13, 14 o 15 anni. In merito alla pubertà, ecco qui i valori di lunghezza media del pene in base all’età:
 
ANNI
MISURA
12
104 mm.
13
130 mm.
14
140 mm.
15
150 mm.
16
155 mm.
17
159 mm.
18
160 mm.
 
Questi valori derivano dalle medie (italiane) della lunghezza prima menzionate. Tenete presente che si tratta di medie e che durante l'adolescenza, essendo ancora in atto lo sviluppo sessuale, assumono un valore molto relativo e di poca importanza. Infine, le medie sopra riportate non tengono conto del momento esatto in cui è iniziato lo sviluppo e del suo andamento che può essere più o meno veloce. Per i più giovani, tali medie possono, al limite, essere utili per prendere coscienza di quella che potrà essere la misura finale del proprio pene. Faccio un esempio, se a 14 anni si ha un pene eretto di 15 cm. molto probabilmente si avrà, una volta terminato lo sviluppo, un pene di dimensioni superiori ai 16 cm. Viceversa, se lo si ha di 13 cm.  difficilmente ci ritroveremo con un pene superiore alla media. Ma rimangono sempre supposizioni. [ clicca qui per vedere un immagine con chiari segni di sviluppo sessuale in corso: http://www.usc.edu/student-affairs/Health_Center/adolhealth/largeimages/template_clip_image008.jpg ,  qui di un adolescente con sviluppo precoce: http://www.boypreview.com/data/1077/medium/nude%2Bboy%2Bteen.jpg  e qui di un adolescente a sviluppo inoltrato: http://1.bp.blogspot.com/_-7dqsX-Ijec/R_DI2avhUlI/AAAAAAAADU0/9ypc3qJfphg/s1600/VOL1308_03_27_08_128.jpg ]
 
 
Come si misura il pene?
In che modo misurare il pene?
In erezione si riesce meglio e, come detto precedentemente, la misura del pene flaccido non ha molto significato.
Per convenzione la misura si prende all'alto, partendo dal dorso e ponendo il metro (di stoffa o rigido) alla base del pene (pube) fino ad arrivare alla sua punta (glande).
E' sbagliato misurare il pene dal di sotto, ovvero da dove spunta lo scroto. In questo caso il pene risulta più lungo oltre che ridare una misurazione diversa a seconda di dove si pone il metro in quanto lo scroto viene facilmente spostato verso il retro.
 
La fertilità dipende dalla grandezza del pene?
Avere figli dipende dalla lunghezza del pene?
Niente, affatto!
Dipende solo dallo sperma emesso durante l’eiaculazione, e, precisamente, dal numero e dalla motilità (vitalità) degli spermatozoi presenti nel liquido spermatico. Questo lo si può sapere solo se si fa l’esame dello sperma (in laboratorio). Una donna potrebbe rimanere incinta, anche se lo sperma fosse posto all’entrata della vulva e quindi indipendentemente dalla lunghezza del pene che lo ha emesso!
 
Qual’è la lunghezza ottimale?
Alle donne piace lungo?
E' pur vero che la vagina delle donne viene stimolata e prova piacere anche attraverso il contatto del pene con le pareti interne della vagina che si estende sino all’utero, ma come detto, il piacere maggior arriva dalla stimolazione del "clitoride", una piccola linguetta che, come un guardiano, sta in alto all'ingresso della vagina. Pertanto, anche un pene non molto lungo raggiunge e stimola quella zona.
Non esiste una misura prestabilita che è migliore delle altre, mentre le donne si dicono contente e soddisfatte del loro uomo, indipendentemente dalle misure.
A rigor di logica, ‘grosso dovrebbe essere meglio’, fino ad un certo punto però.
Ritengo che per la soddisfazione del partner, misure dai 13 ai 20 cm. sono ok.
In definitiva, il buon sesso non è solo prerogativa dei (pochissimi) super falli!
Secondo il mio modesto parere, se si considera la struttura della vagina, sarebbe meglio optare (se lo si potesse!) per una maggiore circonferenza, piuttosto che per una maggiore lunghezza.  Inutile, però, nascondersi dietro false affermazioni o ipocrisie, checché possano dire gli altri, un pene più lungo porta indubbiamente a una maggior sicurezza e autodeterminazione dell’uomo, nonché ad una maggior soddisfazione del partner durante i vari giochi sessuali.
Ma allora, quale lunghezza?
Visto che ci tenete tanto e se proprio devo dare i numeri, dico che 18-19 cm. rappresenta l’optimum, il top per qualsiasi situazione, oppure un pene lungo 15 cm. ma largo 14 cm.! 
Inutile preoccuparsi già dall'adolescenza di tale peculiarità.
La mascolinità e l'uomo non le fanno la misura del pene! Partite dal presupposto che siete o sarete un uomo indipendente dal pene.
 
Quali medicine o metodi per allungare il pene?
E' possibile avere un pene più lungo?
A parecchi piacerebbe essere ben dotati, ma il pene ha una conformazione (interna) tutto particolare che rende difficile tale desiderio. Non voglio entrare nei particolari anatomici (corpo cavernoso, spongioso, ecc. - clicca qui per vedere l'immagine:  http://www.penis--articles.com/wp-content/uploads/2008/04/increase-penis-size.gif  o qui: http://www.mhhe.com/socscience/sex/common/ibank/ibank/0045.jpg ) ma per lasciar capire chi è completamente all'oscuro, dirò solo che l'interno del pene può essere paragonato a un materiale simile alla spugna, all'interno della quale corre un'arteria che, durante l'erezione, porta sangue ingrossandolo.
Terminato l'atto sessuale, il sangue defluisce lentamente facendo afflosciare il pene.
Purtroppo dove c'è tanta gente interessata c'è business e quindi venditori di pochi scrupoli che offrono sogni ed illusioni.
E' il caso di creme, pillole o intrugli che molti siti (anonimi) vendono online garantendo peni più lunghi o capacità super.
Non farti accalappiare e rifletti, se fosse vero, sai quanta pubblicità ci sarebbe in giro? E non si venderebbe certo solo in internet!
Discorso a parte, invece, meritano altri metodi (esterni) mediante l’uso di apparecchi o esercizi manuali. Un apparecchio ultimamente pubblicizzato in internet si chiama 'Andropenis' e secondo il suo ideatore, si baserebbe sul fatto che quel corpo interno di cui ho parlato prima (la spugna!) è elastica e soggetta ad allungarsi se messa in trazione. Stesso discorso per gli esercizi manuali, da fare costantemente e per molto tempo. Non so se credere o no a tali sistemi, certo ci ricorrerei solo se fosse veramente necessario e dietro consiglio del medico. Considerato che non si sente parlare molto di tali metodi in giro e che non ci si può fidare delle testimonianze che si leggono sugli stessi siti-venditori, qualche dubbio è d'obbligo!
 

Alcune malformazioni del pene 


Pene dritto o storto (che curva)?
Curvatura del pene.
 
Un pene normale dovrebbe essere dritto o puntare leggermente in alto durante l'erezione.
[clicca qui per l'immagine: http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/55497/big-cock-close-up.jpg, http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/archive/9/95/20050214184923!Flaccid_and_erect_human_penis.jpghttp://en.wikivisual.com/images/2/2f/Penis_corrected.jpg ]
Il fatto che si alzi verso l'alto durante l'erezione
è un fatto strutturale normalissimo. Così, come lo è pure una leggera inclinazione a sinistra o a destra, dovuta alla posizione cui  il povero pisello è costretto a rimanere tra le cosce, dalla pubertà in poi. Alcuni esperti dicono che 10-15 gradi di spostamento (in tutte le direzioni) non portano conseguenze. Poi vi sono i peni molto storti, ovvero molto incurvati verso l'estremità. Anche qui se la curvatura non è esagerata, no problem.
[qui per vedere un pene curvo che può evitare la correzione: http://www.andrositalia.org/IMG/penecurvo3.jpg , http://www.penis-website.com/difference/bend1.jpg ]
Invece, un pene a forma d’uncino potrebbe creare problemi all'atto sessuale e in ogni modo darebbe meno godimento ad entrambi. In casi estremi è richiesta una correzione chirurgica, mentre per casi più lievi vi sono cure meno radicali.
[clicca qui per veder peni troppo curvati:  http://www.andrositalia.org/IMG/penecurvo4.jpghttp://www.andrositalia.org/IMG/pey2.jpg , http://www.peyronies-disease-help.com/peyronies-disease-treatment-pix15.jpg , http://www.peyronies-disease-help.com/picture-of-peyronies-disease26.jpg , http://www.peyronies-disease-help.com/picture-of-peyronies-disease19.jpg, http://www.penecurvo.net/images/p006_1_00.jpg , http://www.penis-website.com/difference/twist29_small.jpg ]

ENSURA MICROSOFT SONO STATO COSTRETTO AD ELIMINARE LE IMMAGINI
A cosa servono i testicoli?
Per chi non lo sapesse, servono a produrre lo sperma, quel liquido che serve a fecondare (mettere incinta) una donna e trasferirgli il nostro patrimonio genetico. Lo sperma viene fuori con l’eiaculazione quando, al termine dell’atto sessuale o la masturbazione, si raggiunge l’orgasmo che rappresenta il momento di massimo piacere. [qui per qualche video: Ejaculation Educational Demonstration.OGG , http://en.wikipedia.org/wiki/File:Ejaculation_Educational_Demonstration.OGG , ] [immagini: http://www.nightcharm.com/imagesblog/2007/10/big_gay_male_cum_shots.jpg , http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/fc/Ejaculation_scatter_pattern.ogv/mid-Ejaculation_scatter_pattern.ogv.jpg , http://nibblebit.com/wp-admin/user_content/7132358bd3c1f11f54591cd04ac1bdf5.jpg , http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/55497/wank-01.jpg]
 
Grandezza dei testicoli.
3x2 cm., ma uno dei testicoli può essere più lungo e grande dell'altro (in genere è quello sx. ). Non si sa di sicuro il perché e secondo alcuni tale disparità eviterebbe l'urto tra i testicoli durante i movimenti. [qui testicoli in fase di sviluppo:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/40/Testicular_size.jpg , qui testicoli già sviluppati: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a4/Hanging_testicles.JPG , http://www.mensfaq.com/en/blog/wp-content/uploads/2006/09/_d.jpg ]

Perché mi manca un testicolo?
Perché un testicolo risale e scompare nell’inguine?
Testicoli mobili.

Entrambi i testicoli fin dalla nascita dovrebbero essere presenti nello scroto. Spesso capita che entrambi o solo uno non discenda automaticamente [clicca qui per vedere casi di uno o entrambi i testicoli non discesi:
http://draijazsoomro.files.wordpress.com/2009/03/left-undescended-testis.jpg http://faculty.mdc.edu/jmcnair/undescended%20testis.jpg  ,  http://www.tefvater.org/renal/images/undctest2.jpg , http://www.tefvater.org/renal/images/undctest2.jpg , http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/06/Hidden_testicles.JPG , http://www.meddean.luc.edu/lumen/MedEd/urology/udtexam.jpg ]
Non è normale la risalita dei testicoli al di sopra dell'inguine o la presenza di liquido nel sacco.
Nel primo caso si tratta della mancata chiusura del canale che alla nascita ha trasportato i testicoli giù nello scroto. Infatti, i testicoli dovrebbero scendere subito dopo la nascita, e i canali richiudersi in poco tempo. Il testicolo può così risalire e rimanere nell’inguine mettendo a rischio la sua funzionalità. Se invece non è proprio disceso, durante lo sviluppo c'è il rischio che muia prima che possa svilupparsi. Si parla di testicolo ritenuto (non sceso) e occorre intervenire chirurgicamente prima della pubertà, per portare il testicolo nello scroto e salvarlo. 
Ho acqua nello scroto?
In questo caso si parla di Idrocele -  termine che indica presenza di acqua nel sacco. [immagini:
http://www.surgical-tutor.org.uk/pictures/images/hne&p/hydrocele.jpg , http://www.koori-childrens-clinic.com/hydro.jpg , http://www.cai.md.chula.ac.th/lesson/atlas/G/ImgBig/IMG0011.jpg  , http://www.prohealthsys.com/physical/images/genital-hydrocele4.jpg  , http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/55497/scrotal_swelling_clip_image002.jpg ]
Può capitare che durante la discesa dei testicoli del liquido (siero) accompagni i testicoli e rimanga nello scroto sigillato. A volte tale liquido viene lentissimamente assorbito dal tessuto durante gli anni. Nulla di grave, se non ci sono infezioni e se si elimina però, chirurgicamente, prima dello sviluppo, altrimenti si rischia di perdere il testicolo.
Vi sono altre malformazioni, ma non è certo questo il sito adatto per parlarne. 
 
Perché mi fanno male i testicoli?
Dolore ai testicoli.
Il dolore improvviso ai testicoli, non dovuto ad urti o schiacciamenti, può essere sintomo di  qualcosa che non va, specialmente se il dolore persiste per molto tempo o per giorni. E le cause possono essere varie. Tra le più diffuse accenno al Varicocele che può presentarsi durante lo sviluppo sessuale e che consiste in un rigonfiamento delle vene attorno al testicolo. Durante lo sviluppo c'è una maggiore affluenza di sangue e quindi la possibilità che qualche vena diventi varicosa. [qui alcune immagini:   http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/55497/Varicocele.jpg , http://www.theturekclinic.com/images/varicocele/image2.png , http://www.andrology.com/images/diagnosis.jpg , http://med.umich.edu/intmed/infectious/Case12-826.jpg , http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/55497/varicocele1.jpg ]
Tale situazione, se non curata, può danneggiare il testicolo. Diversa cosa sono i fenomeni dolorosi dell'Orchite e quelli soprannominati in inglese "palle blu".  Il primo è dovuto ad una infezione batterica con vistoso ingrossamento dei testicoli e pertanto, dovrebbe essere curata. La seconda si riferisce ad una semplice congestione testicolare e si presenta spesso dopo ripetuti casi nei quali, volutamente, si blocca  e si trattiene l'eiaculazione durante gli atti sessuali. In questo caso basta eiaculare ed evitare successivamente di trattenere l'eiaculazione quando questa arriva. In ogni caso, se il dolore permane è consigliabile parlarne col medico.  
Concludo consigliando a tutti, giovanissimi ed anziani, anche quando i testicoli sono sani e non danno problemi, di fare periodicamente un check-up manuale dei testicoli per verificare che forma, dimensione e contenuto non presenti anomalie. Infatti, il tumore ai testicoli, alquanto diffuso, molto spesso si presenta senza sintomi e solo noi stessi, che conosciamo bene i nostri testicoli, siamo in grado di capire in tempo se qualcosa non va. Per farlo, basta perdere pochi minuti semmai mentre si fa la doccia o si è in bagno e preso tra le mani un testicolo, lo si comincia a palpare ed esaminare  delicatamente in tutta la sua interezza verificando anche il sacco circostante e l'epididimo attaccato al testicolo. Si dia anche un'occhiata per verificare colore e omogeneità del tessuto chiaramente visibile al di sotto del piccolo strato di pelle esterna dello scroto. Ripetere lo stesso procedimento con l'altro testicolo ed è fatta. Conoscendo il nostro testicolo saremmo subito in grado di capire, in futuro, se c'è qualche rigonfiamento o nodulo estraneo e correre ai ripari prima che sia troppo tardi. [immagini: http://www.prohealthsys.com/physical/images/genital-testicular-exam.jpg , http://2.bp.blogspot.com/_AYwY74fDryU/SktX53VxYuI/AAAAAAAAQB0/t6SF6RtbwCY/s400/man+testicles+picture.jpg]
 
 
Perché i testicoli stanno appesi nello scroto?
A cosa serve il sacco?.
Il sacco pendente con i nostri tesori!
Lo scopo dello scroto è quello di allontanare i testicoli dal corpo e mantenerli ad una temperatura più bassa rispetto a quella del corpo. I testicoli e lo sperma non sopportano temperature più alte e già la normale temperatura corporea è alta per il loro ottimale funzionamento. Difatti, lo stato del sacco e la quantità dello sperma dipendono proprio dalla temperatura a cui essi si trovano. [ http://content.worldgroups.com/GRP008/GrpPhotos/M/MALEART/070813/110325000.JPG ]
 
Perché i testicoli sono raggrinziti?
Perché lo scroto (il sacco) è più disteso o più contratto?
In genere, in presenza di caldo, lo scroto tende ad allungarsi mentre in presenza di freddo ad aggrinzirsi.
 
Perché quel dolore dopo l'eiaculazione?
Dopo l'eiaculazione, i testicoli  iniziano da subito a ripristinare i livelli di testosterone, necessari anche a bloccare l'azione di quegli altri prodotti dalla prostata, che nel frattempo stanno procurando la contrazione dei muscoli e l'abrasione dei testicoli per ottenere appunto l'eiaculazione.
Se il livello di testosterone è troppo basso, non avviene tale bilanciamento con conseguente dolore alle fasce muscolari, ai testicoli e nell'inguine. E' ovvio che una seconda eiaculazione, laddove possibile, aggrava tale situazione. In questo caso è chiaro che è solo un fatto ormonale non preoccupante, anche se facilmente curabile.
 
Perché i testicoli sono così dolorosi agli urti?
Perché i testicoli sono molto sensibili?
Rendetevi conto che i testicoli (gonadi) rappresentano l'unico organo che ci permette di procreare, conservando il nostro patrimonio genetico. Sono quindi il nostro "tesoro" personale e per tale motivo madre natura li ha resi molto sensibili, rendendoli molto doloroso anche al più piccolo tocco. In caso di un urto, che rientra nei limiti dell’accettabilità, a parte il dolore, non ci si dovrebbe preoccupare molto, ma avere l'accortezza di controllare al tatto tutta la struttura del testicolo anche a distanza di giorni per verificare che non vi siano variazioni. E' ovvio che se il dolore persiste o si notano delle variazioni strutturali, occorre rivolgersi al medico. 
 
 
Il nostro seme, lo sperma
 
 
 
Di che colore dev’essere lo sperma?
Il colore dello sperma non deve essere giallo o rosso! Normalmente è biancastro (bianco-grigio o bianco-perla). Ogni variazione improvvisa e persistente di colore o di consistenza dello sperma sono sintomo di un infezione in atto o di emorragie.
 
 
 
Quanti spermatozoi dovrebbero esserci nello sperma emesso?
Quello che noi comunemente chiamiamo sperma è una secrezione formato da un liquido (spermatico) in cui vivono e si muovono gli spermatozoi (dai 100 ai 600 milioni).
In genere non è solo la poca quantità di sperma a rendere poco fertile un uomo, quanto il numero e la vitalità dei suoi spermatozoi. Tale informazione si può ottenere con un semplice esame dello sperma. La quantità di sperma, così come il numero di spermatozoi presenti, non è possibile aumentarla per sfizio. In caso di problemi di fertilità sarà l'andrologo o l'urologo a prescrivere medicinali adatti.
 
 
 
Quant’è la quantità di sperma da emettere?
Quanto tempo c’impiega lo sperma a riformarsi?
La quantità di sperma emesso varia tra  1,5 - 5 ml. ed è un fattore genetico. Condizioni fisiche, età  e il tempo trascorso dopo l'ultima eiaculazione fanno variare la quantità. E' ovvio che frequenti e continue eiaculazioni abbassano il volume dello sperma emesso, dato che per essere prodotto completamente, le ghiandole impiegano alcune settimane (1 mese circa). Praticamente, lo sperma emesso oggi sarà quello che i nostri organi hanno cominciato a produrre un mese fa. Questo non significa che non possiamo eiaculare più di una volta o che non possiamo farlo ogni qualvolta ne sentiamo la necessità, a meno che non stiamo cercando di "ingravidare" la nostra partner e abbiamo problemi di fertilità.La produzione di sperma inizia con la pubertà e praticamente non finisce più fino alla morte.
 
 
Come viscoso o denso dev’essere lo sperma?
All'emissione lo sperma deve presentarsi viscoso al punto giusto e generalmente dopo 15 -20 min. deve liquefarsi da solo (per l’azione d’enzimi presenti nel liquido stesso e prodotti dalla prostata, che hanno il compito di rompere i legami delle molecole). Vi sono, in ogni modo, casi in cui la viscosità è troppo alta procurando una alta mortalità degli spermatozoi durante il loro normale “viaggio” all’interno della vagina, per arrivare all’ovulo (nell’utero) e fecondarlo.
 
Cosa contiene lo sperma?
Perché ha quello strano sapore e odore?
Il Liquido (plasma) seminale prodotto dall’epididimo, dalle vescichette seminali, dalla prostata e dalle ghiandole accessorie, per le sue caratteristiche chimico-fisiche ha una funzione fondamentale di veicolo e di nutrimento per gli spermatozoi. Pertanto, lo sperma contiene numerose sostanze di diversa natura:
sali, tendenti ad evitare un aumento dell’acidità del liquido che danneggerebbe la funzionalità degli spermatozoi; zuccheri, principalmente il fruttosio che svolge funzioni di materiale energetico necessario per la loro motilità; acido citrico, il cui ruolo sembra essere importante per il processo di condensazione-liquefazione dello sperma.
Il sapore e l'odore caratteristico dello sperma è proprio dovuto alla combinazione di questi diversi componenti.
 
 
Lo sperma si può assaggiare o deglutire?
Certo che si può assaggiare o mangiare!
Non fa certo male e si ingeriscono dalle 10 alle 20 calorie soltanto.
Però, tenete presente che l'atto sessuale tra persone e lo sperma sono i veicoli con cui si trasmettono la maggior parte delle malattie veneree e l'AIDS!
Pertanto, che siate uomini o donne, fate attenzione e se il caso utilizzare il preservativo.
Molti ragazzi si chiedono se possono assaggiare o mangiare il loro stesso sperma....se vi piace niente di più sicuro... no?! [ http://www.human-sperm-banks.com/free_porn/human_sperm_banks_files/sperm_r4_c1.jpg , http://www.boyspissingandcumming.com/wp-content/uploads/2008/06/eat-my-cum.jpg]
 
Perché quelle erezioni notturne?
Aiuto, eiaculo nel sonno?
 
La polluzione notturna (ovvero l'eccitazione con emissione di gocce di liquido durante il sonno) che la maggior parte dei ragazzi subisce, è giusto il segnale della tempesta ormonale iniziata durante l'adolescenza. Normalmente i livelli di testosterone aumentano durante il sonno (la notte) e per questo, che siate adolescenti o persone adulte, l’erezione notturna o mattutina è una cosa più che normale.
Per i ragazzi, l’eccitazione è più grande e vi sono pertanto, anche delle spontanee eiaculazioni (polluzioni appunto) ma, se tali episodi sono molto frequenti con eiaculazioni complete allora credo sia ora di masturbarsi o di farlo più spesso.......  [ http://www.mansperm.com/media/blogs/friends/154-justin_cum_07.jpg ] 
 
 
La Masturbazione 
 
 
Quante volte posso masturbarmi?
La masturbazione è dannosa per la salute?
Fino a che età ci si può masturbare?
Con lo sviluppo sessuale arriva anche l'eccitazione e la voglia di sesso è soddisfatta tramite la masturbazione. Essa non è dannosa, ed è una normale tappa dell'adolescenza oltre che auto-erotismo.  La masturbazione NON è segno di squilibrio se fatta a 50 anni!
La masturbazione non ha età.
Si suppone solo che ad una certa età ci siano (o dovrebbero esserci) dei rapporti (più) stabili e quindi un’esigenza minore a ricorrere a questo tipo d’amore solitario.
Ovviamente non vi sono numeri prestabiliti: c'è chi ha l'esigenza di masturbarsi più volte al giorno e a chi basta una volta a settimana.
L'età e gli interessi giocano un ruolo importante in questo.
Inoltre, la parte genetica ha anche qui il suo ruolo, con chi (con più testosterone in circolo) si troverà in un continuo stato d’eccitazione e chi invece si ecciterà solo dopo aver visto un film hard!
Gli eccessi se vi sono possono avere una complicanza solo a livello psicologico.
Il sesso (e quindi anche la masturbazione) giova alla salute ed è stato dimostrato che, tra le altre cose, evita il cancro alla prostata.
Un eccesso di masturbazione potrebbe, in certi casi,  essere sintomo di una qualche sofferenza psicologica.
La masturbazione non porta alla cecità, come i nostri genitori scioccamente dicevano, così come un eccesso non porta ad alcuna malattia. Solo dopo molto tempo che si è stati dediti per più volte al giorno a tale passatempo, è possibile riscontrare astenia, mancanza di concentrazione e anemia. Solo a titolo precauzionale gli sportivi evitano di fare sesso primo di una gara. In tutti gli altri casi, una normale attività masturbatoria, anche se fatta per sempre, non provoca ALCUN danno fisico o mentale! [ http://www.swinging-personals.co.uk/images/male_ejaculation_200.jpg , http://www.mansperm.com/media/blogs/friends/262-Architect.jpg ]
 
Come si esegue la masturbazione?
In che modo e dove ci si masturba?
Alcuni chiedono in che modo masturbarsi!
Che dire, ai miei tempi era tutto naturale e ovvio, si allungava la mano e senza preparazione alcuna, si muoveva il pene facendo scorrere il prepuzio su e giù, dapprima lentamente e poi con più vigore fino al raggiungimento dell’orgasmo. [clicca qui per un breve video:  http://www.penis-size-info.com/images/fsvideo.gif , http://www.swinging-personals.co.uk/images/malemasturbation3.gif
Oggi leggo che già durante la pubertà sono necessari oli, massaggi, dildi, etc. Il sesso è un arte e dev'essere fatto nel migliore dei modi così.... ben vengano tali iniziative.....
C’è chi preferisce farlo sotto la doccia, chi in bagno, comodi nel letto o in compagnia. C’è chi è talmente flessibile che curvandosi è in grado perfino di procurarsi da solo l’auto-fellatio (sesso orale).
Mattina, pomeriggio o sera, dipende dal tempo a disposizione e quando preferite farlo. Ricordatevi che il sesso concilia il sonno, quindi se fatto di sera aiuterà ad addormentarvi prima.
 
  
 
 
L’orgasmo
 
 
C'è un modo per combattere l'eiaculazione precoce?
Atto sessuale troppo breve.
Eiaculazione difficile da raggiungere o assente.
Eiaculatio precox - Con tale termine s’indicava, in medicina, un’eiaculazione (l'emissione di sperma) talmente veloce che durante l'atto sessuale non si riusciva a mettere il pene nella vagina per ottenere una fecondazione. Oggi, invece, si indica un qualunque atto sessuale molto breve (secondi o pochissimi minuti) che crea insoddisfazione nell'uomo e nel partner. Nelle coppie, si sa infatti, che le donne hanno tempi di riposta leggermente più lunghi dei maschi e, pertanto, per fare in modo che anche lei possa raggiungere un orgasmo (o più) occorre che l'atto duri un po' più di pochissimi minuti. Stando alle (solite) statistiche, in media l'atto sessuale dura dai 5 ai 20 min. ma, ovviamente, il problema è in relazione alle esigenze del partner. Dico che è inutile preoccuparsi di avere rapporti più lunghi se poi il nostro partner si sente già soddisfatto dopo pochi minuti di sesso. Ormai tutti sanno che i preliminari diventano un passaggio importante per chi ha problemi di durata.
Il sesso non viene fatto solo con gli organi preposti, ma principalmente con la testa e dal sistema nervoso. Trattenere, mantenersi, controllarsi sono principalmente fattori mentali e psicologici. Stare sereni mentre si fa sesso è la cosa più importante. Una persona mi raccontò che durante l'atto sessuale e prevalentemente quando avvertiva che l'eccitazione stava arrivando, cominciava a pensare a cose che generalmente lo turbavano o lo innervosivano (situazioni accadute, tasse da pagare, impegni, ecc.). Era giusto un modo per diminuire l'eccitazione, per deviare la mente e avere la possibilità di rimandare l’eiaculazione. In tal modo, pian piano e con la giusta scelta dei tempi, era riuscito a prolungare i suoi atti sessuali di 10 min. Oggi, con l’aiuto di qualche medicinale (in genere quelli antidepressivi) e mirate terapie psicologiche si può migliorare. Al contrario poi, vi sono persone che arrivano all'orgasmo con molta difficoltà o che non vi arrivano affatto. Anche qui il problema è mentale e psicologico con qualche "ansia nascosta" che blocca e rimanda l'eiaculazione. Una volta ho letto che spesso, chi non riesce ad eiaculare durante i normali rapporti sessuali con la propria donna, è perché durante l'infanzia/adolescenza ha avuto un rapporto conflittuale con la propria madre, una sorta di complesso Edipo-simile per il quale la persona blocca inconsciamente l'eiaculazione per evitare la fecondazione... come se il partner in quel momento rappresentasse la madre. In ogni caso, se vi trovate in questa situazione, vi consiglio di consultare qualche psicologo.
 
E’ possibile avere più orgasmi?
Per le donne è un fatto normale dal momento che per loro l'orgasmo non coincide con l'eiaculazione (le donne non hanno eiaculazione!), ma è solo un momento in cui il piacere raggiunge l’apice. Ma vi sono donne che emettono del liquido durante l'orgasmo. Per gli uomini, invece, diventa un’eccezione perché generalmente dopo l'emissione di sperma, l'organismo fa in modo che l'eccitazione cessi e il sangue defluisca dal pene. Bisogna pensare che lo scopo dell’atto sessuale è, evolutivamente, quello della procreazione, pertanto, più atti consecutivi non avevano evolutivamente senso.
Nei giovanissimi a volte bastano dai 10 ai 20 minuti perché l'eccitazione ritorni e con esso la possibilità di avere una nuova erezione. In generale, vi sono persone a cui basta poco tempo per essere "pronti" ed altri, invece, a cui occorrono molte ore.  Niente di strano o anormale, anche qui è un fatto costituzionale, voglio dire personale e genetico. E' ovvio che con l'età il tempo di recupero si allunga. Poche persone, invece, hanno la capacità di avere un secondo atto sessuale consecutivo, senza una sensibile perdita d’erezione.
Dal punto di vista sessuale, esse sono delle persone geneticamente fortunate.
Il Viagra, d’altronde, non serve a questo e non dovrebbe essere usato dai giovani per questo scopo. Qualcuno pensa alla pillola blu come a quella capace di tutto. Invece, deve essere usata solo da chi ha problemi erettili. E' normale che nei giovani (senza problemi d’erezione) anche una piccola dose provoca un’erezione "forzata" ed extra che molti sfruttano per guadagnare quei 20 minuti di tempo necessari al recupero e passare poi per dei Superman.  
 
  
 
 
 
La Vagina
 
 
Quanto è grande la vagina?   
 
La Vagina  (per le donne bianche adulte) è lunga in media circa 7 cm.  Ma dovete sapere che è un organo molto elastico e durante l'eccitazione sessuale può aumentare di volume fino a raggiungere lunghezze di 20 cm.!
Possiamo affermare che, entro certi limiti, essa si adatta al membro che la sta penetrando. Nelle donne nere (africane) la vagina è qualche cm. più grande (ecco perché i peni dei neri sono, probabilmente, più lunghi). Alle ragazze che si domandano se la loro vagina è appropriata per il pene del loro ragazzo dico solo di non preoccuparsi, con peni dai 5 ai 20 cm. non vi sono problemi.
Quei pochi sfortunati che superano tali dimensioni dovranno prendere le precauzioni del caso.
 
 
La donna si masturba?
Come si masturba una ragazza?
Anche le donne si masturbano... perché non dovrebbero?! Non c'è alcuna vergogna in questo.
In genere la masturbazione coinvolge il clitoride che viene toccato con le dita provocando immenso piacere.
Muovendo il dito o le dita all'imbocco della vagina si esegue la "classica" masturbazione femminile.
Ovviamente vi sono donne che fanno uso di dildi o vibratori per aumentare il piacere ed avere una masturbazione più comoda e completa. Tali strumenti possono anche essere considerati "sostituti" del pene se vengono usati per portare avanti delle vere e proprie penetrazioni simulando così un atto sessuale. E' chiaro che tale penetrazione va fatta se non si è più vergini o se si è decisi a perdere la verginità! (vedi Verginità più in basso). A volte alcune ragazze chiedono cosa usare per masturbarsi..... inutile storcere il naso o ridere, il sesso non è e non dev'essere considerato qualcosa di "sporco" o di cui vergognarsi. Tutti hanno il diritto e devono avere la libertà di eseguire l'auto-eccitazione come meglio credono opportuno. In ogni caso, secondo me qui valgono le stesse cose che consiglio ai ragazzi gay che chiedono cosa usare per avere rapporti anali. In entrambi i casi si tratta di organi interni e quindi è bene fare attenzione a cosa si utilizza. Il buon senso e l'attenzione all'igiene  aiuteranno nella scelta. Posso solo consigliare di non usare oggetti taglienti o appuntiti; oggetti che possono rompersi facilmente; oggetti sporchi o non puliti e disinfettati prima di inserirli; oggetti troppo piccoli o corti che, una volta entrati, poi risulta difficile recuperare. Date la preferenza ad oggetti lunghi abbastanza da poterli reggere anche dopo averli inseriti, che siano arrotondati e di materiale robusto, meglio se elastico, liscio e che sia facile a pulire. Detto questo, che sia un tubo o un manico sta a voi scegliere quello che avete più a portata di mano. [ http://www.swinging-personals.co.uk/images/dildo-fuck1_200.jpg , http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b6/Masturbating_hand.jpg , http://www.seemygf.com/fhg/smg45/09a/images/12.jpg , http://www.hot-nudegirls.com/images/pretty-girl-masturbating.jpg ]
 
 
 
Esiste il punto G?
Non è mai stata scientificamente dimostrata la reale presenza del punto "G", ma molte donne hanno una piccola zona all'interno della vagina che se stimolata, regala una eccitazione più grande. Indubbiamente, le donne godono più volte e più intensamente dell'uomo. Perfino il rapporto anale, che può essere una valida alternativa nei periodi fertili (per evitare l'uso del preservativo, per esempio) diventa per lei un atto eccitante. Infatti, in alcuni punti la vagina dista giusto pochi millimetri dal retto. Con certezza non si sa dove tale punto sia e può darsi che la sua posizione vari perfino da donna a donna. Provate varie posizioni mentre fate sesso e sarà lei a dirvi qual'è quella che gli procura più piacere.
 
Se la donna rimane incinta, si può fare ancora sesso?
Non si può rimanere incinte due volte, ok?
Se la vostra donna è incinta, gli atti sessuali successivi non saranno rischiosi sotto questo punto di vista, anzi, per qualche coppia quello diventa giusto il periodo in cui darsi .... alla pazza gioia..... almeno fino a quando non sopraggiungono rischi per il feto.
 
E’ rischioso infilare il preservativo solo poco prima dell’eiaculazione?
Lo sperma lasciato  vicino la vagina è rischioso?
Le ragazze durante il periodo fertile (prima o dopo la mestruazione) devono fare molta attenzione perché perfino lo sperma lasciato nelle vicinanze della vagina potrebbe risultare rischioso per un’eventuale fecondazione. Conoscete i girini che si muovono nell'acqua? Beh, il paragone con gli spermatozoi può calzare. Qualche ragazzo è convinto che lo sperma venga fuori solo durante l'orgasmo finale, e così decide di infilare il profilattico solo verso la fine del rapporto, ed invece si sbaglia perché anche durante il rapporto può esserci il rilascio involontario di qualche goccia di sperma (in inglese precum) e comunque spesso, quando l'eiaculazione sta arrivando, risulta molto difficile estrarre il membro o farlo in tempo! Cercate, infine, per essere al sicuro al 100% di evitare che lo spermi tocchi la vagina o di giocarci con le mani che hanno manipolato il profilattico o il pene dopo l'eiaculazione. 
 
La donna ha orgasmi simili all’uomo?
La donna non ha eiaculazione anche se l'eccitazione della vagina porta spesso alla produzione di un liquido (lubrificante) a volte anche in quantità abbondanti che qualcuno paragona erroneamente all'eiaculazione. Come detto prima, nella donna l’orgasmo non rappresenta un culmine inteso come un finale teso al concepimento, ma è solo un momento in cui l’eccitazione raggiunge un picco massimo e c’è più godimento con possibili contrazioni ritmiche della vagina. Pertanto la donna ne può avere più di uno e a volte anche molti. Si definisce “frigida” la donna che, invece, non raggiunge facilmente tali apici. In genere l’orgasmo femminile è dovuto alla concomitante stimolazione del clitoride (orgasmo clitorideo) e della vagina (orgasmo vaginale) che insieme provocano una goduria più grande, paragonabile a quella che gli uomini hanno nel momento dell’eiaculazione. Come nell'uomo, la mancanza di orgasmo nella donna può essere dovuta a fattori ormonali o psicologici.
 
Verginità
 
 
Cos’è la verginità?
Nelle donne la verginità è rappresentata da un vero e proprio organo chiamato Imene.
Si tratta di un sottile e piccolo velo posto su un lato all'interno della vagina.
Durante la penetrazione il pene rigido occuperà l'intera antro vaginale rompendo o lacerando inesorabilmente quel delicato velo. Secondo il suo spessore, l'uomo può o meno avvertire tale deflorazione, che a volte può portare perfino ad un momentaneo sanguinamento della vagina.
 
I tamponi per le mestruazioni fanno perdere la verginità?
L'utilizzo dei tamponi interni durante il mestruo mensile, non dovrebbe comportare rischi per la verginità, considerata la loro piccola dimensione. Lo stesso vale per la masturbazione se è fatta con le dita ed è prevalentemente limitata alla stimolazione del clitoride. Invece, l'uso dei vibratori o dildo, specie se inseriti in vagina, faranno perdere irrimediabilmente la verginità come se fossero dei "peni" e si stesse portando avanti un completo atto sessuale. Non voglio con questo incutere timori o rimorsi... sta a voi decidere come meglio perdere la vostra verginità e come masturbarvi e godere seguendo il vostro istinto e le vostre esigenze. Una volta l'integrità dell'imene era un requisito indispensabile che una donna doveva avere per sposarsi mentre oggi ha perso la sua importanza ed ognuno da un proprio valore alla verginità.  
 
Come si stabilisce che una ragazza non è più vergine?
Stando a cosa detto prima, l’esame sulla verginità può essere fatto solo da una persona competente (ginecologo) che dopo un controllo accurato (ad occhio nudo), può verificare se l’Imene è ancora presente, lacerato o completamente assente.
 
Si può ricreare la verginità?
Non è cosa semplice! Sarebbe possibile con un intervento di chirurgia plastica, utilizzando, però, un qualcosa simile all’Imene!
Che sia rotto o distrutto completamente (scomparso), l’imene non ritorna più.
 
Anche gli uomini perdono la verginità?
Assolutamente no!
All’esterno o all’interno del pene, gli uomini, non hanno alcun organo o sistema simile all’Imene presente nella vagina di tutte le donne.
Nonostante ciò, è d’uso comune dire che un ragazzo è vergine o che ha perso la verginità.
Sono solo modi di dire per indicare una persona che non ha mai fatto sesso o che viceversa, ha avuto la sua prima esperienza. Possiamo dire che un ragazzo perde la verginità, nel momento in cui copula (ha una penetrazione), pertanto la masturbazione non è presa in considerazione sotto questo punto di vista.
 
L'atto anale è rischioso?
Se per rischio ci si riferisce a mettere incinta o far perdere la verginità ad una ragazza, la risposta è NO, non c'è alcun rischio. Eiaculare nell’ano non mette incinte!
L'ano non ha niente a che fare con la vagina così come nell'uomo non ha niente a che fare col pene. Nel momento di massima fertilità della donna si dovrà solo fare attenzione a dove lo sperma accidentalmente va a posarsi.
 
Sessualità
 
 
 
Prima di terminare, voglio mettere in guardia tutti voi dal pericolo infezioni malattie sessuali incluse HIV e AIDS.
Malattie gravi che si trasmettono col sangue e con lo sperma.
Agli scettici e superficiali chiedo: "A chi non è mai uscito un poco di sangue dalle gengive (bocca)? Alla stessa stregua, come sapere a priori che non vi siano delle abrasioni a livello anale o vaginale? Pertanto che si tratti di un "pompino" o di un “rapporto anale”, il rischio non cambia. Il preservativo (condom) è utile per evitare infezioni così come è il più sicuro (insieme alla pillola) anticoncezionale in uso.
Conviene non usarlo solo in caso di conoscenza profonda e sicura del partner e quando ovviamente non c'è rischio di procreazione.
 
In merito alle diverse sessualità, voglio solo accennare che è oramai provato scientificamente che esse sono dovute ad una concomitanza di fattori interni ed esterni che avvengono dalla procreazione all'adolescenza (fattori genetici, intrauterini, sociali, ambientali, ecc.) Pertanto se durante la pubertà vi sentite attirati dall'amica del cuore, dal compagno di banco o sentite che il vostro sesso non vi appartiene, questo non deve essere motivo di preoccupazione ed è inutile pensare che si tratti di una "malattia" da rinnegare e curare a tutti i costi. [ http://www.aussiespeedoguy.com/underwear/speedocouple.jpg , http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Girl_Love.jpghttp://blog.maniacpass.com/wp-content/uploads/2008/02/solo-shemale_013008-1.jpg ]
Essere gay o trans non è mai stata una condizione facile, ma di certo oggi c'è molta più apertura mentale anche se sarebbe opportuno per tutti avere una visione scientifica della sessualità. Le cose da dire sarebbe tante ma non mi ero prefisso di entrare in tale ambito.
 
Concludo con l'augurio che qualunque siano le vostre misure, capacità e tendenze sessuali possiate avere una felice e appagante vita sessuale.
E' una cosa importante, perché la sessualità deve essere vissuta interamente e senza pregiudizi o tabù!
Fa parte della vostra vita, quindi abbiate il coraggio di viverla pienamente specialmente durante la giovinezza. 

 
 
 (Somebody asked me to translate into English this post and I did it.......here)
 

 

 
[Di qualsiasi natura sia la tua domanda, non aver vergogna o paura, non ce n'è motivo!]
  [Il mio indirizzo è:  antveral@hotmail.it  oppure:  antveral1@virgilio.it]




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6 settembre 2009

IL PROGETTO NAICA

 
LA GROTTA DEI CRISTALLI
 
 
 
 Enormi travi bianchi e semitrasparenti che si incrociano e vanno in tutte le direzioni, stalattiti e stalagmiti di lame taglienti e purissime, tutto sembra essere fatto di cristallo o di ghiaccio. Un panorama mozzafiato e incredibile che non sembra di questo mondo, quasi fossimo su un altro pianeta o su un set cinematografico! Eppure, questo paesaggio surreale è vero e si trova in alcune profonde grotte scoperte nelle miniere di Naica a Chihuahua, nel nord del Messico. Sembra proprio di rivivere alcune scene del libro “Viaggio al centro della Terra”di Julio Verne.
Si tratta di un complesso di grandi “geodi” (cavità coperte di cristalli) con colonne di selenite (macrocristalli di gesso purissimo) fino a 12 metri di lunghezza e 3 di larghezza, di cui fanno parte la “Grotta dei Cristalli”, la “Grotta delle Spade”, la “Grotta delle Candele” e la “Grotta dell’Occhio della Regina”.
 
              
                             Grotta delle Spade                                                   Grotta delle candele                                         Grotta dell’Occhio della Regina
     
 Fino ad oggi non si credeva potessero esistere cristalli di tali dimensioni. Dal punto di vista geologico è stupefacente constatare che simili cristalli si siano sviluppati lentamente e perfettamente senza nessun problema, in grotte a 300 metri di profondità nel corso di circa 1000 anni. Giusto un esempio di ordine e perfezione che la natura ci restituisce in un mondo che, al contrario, tutto sembra tendere allo sgretolamento e al caos. Eppure alcune delle grotte di Naica sono state tra quelle più depredate al mondo con meravigliosi campioni di cristalli prelevati per la vendita o presenti in musei e centri di ricerca.  L’enorme valore di questi macrocristalli sul mercato mineralogistico e la delicatezza di tale ecosistema, ha suggerito alla direzione della miniera una protezione radicale di questo autentico gioiello del mondo sotterraneo mondiale. 
 
 
 Dal 1900 Naica era ed è un tipico paese minerario e nel 1910, durante i lavori di scavo, venne scoperta quella che venne chiamata la “Cueva de las Espadas” (grotta delle spade), un’unica grande cavità a 120 m di profondità. Ci troviamo al di sotto di montagne calcaree (databili a 200 milioni di anni circa) in cui si sono formati reticoli di grotte che sono state successivamente attraversate da acque termali di origine molto profonda, calde e mineralizzate che, salendo verso ambienti più freddi, depositavano parte dei sali che trasportavano. In milioni di anni le grotte si sono così in parte riempite di mineralizzazioni ricche soprattutto di piombo, argento e zinco. Nel 2000, durante i lavori di scavo di un tunnel di comunicazione, trecento metri sotto la superficie, veniva scoperta la “Cueva de los Cristales” (grotta dei cristalli), con formazione cristalline e cristallizzazioni di gesso di dimensioni mai viste. Parte dell’acqua presente nella grotta defluì a causa dei lavori minerari. I macrocristalli si sono formati molto lentamente sott'acqua, in un punto dove le acque termali profonde, calde (52°C) e sature di solfuri venivano in contatto con acque esterne più fredde e ricche di ossigeno, che si infiltravano naturalmente dall’esterno. Tele favorevole ambientazione ha fatto si che essi si potessero sviluppare mantenendosi per migliaia di anni bianchi e lucidi.
 
  
Progetto Naica 
 Nel gennaio 2006 l'Associazione Geografica “La Venta”, un noto team internazionale di speleologi e ricercatori, ha ottenuto dalla Compagnia Peñoles, concessionaria della miniera, l'incarico di effettuarvi ricerche per tre anni, sviluppando il “Progetto Naica”. 
 
La grotta era pienamente sommersa d’acqua,
ad una temperatura costante di circa 50° C. che è stata ulteriormente pompata fuori per permettere al gruppo di studio di accedere, ma a causa della forte umidità, la temperatura ambientale percepita è di molto superiore (95-100 gradi Humidex) ai limiti della sopportabilità umana. Per questo motivo, in quei posti, non si può rimanere più di 5 minuti e ha richiesto lo sviluppo di materiali e tecnologie specifiche, dalle tute refrigerate alle calzature 'da cristallo', per consentire un accesso sicuro e prolungato a ricercatori di diverse discipline interessate: geologia, mineralogia, biologia, fisica, medicina, con la partecipazione si artisti e tecnici delle immagini.
Sebbene non è facile lavorare in tali condizioni, il team di studio e ricerca internazionale e multidisciplinare che ha impegnato e impegna scienziati di tutto il mondo, lotta contro il tempo perché tra pochi anni le grotte dovranno di nuovo essere allagate per riportarle al loro stato originario. D’altronde, nel 2012 finiranno anche i lavori di estrazione da parte della compagnia mineraria.
Pertanto, tali meraviglie ritorneranno nell’oscurità e nell’oblio, divenendo di nuovo inaccessibili, forse per sempre. Se non lo si facesse, dando a tutti l’opportunità di poterle ammirare, con gli anni l’aria e le variazioni di temperatura ossiderebbe i cristalli rendendoli grigi ed opachi.
 
 Per questo, uno degli obiettivi del progetto Naica è anche quello di far conoscere al mondo un luogo assolutamente unico e il team La Venta insieme a la “Speleoresearch & Films” seguono il progetto di ricerca per raccontarlo passo dopo passo con la massima qualità oggi possibile.
Si utilizzano le più moderne e sofisticate tecnologie di ripresa e fotografia, adattandole alle condizioni estreme dell'ambiente: il risultato sarà la storia di questa grotta e degli uomini che l'hanno scoperta ed esplorata.
La Grotta dei Cristalli verrà anche rilevata mediante apparecchiature laser-scanner per ottenere scene tridimensionali che permetteranno viaggi virtuali. Per rendere possibili alcune riprese è stato necessario proteggere le telecamere e controllarle a distanza di sicurezza, circa 100 metri.
Per far questo è stato costruito un robot, Aktun, in grado di muovere scatole di legno massiccio fissate a una struttura metallica, supporto per  telecamere e macchine fotografiche.
Molte delle immagini però, anche alcune tra le più suggestive, sono state registrate dagli stessi speleologi durante le missioni di esplorazione.
 
 All’interno di queste grotte sono stati sinora individuati oltre 40 minerali, uno dei quali probabilmente mai descritto.
 
 La presenza di aria da alcune fessure ha rivelato la presenza di altre grotte attigue che potrebbero essere perfino più grandi e spettacolari, ma l’accesso non è semplice e non si sa se sarà possibile creare qualche varco tra i giganteschi e pericolosi ammassi di cristalli. 
 
 
Le finalità scientifiche del team sono vaste, tra cui:
  • realizzare uno studio di microbiologia sui batteri che vivono in tali estreme condizioni ambientali e che sembrano controllare, almeno in parte, i meccanismi minerogenetici;
  • elaborare modelli che possano giustificare l'evoluzione nel tempo e nello spazio del fenomeno carsico nella miniera di Naica e definiscano i meccanismi minerogenetici responsabili della deposizione dei cristalli di gesso e delle altre mineralizzazioni secondarie presenti;
  • eseguire il campionamento delle eventuali acque incontrate e loro caratterizzazione chimico-fisica ed isotopica;
  • studiare al microscopio elettronico i campioni di minerali per appurare se microrganismi siano o meno stati importanti nel processo di genesi ed evoluzione dei cristalli stessi.  
  • realizzare un catasto dei singoli megacristalli, con un'analisi della loro stabilità statica;
  • ripristinare per quanto possibile l'aspetto dei cristalli anteriore alle esplorazioni, con una pulizia delle zone di calpestio;
  • realizzare eventuali interventi di consolidamento statico dei cristalli a rischio di rottura.
 
 
Tra i patrocinanti e partner italiani figurano il Dipartimento di Scienze della Terra e Geologia dell’Università di Bologna, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, il Dipartimento di Geologia dell’Università di Trieste, il Dipartimento di Geomineralogia e di Medicina Interna/Immunologia dell'Università di Bari, il Dipartimento di Paleobiologia dell'Unviersità di Modena, il Dipartimento di Fisica Generale dell'Università di Torino e il Politecnico di Milano.
 
 
Clicca qui per alcuni video:
 
 
 
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I video e le immagini sono copyright dei rispettivi autori e siti di appartenenza 
 
 
 
Riferimenti:
http://channel.nationalgeographic.com/episode/giant-crystal-cave-3569/03#tab-Overview
http://naica.com.mx
http://www.chupacabramania.com/articoli/curiosita_stranezze/naica_grotta_di_cristalli.htm
http://www.laventa.it/ita/catalog/naica/ilprogetto.html
 

2 febbraio 2009

COSE DA MATTI

 
 
SANITA’ MENTALE
 
 
«Non c’è alcun grande genio senza un tocco di pazzia»
Seneca
 
 
Gli antichi Egizi ritenevano che tutte le malattie, indipendentemente dalle manifestazioni, avessero un'origine fisica e ponevano nel cuore la sede dei sintomi che oggi chiamiamo psichici: non vi era dunque alcuna distinzione tra malattia fisica e mentale.
Nella Grecia antica, invece, si supponeva che i pazzi fossero persone con la mente sconvolta dal destino, dal malocchio o dagli dei e venivano curati con il trattamento dell’ “incubazione onirica”. In questi casi il malato veniva portato nei templi dedicati ad Asclepio (dio della medicina), grotte dalle pareti coperte di raffigurazioni di miracoli e fatto adagiare su appositi divani (Kline). Lo scopo era quello di purificare il paziente per permettergli di avere in visione il dio e questo avveniva per mezzo di purghe e bagni che, con la complicità della suggestione, di droghe e della presenza di sacerdoti, gli permettevano di sentire voci, il soffio del vento oppure adi essere abbagliati da luce intensa. In questi casi la visita del dio era avvenuta e la guarigione assicurata.
 
Fu Ippocrate il primo a pensare che le affezioni del cervello e l’epilessia (il morbo sacro) in particolare, fossero delle comuni malattie curabili senza dover scomodare gli dei dell’olimpo. A quei tempi, il concetto di salute veniva associato a quello di equilibrio o crasi tra gli umori e venivano prese in considerazione quattro qualità (caldo, secco, freddo, umido) e quattro umori (sangue, flegma, bile gialla, bile nera). Si riteneva che l'organo specifico in cui risiedeva ciascun umore fosse il fegato per il sangue, il polmoni per il flegma, la cistifellea per la bile gialla e la milza per la bile nera. A monte di questo sistema stava la dottrina tradizionale dei "quattro elementi" o "radici" del mondo: fuoco, aria, terra, acqua, connessi alle quattro entità cosmiche, il Sole, il Cielo, Terra e Acqua. Sia Ippocrate che i suoi successori ritenevano, quindi, che anche per le malattie mentali si trattava di “squilibri umorali” dove bastava che la bile del fegato invadesse il cervello per scatenare manie; se invece era la bile della milza (quella nera) a travasare, si aveva depressione ed ansia. Si pensava, inoltre, che un eccesso di sangue dava un “temperamento sanguigno” mentre il flegma portava alla demenza. Così, in caso di squilibrio, occorreva ristabilire l’equilibrio ed eliminare l’umore in eccesso e per questo si ricorreva a bagni caldi o freddi, a salassi, a purghe e a somministrazione di droghe o infusi. La teoria di Ippocrate arrivò fino a Roma dove Galeno curava la depressione dell’imperatore con un miscuglio di vino, liquirizia, miele e oppio.
 
I quattro elementi fondamentali
 
Per quanto concerne i sintomi somatici senza danno fisico, ovvero le somatizzazioni, essi prendevano il nome di isteria, dal termine greco indicante l'utero: si riteneva, infatti, che tale organo si spostasse all'interno del corpo, entrando in contatto con cuore, fegato, testa, arti, che così influenzati dolevano. L'isteria fu vista per la prima volta come il frutto dell'insoddisfazione erotica, il che coincide sostanzialmente con la successiva interpretazione fornita dalla scuola psicoanalitica di Freud.
Nel V sec. il medico Aureliano consigliò di tenere liberi i malati di mente e di assisterli con la musico-terapia. Secondo il famoso trattato di farmacologia di Discoride Pedanio i disturbi mentali potevano essere trattati con estratto di testicoli di castoro di cui era nota la forte attività sessuale.
Nel 1600 alcuni ritenevano che i matti avessero una pietra in testa, poi nel corso del Medioevo la religione prese il sopravvento sulla medicina e si cominciò a ritenere i disturbi mentali (e non solo) come un castigo di Dio. I pazzi erano considerate persone indemoniate o possedute da spiriti maligni insinuatisi negli umori corporali. Così esorcisti, preti e monaci presero il posto dei medici curando a colpi di acqua santa, preghiere, olio santo e percosse.
Frequentemente le donne affette venivano accusate di stregoneria e condotte sul rogo. Per secoli i malati mentali furono considerati peccatori e persone svergognate rinchiuse e trattati come delinquenti e prostitute. In molte città tedesche i pazzi venivano imbarcati per essere allontanati dalle persone “normali” e nel 1579 perfino Torquato Tasso, che soffriva di manie di persecuzione, fu tenuto rinchiuso per sette anni. Solo verso la fine del ‘700 gli uomini di scienza cominciarono a guardare in modo differente a quei poveri malati.
Si deve al medico parigino Philippe Pinel l’apertura del primo manicomio con la liberazione dei malati incatenati nell’ospedale di Parigi agli inizi del 1800. Cominciò a diffondersi la teoria che la pazzia era curabile isolando il malato per sottoporlo ad un “trattamento morale”. Nacquero così i primi centri di cura specializzati in cui i malati venivano divisi per disturbo e sottoposti a traumi fisici, bagni gelati, camicie di forza, droghe, salassi, ecc.
 
Philippe Pinel
 
Anche in altre nazioni sorsero tali centri in zone lontane dalle città, praticamente, i “pazzi” furono liberati dalle prigioni e rinchiusi nei manicomi!
Solo grazie a Wihelm Griesinger, a metà del 1800, si cambiò direzione e con la nascita delle prime cliniche psichiatriche universitarie i malati cominciarono ad essere curati diversamente.
Ma il vero passo avanti lo si fece un centinaio d’anni dopo con la terapia dello shock e con la scoperta di alcuni farmaci (in verità di alcuni effetti collaterali di farmaci usati per altri scopi). Ladislas J. Meduna constatò che il Metrazol provocava attacchi epilettici che aiutavano a stare meglio chi soffriva di schizofrenia. Lo stesso avveniva con una dose massiccia di insulina che induceva convulsioni e coma. Successivamente il Metrazol fu sostituito dall’elettroshock che con l’elettricità dava gli stessi risultati ma con meno effetti collaterali. A mettere a punto tale terapia fu l’italiano Ugo Cerletti che negli anni ’30 studiava l’epilessia sugli animali. Con un sistema simile a quello usato nei mattatoi per stordire gli animali, Cerletti e Lucio Bini perfezionarono la tecnica trattando il loro primo paziente, uno schizofrenico paranoico, con 0,2 secondi di corrente a 80 volt. Nonostante l’elettroshock sia ritenuto una pratica al limite della tortura, è tutt’ora usata efficacemente per la cura di alcune patologie molto gravi e resistenti ai comuni trattamenti farmacologici.
 
 Qualche anno dopo il medico portoghese Egas Moniz sviluppò una tecnica chirurgica mediante la quale si recidevano le fibre nervose che collegano la corteccia frontale con il talamo (la sede delle emozioni). Con la lobotomia egli ricevette il premio Nobel nel 1949 ma anche una pallottola sparatagli da un suo paziente, probabilmente insoddisfatto, che lo rese paralitico. Agli inizi degli anni ’50 in Francia furono sintetizzati i primi psicofarmaci per sostituire l’uso dell’insulina, dell’elettroshock e della lobotomia. Nel 1952 fu poi redatto il primo manuale diagnostico e statistico dei vari disturbi mentali che diventò uno degli strumenti più utilizzati al mondo e dove erano riportati ben 370 disturbi tra i quali era annoverata anche l’omosessualità che fu poi rimossa, ma solo nel 1974. Indubbiamente, l’uso della farmacologia modificò radicalmente la psichiatria dando un colpo di grazia ai precedenti metodi costrittivi.
Nel 1978 l’allora direttore dell’ospedale psichiatrico di Gorizia, Franco Battaglia, si fece promotore della famosa legge 180 con la quale si abolivano definitivamente i manicomi.
Per più di 50 anni i psicofarmaci sono stati usati in maniera, forse, troppo indiscriminata e massiccia e oggi se ne denuncia l’abuso e la pericolosità di alcuni gravi effetti collaterali. Sta di fatto che dietro ogni importante sostanza farmacologica vi sono interessi economici notevoli e di persone affette da lievi o gravi disturbi psichici e mentali ve ne sono milioni in tutto il mondo!
 
E di tali disturbi furono vittime anche personaggi famosi e tanto per citarne alcuni:
l’imperatore Caligola che fu definito matto da legare perchè amava follemente il suo cavallo e voleva prendere il posto di Giove; Tiberio era forse schizofrenico ed il suo successore Claudio un voyeur paranoico. Nerone sicuramente fu crudele e megalomane mentre Carlo VI di Francia, causa una probabile meningite, dava segni di squilibrio credendo di essere fragile come il vetro e per questo fu soprannominato “Carlo il folle”. Giorgio III era preda di gravi attacchi di collera e di ossessione tanto da essere ritenuto matto; Luigi II re di Baviera non sopportava di essere guardato in faccia e navigava in una barca a forma di cigno al suono di musiche di Wagner. Finì in una clinica psichiatrica dove fu trovato annegato. Nulla a confronto dell’ultimo dei Medici, Gian Gastone, che preso da una sindrome maniaco-depressiva, non si alzò più dal letto nemmeno per i bisogni corporali e per contrastare lo sgradevole odore pretendeva che il suo letto fosse quotidianamente circondato da centinaia di rose rosse. La sifilide rese pazzo Nietzsche mentre la follia portò Van Gogh al suicidio. Edvard Munch, famoso per le sue inquietanti opere, fu ricoverato per disturbi nervosi; Ligabue, i cui disturbi psicologici apparvero già dalla fanciullezza, fu ricoverato più volte e soffrì di disturbi mentali per tutta la vita.
L’incredibile storia di Rasputin, che con la sua follia mistica e perversa dominava la Zarina Alessandra e tutta la famiglia Romanov (VEDI POST: http://antveral.spaces.live.com/blog/cns!B82C8038190F5EA4!1093.entry?&_c02_owner=1). La vicenda di Elizabeth Bathory, nobildonna ungherese considerata la più famosa assassina seriale. Il suo è il vero caso storico a cui si ispira la leggenda di Dracula: per la sua brama di eterna giovinezza, la duchessa amava bagnarsi nel sangue delle sue ancelle (VEDI POST: http://antveral.spaces.live.com/blog/cns!B82C8038190F5EA4!873.entry?&_c02_owner=1).
 
 
 
«LA MALATTIA , LA FOLLIA E LA MORTE ERANO GLI ANGELI NERI CHE SI AFFACCIAVANO SULLA MIA CULLA …
SENZA PAURA E MALATTIA, LA MIA VITA SAREBBE STATA UN BARCA SENZA REMI»
EDVARD MUNCH
 
 
Carlotta del Belgio imperatrice del Messico, la schizofrenica che andò a letto col Papa, divenne completamente folle; le crisi maniaco-depressive di Ernest Hemingway; la pazzia di Hitler. William Blake sostenne di aver avuto visioni per tutta la vita e di ricevere personalmente istruzioni ed incoraggiamento dagli Arcangeli per creare le sue opere, che gli stessi poi leggevano e ammiravano. Isaac Newton, paranoico con crisi maniaco-depressive; Edgar Allan Poe, afflitto da depressione, paranoia e alcolismo; Franz Kafka, da anoressia e disturbi della personalità; John Nash, da schizofrenia; e…… l’elenco potrebbe continuare.
 
 
«Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell'intelletto in generale»
Edgar Allan Poe
 
 
 
 
Riferimenti: Wikipedia, Focus Storia
 

17 gennaio 2009

ALFRED KINSEY

 
 
IL DOTTOR SEX e il 
“RAPPORTO KINSEY” 

 
 
Il biologo americano Alfred Kinsey, professore di entomologia e zoologia, divenne famoso il tutto il mondo, negli anni ’90, con la pubblicazione di due libri che parlano di sesso. Nonostante le critiche e lo scandalo, i suoi studi contribuirono alla rivoluzione sessuale che dagli anno ’60 in poi interessarono l’America ed altri paesi.
 
Kinsey, nato nel 1894, era figlio di un pastore metodista estremamente severo e dai rigidi valori morali e pretendeva che lui studiasse ingegneria. Ma Alfred di nascosto studiò biologia e si laureò ad Harvard con una specializzazione in Tassonomia. Il motivo per cui l’allora 44enne biologo passò dallo studio delle “vespe galligene” di cui era un massimo esperto, a quello delle abitudini sessuali dei propri connazionali fu un corso sul tema “Matrimonio e famiglia” voluto dall’università dell’Indiana per i propri studenti di cui Kinsey fu nominato docente.
 
All’epoca egli era già sposato e padre di quattro figli e durante il corso si rese conto che i ragazzi non sapevano niente di sesso, così come nulla si sapeva sulla sessualità degli americani e per questo l’entomologo decise di colmare in modo analitico tali lacune.
Iniziò per prima ad intervistare gli stessi studenti e successivamente, per avere più dati, allargò l’indagine anche alla gente comune tramite l’uso di un questionario anonimo con oltre 300 domande che non lasciavano niente di inesplorato. Tale metodo era l’unico per avere dati certi dal momento che l’anonimato del partecipante era salvaguardato.
Kinsey per tutelare meglio la privacy si preoccupò personalmente di trattare con gli intervistati mentre nel frattempo la moglie (Clara Bracken McMillen), per approfondire il tema, cominciò a fotografare, filmare e cronometrare i rapporti sessuali dei volontari, assistita dallo psicologo Wardell Promeroy, dall’antropologo Paul Gebhard e dall’economista Clyde Martin.
Dopo poco, nel 1948, Kinsey pubblicò i lavori in un libro intitolato “Il comportamento sessuale dell'uomo generalmente conosciuto come “Il primo rapporto Kinsey” che sconvolse l’America. Uno dei suoi principi teorici più celebri fu la “Heterosexual/ Homosexual Rating Scale”, una scala a sette punti di valutazione per valutare l'orientamento sessuale di un soggetto. Kinsey poi fondò e diresse l'attuale “Institute for Sex Research” [fondato col nome originario di “The Kinsey Institute for Research in Sex, Gender and Reproduction” nel 1947, ( http://www.kinseyinstitute.org/ )], dove collaboratori ed allievi continuarono la sua opera.
Il libro è diviso in tre parti: (1) "Storia e metodo", che ha definito i metodi di indagine e di colloquio; (2) "Fattori che influenzano la sessualità", come età, stato civile, religione, ceto e comportamento sessuale e (3) "Fonti dello sfogo sessuale", che approfondisce comportamento e tutte le altre manifestazioni legate al sesso, tipo le emissioni notturne, la masturbazione e il rapporto sessuale.
Completano il volume centinaia di tabelle e grafici con dati statistici.
 
I dati raccolti anche se non andavano contro la morale corrente, ma solo contro quella che si voleva affermare, suscitò l’ira dei religiosi, dei puritani e dei perbenisti in genere. “Pok”, nomignolo affibbiato a Kinsey, fu per questo soprannominato “dr. sex” e accusato di contribuire alla perdita dei valori morali ed i suoi lavori messi in discussione. Il senatore repubblicano Joseph McCarthy lo accusò perfino di far parte di un complotto comunista che voleva indebolire i valori della nazione americana.

Kinsey morì il 25 agosto del 1956, all’età di 62 anni.
 
Tutt’oggi, al campus dove ancora funziona il ‘Kinsey Institute’, tra gli studenti si dice che l’astio di una parte d’America non si è ancora placato, mentre il “rapporto Kinsey” compare al IV posto tra i dieci libri considerati più dannosi del XX secolo.
Eppure tale volume, con 200.000 copie vendute in pochi mesi in America, divenne un best-seller che probabilmente molti lessero di nascosto come un manuale di educazione sessuale di cui se ne sentiva tanto il bisogno. A leggerlo oggi non si scoprirebbe niente di scabroso, trattandosi di una semplice ricerca che forniva solo dati statistici.
Tra l’altro, si legge che:
il 17% dei maschi ha avuto da 1 a 3 partner oltre la propria moglie; che il 46% della popolazione maschile ed il 14% di quella femminile ha avuto rapporti bisessuali. Che circa il 50% dei mariti e il 26% delle mogli ha avuto rapporti extraconiugali; che l’89% degli uomini e il 69% delle donne fa ricorso a fantasie erotiche durante la masturbazione. Che il 92% dei maschi e il 62% delle femmine pratica la masturbazione; che il 68% degli uomini e il 50% delle donne ha fatto sesso prima del matrimonio.

La colpa di Kinsey, se c’era, era solo quella di aver reso pubblico le abitudini e le inclinazioni sessuali degli americani, rompendo quel velo di pudore e di ipocrisia cui tutti erano abituati in un America dove la contraccezione e l’adulterio erano puniti dalla legge. Il lavoro di Kinsey divenne, col tempo, un punto di riferimento in materia di sesso e tradotto in 11 lingue fece il giro del mondo. Arrivò in Italia tra il 1950 ed il 1955 in un periodo in cui anche da noi, in tema di sesso, le cose non andavano meglio che in America. In quel tempo, chi violentava era costretto a sposare il suo violentatore, il nudo o qualsiasi allusione al sesso era vietato e censurato, mentre l’omosessualità era considerata una malattia.

 
Pok con Gebhard
 
Cinque anni dopo apparve il secondo rapporto di Kinsey dedicato, questa volta, al comportamento sessuale delle donne, “Il comportamento sessuale della donna del 1953. Grazie anche a tali testi, la rivoluzione sessuale americana cominciò a farsi sentire nel mondo intero. Le donne, in particolare, usarono gli studi di Kinsey per affermare l’esistenza di una sessualità femminile, inoltre il sesso non era più qualcosa di sconveniente da non praticare così come le differenti inclinazioni personali in merito. Le ballerine che si esibivano semi nude non fecero più scandalo e anche sugli schermi cinematografici cominciarono ad apparire le prime scene di nudo e di sesso. Probabilmente anche la rivista “Playboy” nacque sull’onda di tali cambiamenti.
 
La libertà sessuale era iniziata! 

[Embrace of Dora Natella, “by Art show” in ‘The Kinsey Institute’ site]

 
« Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso. »
(Alfred Charles Kinsey, “Il comportamento sessuale nel maschio umano”)
 
« Un omosessuale con una certa esperienza può senza dubbio trovare un numero maggiore di partner tra maschi di quanti un eterosessuale maschio con una certa esperienza non ne trovi tra femmine. »
(Alfred Charles Kinsey, da” Il comportamento sessuale dell'uomo”, Bompiani, Milano 1950)
 
 
 
Riferimenti: http://en.wikipedia.org/wiki/Alfred_Kinsey; http://www.pbs.org/wgbh/amex/kinsey/index.html; Focus Storia 09/2008
 
 

21 dicembre 2008

IL PENE AL FEMMINILE

 
 IL CLITORIDE
 
Sebbene in passato nessun studioso ha mai rivendicato la scoperta del pene maschile, molti sono coloro che si sono, invece, attribuiti quella del clitoride femminile.
La prima testimonianza dell’esistenza di quest’organo risale ai Greci che volgarmente lo chiamarono “Kleitoris” che significa ‘pellicola somigliante a chiave’. Sta di fatto che tutti i grandi medici dell’antichità non davano importanza a questa piccola sporgenza presente nella vagina ed il primo a darne una sommaria descrizione fu il padre della ginecologia Sorano d’Efeso intorno al 120 a.C. col suo trattato di ginecologia intitolato Gynaecia. Il clitoride non destò grande interesse neanche nel Medioevo mentre il fondatore dell’anatomia moderna, Andrea Vesalio, si limitò a definirlo una ‘malformazione irrilevante e priva di funzioni presente in donne malate o negli ermafroditi’.  Il primo medico ad accamparne la scoperta fu Realdo Colombo nel 1559, intuendo che era la ‘sede preminente del piacere femminile’ e propose di chiamarlo il “piacere di Venere”. Successivamente fu il suo successore Gabriele Falloppio (scopritore delle omonime tube), anch’egli allievo di Vesalio, a pretenderne la paternità. Egli citò la descrizione dei greci e dei medici arabi Avicenna e Abulcasis che chiamarono il clitoride “al bathara” (sinonimo di klitoris) e ne fece una descrizione più accurata. Gli arabi, come i greci, dovevano avere molta familiarità con gli organi genitali femminili considerato che la circoncisione e l’asportazione del clitoride era una pratica molto comune in Egitto.
Fu, infatti, il primo a sottolineare la sua corrispondenza col pene sia per la sua costituzione spongiosa che per le sue capacità erettili. Difatti, da un punto di vista dello sviluppo embrionario il clitoride ha la stessa origine del pene, e come questo ha la stessa struttura e terminologia usata per descriverlo.
Poi quest’organo ricadde nell’oblio per altri cento anni fino a quando, nel 1651, il medico danese Thomas Bartolini lo riscoprì cercando di attribuirsene anche lui la scoperta. Ma la sua enunciazione praticamente non aggiunse niente di nuovo a quanto già detto da Colombo e da Falloppio.
Un passo avanti alla conoscenza del clitoride fu fatto dall’anatomista olandese Regnier De Graaf che nel 1672 ne fece una descrizione anatomica più specifica, accreditando definitivamente il termine clitoride e ribadendo che era una struttura normale presente in tutte le donne. Nel suo testo egli accenna anche all’eiaculazione femminile (squirting o gushing ). Comunque, l’anatomia dettagliata presente oggi nei libri di anatomia, in uso nelle università, è dovuta agli studi dell’anatomista tedesco Georg Ludwig Kobelt nel 1844 (The Male and Female Organs of Sexual Arousal in Man and some other Mammals).

Poi nessuna novità di rilievo fino al 2004 quando l’urologa australiana Helen O’Connell, affermando che la definizione del clitoride è ancora incompleta, presuppone che esso, oltre alle parti descritte da Kobert, dovrebbe comprendere anche i bulbi (che vengono considerati a parte) ed altri tessuti erettili coinvolti nell’orgasmo femminile. Se la tesi di O’Connell sarà esatta, questo controverso organo, dopo tanti padri, potrà finalmente avere anche una madre!
 

 
 
 
riferimenti:Focus Storia 03/2008
 


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17 novembre 2008

SOGNI: REALTA’ E FANTASIA

 
 
Breve excursus tra mitologia e psicanalisi
 
Morfeo e Iride, Pierre-Narcisse Guérin (1811)
 
Da sempre l’uomo si è domandato che cosa rappresentano e da dove vengono i sogni e, nel dubbio, gli sono stati sempre attribuiti poteri speciali. Scavando nel passato, si ha testimonianza scritta dei sogni già su reperti del II e III millennio a.C.
I sogni degli antichi di cui si ha traccia, parlano sempre del futuro ed erano considerati profetici come d'altronde ancora oggi lo si fa. L’uso attuale della Smorfia ne è un esempio. Tale parola deriva dal nome del personaggio mitologico greco MORFEO legato al mondo dei sogni. I figli di di Ipno (Sonno) e di Notte erano appunto Morfeo, Phobetor (Fobetore) e Phantasos (Fantaso). Morfeo inviava i sogni popolati da forme umane (nelle sue apparizioni notturne, era li a prendere le forme delle persone o delle cose da far sognare), mentre gli altri due fratelli, invece, inviavano quelli con animali e con oggetti inanimati. Il suo messaggero era il veloce Hermes che faceva da tramite tra il suo Signore e i viandanti. Nell'Iliade e nell'Odissea troviamo, invece, un'altra divinità, Oniro, che riassume in sé la caratteristiche di tutte le altre. Iris (o Iride) è un’altra  figura della mitologia greca. Figlia di Taumante e di Elettra era la messaggera degli dei, in particolare di Giunone: scendeva sulla terra per portare i suoi messaggi camminando sull'arcobaleno, che segnava il suo percorso.
 
 
L’oracolo di Delphi     
 
Per i Greci i sogni erano, pertanto, messaggi divini dotati di vita propria, provenienti dall’esterno e quindi liberi di apparire a loro piacimento. Non sempre rappresentavano la realtà e potevano anche essere ingannevoli o bisognosi di una interpretati per avere un giusto responso. C’era poi la figura dell’Oracolo  (il termine indica il responso profetico della divinità, pronunciato tramite un intermediario, indovino o sacerdotessa, in modi diversi. Gli oracoli più famosi dell'antichità furono quello di Zeus a Dodóna e l'oracolo di Apollo a Delfi).Un aspetto caratteristico non solo della religione ma anche della società greca fu la grandissima diffusione degli oracoli, dei quali Delfi fu soltanto il più ricco e il più prestigioso. Santuari di consultazione oracolare sorgevano in ogni angolo del mondo greco, alcuni di importanza locale, altri noti e visitati da folle di pellegrini. Il fenomeno dunque fu durevole nel tempo: se talvolta un oracolo cadeva in rovina, altri nascevano, anche in epoca tarda. Oltre a Delfi, un importante e antichissimo oracolo fu quello di Dodona in Epiro, posto sotto la tutela del padre della famiglia divina, Zeus e collocato in un posto misterioso e arcano. A gestire questo oracolo erano dei sacerdoti chiamati Sellie sottoposti a varie forme di tabù (non potevano lavarsi i piedi dovevano dormire sulla terra senza alcuna forma di protezione contro gli insetti, come un telo o una stuoia). I responsi venivano trattati interpretando: lo stormire del vento nelle foglie di una quercia.
Lo stesso Giuseppe della Bibbia dovette la sua fortuna e la benevolenza del faraone per le sue capacità di spiegare i sogni. Per alcuni popoli indiani d’America e per i nomadi della Siberia, invece, i sogni erano un mezzo usato dagli spiriti per entrare in contatto con sciamani e guaritori. Nell’antichità i sogni non erano solo riferiti alla sfera religiosa ma spesso erano legati a cose materiali come sesso, salute e malattie. Per tale motivo i malati greci si recavano nei tempi di Asclepio (si diceva fosse stato istruito nella medicina da Chirone o che avesse ereditato tale proprietà dal padre Apollo). Qui essi si coricavano aspettando nel sonno una apparizione che li guarisse donando qualche buon consiglio.
 
       
Paziente nel tempio di Asclepio (Atene, Museo Archeologico Nazionale)
 
Comunque, presso gli antichi vi erano numerose persone che si occupavano di tradurre i sogni. I primi manuali per interpretarli risalgono perfino ai Mesopotamici nel IV sec. a.C. mentre in Grecia e a Roma esisteva ufficialmente il mestiere di interprete detto “oneirokrites” col quale si offriva a  pagamento la consulenza.
Platone, invece, era convinto che i sogni non avevano niente a che vedere con i messaggi divini, ma nascevano dall’animo umano. Se la persona non era un virtuoso sarebbe stato più facile per lui fare sogni legati ai bisogni primari, come quelli di violenza o a sfondo sessuale. E’ la prima volta che il sogno veniva considerato il prodotto tra l’interazione corpo-psiche.
Aristotele, da parte sua, considerando che nei sogni apparivano cose che nella realtà non esistevano, riteneva che i sogni non esistessero. Successivamente, con la venuta del cristianesimo i teologi del medioevo riprendendo la teoria di Platone ed in riferimento ai sogni erotici cominciarono a bandirli. Già nella mitologia greca si pensava che era il dio Egialte (gigante figlio di Poseidone e di Efimedea, ucciso da Apollo) a procurare sogni erotici e di violenza. Se nella Bibbia i sogni sono sempre di natura profetica, ora diventavano tentazioni demoniache anche perché solo a Dio era dato potere di prevedere il futuro.
 
Incisione di Agostino Carracci
 
Con il Rinascimento il sogno diventa poi, per gli artisti in particolare, un serbatoio di idee. L’esempio più concreto ci viene offerto dalle opere del pittore e poeta William Blake che trasformava in disegni ogni visione avuta. Con autori come Dostoevskij e Manzoni si comincia a parlare dei propri sogni liberamente quale espressione della propria personalità. Solo nel ‘900 i sogni diventano oggetto di studio grazie alla psicanalisi introdotta da Sigmund Freud. Nel suo libro “L’interpretazione dei sogni” del 1900 lo psicanalista considera i sogni come desideri inconsci, come le frustrazioni e le paure. Cosicché, interpretandoli correttamente, era possibile scoprire e rimuovere disturbi e nevrosi. Rispetto al passato, per Freud, i sogni non descrivevano quindi un futuro prossimo, ma solo il vissuto (presente). Negli ultimi tempi gli studi di neurofisiologia hanno dimostrato che i sogni sono importanti per la nostra saluta dal momento che si è visto che la privazione del “sonno profondo”, se prolungata, negli animali, provocava la loro morte. Gli psicologi moderni ritengono che sognando si attivano processi inconsci che aiutano a vivere meglio la realtà. Durante il sonno il corpo e la mente si riposano riacquistando energie anche se , nel frattempo, alcuni neuroni fantasticano e creano paesaggi e situazioni immaginarie che sono un mix del nostro vissuto (realtà), della nostra immaginazione, delle nostre fobie e dei nostri desideri più reconditi.

Quindi….. sogniamo pure quanto vogliamo, ma senza voler dare a tutti i costi un senso a quanto vissuto in sogno. 
 
 
Rifer. Focus maggio 2008
 


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21 settembre 2008

NEURONI DEL SONNO

 

Il sonno ed il riposo

 

Da uno studio pubblicato sulla rivista americana di scienze "Pnas" si viene a conoscenza che un team di ricercatori della divisione Bioscienze del Menlo Park in California ha scoperto i "neuroni del sonno".

Il dr. Thomas Kilduff che ha condotto lo studio, spiega: <Si riteneva che tale famiglia di neuroni della corteccia celebrale chiamati nNOS, fossero in funzione (accesi) solo durante la fase REM del sonno (la fase dei sogni) e non durante il sonno profondo dove si riteneva, invece, che qualsiasi neurone fosse spento>. Per questo, ora, si pensa che i nNOS abbiano un ruolo importante nel recupero delle funzioni mentali che verrebbero così rigenerate durante il sonno profondo. Kilduff ipotizza che la scoperta potrebbe essere rilevante per la cura dell'insonnia e dei disturbi della memoria e dell'uomore derivanti da carenza di sonno.

Il sonno profondo è la fase più importante del sonno perché è quella in cui il cervello recupera e si conosce che la sua durata è in proporzione alla stanchezza, vale a dire che più si è stanchi e maggiore deve essere la durata di questa fase. Durante il sonno profondo il cervello emette "onde corte" la cui ampiezza dipende da come si è stanchi. Gli studiosi hanno anche visto che il numero di neuroni nNOS accesi è proporzionale a tale ampiezza e quindi alla stanchezza. Durante la loro attività questi neuroni producono ossido di azoto (NO) che regolerebbe il flusso di sangue al cervello. I nNOS sono, quindi, legati ala produzione di onde corte ristoratrici durante il sonno ed a questo punto, conclude Kilduff, occorrerà stabilire il loro effettivo campo d'azione e cosa succede se la loro attività viene interrotta.

 

 


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13 settembre 2008

6 MITI SUL SONNO DA SFATARE

 
Quello che si puo' fare per dormire meglio 
 
 
1. Occorrono 8 ore di sonno.
Non c'è niente di magico in tale numero. Ognuno di noi ha esigenze diverse e come suggerisce lo psicologo Joyce Walsleben della New York University (co-autore del libro "A Woman’s Guide to Sleep), ci si può rendere conto se si dorme poco se durante un noioso pomeriggio ci si sente stanchi e traballanti".
 
2. E' meglio se si dorme di più.
Uno studio condotto su un gruppo di persone ha messo in evidenza che quelli che dormivano tra le sei e le otto ore a notte hanno avuto una vita più lunga di coloro che invece dormivano più di otto ore. In merito a questo, però, gli studiosi non sanno ancora se è il dormire di più causa di malessere o se, invece, il dormire è  solo un sintomo del malessere, afferma Najib Ayas assistente professore di medicina presso l'Università della British Columbia. I grandi dormitori possono soffrire di apnea del sonno, depressione o diabete che è ciò li fa passare più tempo a letto.
 
3. Alcuni hanno bisogno di solo 4 ore di sonno.
Noti mattinieri come Bill Clinton, Madonna, e Margaret Thatcher non necessariamente rendono meglio o peggio per il fatto che dormono poco. "Loro non si rendono conto che hanno bisogno di sonno", spiega Thomas Roth, ricercatore presso il centro del sonno all'ospedale Henry Ford di Detroit. Troppo poco sonno fa male alla salute e all'apetto, pregiudica le prestazioni, il giudizio e l'attenzione; provoca malessere che indebolisce il sistema immunitario e favorisce il sovrappeso. Infatti, secondo uno studio condotto presso l'Harvard Nurses' Health, le donne che dormivano cinque ore o meno a notte avevano poi più probabilità di aumentare di peso rispetto alle donne che dormivano sette ore.  Stranamente, il dormire poco (meno di sei ore) è rischioso come il dormire troppo, aumentando i problemi cardiaci e donando meno longevità. Inoltre, barare sul sonno diventa rischioso anche per chi deve guidare: "chi ha fatto una lunga veglia di 18 ore avrà le stesse performance di un ubriaco",  spiega Walsleben.
 
4. I troppi risvegli durante la notte portano ad essere stanchi per l'intero giorno.
Non è detto, potrebbe far parte del nostro ciclo naturale. Molti animali dormono in questo modo, afferma Thomas Wehr, emerito scienziato presso l'Istituto Nazionale di Salute Mentale. Quando in uno dei suoi studi si è tolta la luce artificiale a 15 persone per un paio di settimane, si è riscontrato nei soggetti un sonno agitato dormendo da tre a cinque ore, risvegliandosi per uno o due per poi riprendere di nuovo a dormire per quattro o più ore. Ma, nonostante ciò, essi affermarono di non essersi mai sentiti così ben riposati.
 
5. Si ha bisogno di farmaci se si soffre di insonnia.
I farmaci sono utili solo per problemi del sonno a breve termine in genere causati da sopraggiuntieventi stressanti. Invece, le persone con problemi a lungo termine trovano maggior beneficio con una terapia cognitivo-comportamentale dove si riqualifica la percezione del sonno e si conosce meglio quello che si ha bisogno per evitare l'insonnia, come ad esempio quella di andare a letto sempre alla stessa ora, di evitare l'uso di computer o della TV prima di dormire, di assumere caffeina almeo sei ore prima di andare a letto e di altri cambiamenti nello stile di vita. Nel 2005, il National Institutes of Health ha concluso che questo tipo di terapia è altrettanto efficace come lo sono i sonniferi per il trattamento dell'insonnia cronica a breve termine.  In molti casi una pillola per dormire non risolve anche i problemi del sonno. Almeno la metà delle persone che pensano di soffrire di insonnia soffrono invece di ansia o depressione, spiega  il dr. Daniel Kripke esperto del sonno all'Università di San Diego in California.
 
6. Il sonno perso si può recuperare durante il fine settimana.
Il dormire di più durante il fine settimana associato al dormire poco durante la settimana è quello che l'esperto Robert Stickgold, dottore ad Harvard, chiama "la bulimia del sonno" che sconvolge ritmi circadiani rendendo ancora più difficile la situazione di chi si trova in tale situazione. Inaftti, dormire fino a mezzogiorno la Domenica impedisce in generale di andare a letto presto, così, invece di recuperare il sonno della settimana appena trascorsa, se ne inizia una nuova in modo sbagliato.  "Il corpo ama la coerenza", spiega Donna Arand, portavoce per l'accademia americana della medicina del sonno. E' meglio comportarsi sempre allo stesso modo, anche nei fine settimana. 
 
 

 

 


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30 agosto 2008

CONOSCERE IL PROPRIO CORPO

 
SETTE COSE SUL SESSO CHE MOLTI UOMINI NON CONOSCONO
 
 
1 - SESSO E SONNO
Secondo il dr. Billy Goldberg co-autore di "Perchè gli uomini si addormentano dopo il sesso", non vi è alcuna evidenza diretta che possa spiegare perché gli uomini sentono il bisogno di dormire dopo aver fatto sesso. Tuttavia, prodotti chimici tipo ossitocina (l'ormone dell'amore) e la prolattina e tutti gli altri ormoni prodotti al termine dell'atto sessuale, contribuiscono a questa ed a altre sintomatologie post-sesso.  Di fatto, dopo l'orgasmo la chimica del corpo dell'uomo cambia. Il compito principale del rilascio di prolattina, concomitante all'eiaculazione, è proprio quello di abbattere la libido e bloccare successive erezioni, mentre lo sforzo (mentale e fisico) prodotto fa esaurire il glicogeno nei muscoli (l'uomo ha più massa mucolare delle donne) modifica il corpo e rende l'uomo stanco, afferma il dr David McKenzie, terapista del sesso a Vancouver in Canada. La quantità di prolattina rilasciata dopo l'orgasmo provoca senso di soddisfazione e rilassamento, ma può provocare anche stanchezza, nausea, mal di testa e un generale senso di fastidio. E dire che molte donne si lamentano se l'uomo è..... assente dopo il sesso!
 
 
2 - Variazioni ormonali
Credete che i sintomi della sindrome premestruale (PMS) sia un fatto solo femminile? Non è così dal momento che le continue variazioni mensili dei livelli di testosterone nell'uomo scatenano cambiamenti che fanno andare la libido su e giù, che colpiscono l'umore, il livello di energia, la crescita della barba e perfino la produzione degli spermatozoi!
Secondo una ricerca del medico Marcus Laux, gli uomini hanno più energia, un maggior senso di benessere, inferior peso corporeo e meno bisogno di dormire durante il picco del loro ciclo ormonale. I cali, invece,  portano apatia, ansia, indifferenza e altri piccoli problemi psicologici.  "Se si tiene traccia dei dati personali relativi a questi cicli ormonali, sia che si tratti di variazioni dei livelli di energia, di umore o di libido, è possibile prevedere tali alterazioni e scegliere il momento migliore per le diverse esigenze quotidiane", spiega Laux. 
 
 
3 - Quel barometro del pene
Il tuo pene è un barometro della salute in generale dice il dr. Mehmet Oz, co-autore di "Il corpo è tuo. Manuale d'uso" e lo definisce "asta dell'olio"  perché rivela la salute anche di altre parti del corpo. I meccanismi fisici che inviano sangue al cervello, al cuore e ai reni sono quelli che fanno gonfiare anche il pene. Se esso non diventa eretto è perché si possono avere problemi arteriosi.
"La mancanza di interesse per il sesso negli uomini è un importante campanello d'allarme che qualcosa è fuori posto. Fino al 25% degli uomini hanno un basso-o-nullo desiderio sessuale", afferma Laux. "E tale percentuale potrebbe aumentare se sempre meno persone parlassero della loro scarsa libido." Le possibili cause del limitato flusso di sangue (al pene) includono diabete, disturbi del cuore endocrini e vascolari oppure problemi renali. Ma, spiega il dr. Laux, "anche fatica, stress, fattori psicologici, difficili rapporti inter-personali, scarsa nutrizione, insonnia o mancanza di esercizio fisico ne sono spesso la causa". Fattori fisisi ma anche psicologi, quindi!
 
 
4 - Un cattivo riposo diminuisce l'erezione
Se stai lottando con l'apnea ostruttiva del sonno (OSA), sei a rischio di disfunzione sessuale. OSA è un disturbo del sonno che solo in America colpisce 18 milioni di persone. Tale disturbo respiratorio interrompe la fase REM del sonno ed è in questa fase che si hanno le comuni erezioni (spontanee) notturne. Secondo il dr Charles Atwood, direttore associato presso l'Università di Pittsburgh, c'è correlazione tra tali erezioni notturne e la salute sessuale in generale. Un diminuito sonno REM porta ad un minor numero di erezioni con implicazioni sulla vita sessuale del soggetto. "Se avete la disfunzione erettile, si dovrebbe fare il test anche per l'OSA", consiglia Atwood. "Gli uomini a cui viene diagnosticata e trattati per l'OSA spesso si riscontrano benefici anche sulle loro funzioni sessuali".
 
 
5- Bicicletta e testicoli
Se sei un ciclista perché vuoi ridurre l'inquinamento atmosferico, per risparmiare benzina o solo per mantenerti in forma, assicurati di aver correttamente messo al sicuro i tuoi "tesori".
Il Ciclismo non causa infertilità maschile ma a lungo andare può portare danni ai testicoli, con alterazione di sperma e delle funzioni erettili. L'urologo Vinod Nargund del San Bartolomeo e Homerton Hospital di Londra ha rilevato che i ciclisti di mountain bikes
sono più colpiti rispetto agli altri ciclisti. I potenziali problemi di prolungato uso della bicicletta sono: abrasioni, sfregamenti, danneggiati dei follicoli piliferi e piccole lesioni. Inoltre l'eccessiva sudorazione può causare problemi di pelle e indolenzimenti. Si consiglia, pertanto, di usare imbottiture di protezione, pantalono corti e traspiranti e di regolare il sedile (imbottito) in modo tale da evitare pressioni all'inguine.
 
  
 
6- Il Varicocele può causare infertilità
Una coppia su sei soffre di infertilità e nella metà dei casi tale problema è dovuto al sesso maschile. Secondo il Centro di Medicina riproduttiva della Cornell University, la più comune causa identificabile di infertilità maschile è dovuta al varicocele (vene allargate nelle scroto). Un'altra possibilità è un blocco nel tratto riproduttivo oppure la semplice vecchiaia che può portare all'infertilità. Recenti ricerche al Centro Eylau per la Riproduzione Assistita in Francia, mostrano un collegamento tra gli uomini oltre i 35 anni ed i minori tassi di gravidanza ed i superiore tassi di aborto spontaneo. Occorre mantenere lo sperma "forte" attraverso una dieta sana, un regolare esercizio fisico e bassi livelli di stress.
 
 
7- Buone nuove
Una lunghezza media del pene di 13 cm. quando eretto e di 7 cm. quando flaccido è normale anche se tali valori sono molto inferiori a quelle che la maggior parte delle persone pensano siano normali.
La sessuologa dr. Trina Read afferma che "In generale, ogni uomo (e donna) ritiene che il massimo della sessualità e della mascolinità sia quello di avere delle misure del pene maggiori rispetto alla media". "Sfugge il fatto che agli uomini con pene di grande dimensione è spesso difficile trovare partner adatti oltre che trovarsi nelle condiazioni di non poter avere sesso orale e anale". Nel corso di un rapporto, le dimensioni del pene hanno poco a che fare con la soddisfazione sessuale perché nella donna la maggior parte delle terminazioni nervose sensibili (al piacere) sono maggiormente concentrate vicino all'apertura vaginale (e nel clitoride) e questo significa che anche un pene di modestissime dimensioni può dare piacere.  "Quello che davvero la maggior parte delle donne vogliono è la tecnica", afferma Trina Read.  Un uomo che sappia "usarlo" bene ed a lungo. Il rovescio della medaglia? Un uomo che maestri la sua tecnica a letto ha poi più probabilità di addormentarsi una volta che il lungo amplesso è terminato
.
 
 
 
 
Libera traduzione e arrangiamento dell'articolo "Why Men Fall Asleep After Sex, Seven things most men don’t know about their sexual health", by Laurie Pawlik-Kienlen for MSN Health & Fitness


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7 agosto 2008

SALVIAMO IL MARE!

 
PLASTICA IN MARE
 
 
 
Estate, tempo di vacanze e di escursioni.
Vi prego, però, non rimanete residui in giro e non lasciate plastica sulla spiaggia o nel mare!!
Forse non lo sapete ma tutti rifiuti che galleggiano e che sono poco biodegradabili, come la plastica, rimangono per moltissimi anni nel mare e mentre le buste arrecano subito danni a pesci e piante, le bottiglie, invece, anno dopo anno viaggiano e si accumulano. In America, per esempio, a largo della California nell'oceano Pacifico, dirigendosi verso le Hawai, si incontra un'enorme massa di rifiuti galleggianti che gli studiosi hanno chiamato " Pacific Gyre" ovvero “Pacific Trash Vortex” che è una discarica a cielo aperto grande quanto un isola (un'area il doppio degli Stati Uniti) che vaga nel mare. Si tratta in maggior parte di bottiglie di plastica!
 
 
 
Questo è dovuto ad una corrente oceanica a forma di vortice circolare localizzato tra l'equatore al 50° di latitudine nord. Occupa approssimativamente un'area di 34 milioni di km², si muove in senso orario ed è formato prevalentemente da quattro correnti oceaniche : la Corrente del Nord Pacifico a nord, la Corrente della California ad est, la Corrente nord equatoriale a sud e la Corrente Kuroshio a ovest. Il centro di tale vortice è una regione relativamente stazionaria dell'Oceano Pacifico (ci si riferisce spesso a quest'area come la latitudine dei cavalli ) al cui centro si accumulano notevoli quantità di rifiuti, soprattutto plastica, ed altri detriti a formare una enorme "nube" di spazzatura che ha assunto l'informale definizione di Isola orientale di Immondizia o Vortice di Pattumiera del Pacifico.  Il problema vero è l’effetto che il lento rilascio di PCB (Policlorobifenili) prodotto dalla lentissima degradazione della plastica ha sulla catena alimentare che nasce dal mare e che coinvolge direttamente anche noi esseri umani. Infatti, la plastica invece di essere fotodegradata si disintegrata in pezzi sempre più piccoli, che mantengono la caratteristica di polimerica anche quando raggiungono le dimensioni di una molecola, la cui ulteriore assimilazione è molto difficile. Il galleggiamento di tali particelle che apparentemente assomiglia a zooplancton, inganna i molluschi che se ne cibano, causandone così l'introduzione nella catena alimentare.  
 
 
Per diversi anni alcuni ricercatori oceanici, tra cui Charle Moore, hanno investigato a fondo la diffusione e la concentrazione dei detriti plastici presenti nel North Pacific Gyre. La concentrazione della plastica è di 3.34x106 frammenti per km2, con una media di 5.1kg/km2 raccolti utilizzando una rete a strascico rettangolare delle dimensioni di 0.9x0.15 m2. A 10 mt di profondità è stata individuata una concentrazione di detriti pari a poco meno la metà di quella in superficie, detriti che consistono principalmente di monofilamenti, fibre di polimeri incrostati di plancton e diatomee.  
 
 
 
 
 
PER NON FAR MANGIAR PLASTICA AI NOSTRI FIGLI!!
 
 
 
 
 

3 maggio 2008

RALLENTARE L'INVECCHIAMENTO

 

Si può rallentare l'invecchiamento?
 
old people_2
 
 
Ci sono tre tipi di invecchiamento - l'età cronologica (che è l'età in base alla data di nascita); l'età biologica (che viene misurata osservando alcuni marcatori biologici), e l'età  psicologica (che dipende dal modo di essere e di comportaci).
E noto che l'età psicologica è quella che è più strettamente correlata all'età biologica, infatti il comportamento e il modo di pensare condizionano fisicamente, emotivamente, spiritualmente e socialmente di molto la nostra esistenza, ovviamente.
 
Alcuni noti marcatori biologici dell'invecchiamento sono: pressione, densità ossea, regolazione della temperatura corporea, metabolismo basale, funzioni immunologiche, tolleranza allo zucchero, massa muscolare, forza muscolare, elasticità della pelle (numero di rughe), sesso e suoi ormoni.
Se si desidera rallenatare (o perfino invertire) l'azione di tali marcatori, gli autori ritengono che occorrerebbe seguire questi 11 punti:
 
1.   Cambiare la percezione del tempo. Non andare di fretta.
2.   Dormire bene (sonno riposante).
3.   Mangiare alimenti freschi e nutrienti.
4.   Prendere almeno due multivitaminici con minerali ogni giorno.
5.   Praticare una tecnica di rilassamento corpo-mente come ad esempio lo yoga o il tai chi.
6.   Fare esercizio fisico regolarmente.
7.   Non immettere tossine nella vita e non intesa solo l'alimentazione, ma qualunque situazione che di per se apporti tossine (malessere) come relazioni interpersonali, stress, ambiente, ecc.  
8.   Cercare di essere piu flessibile almeno verso i problemi di piccola entità.
9.   Considerare i problemi (avversità) come opportunità capitate.
10. Coltivare rapporti di affetto e d'amore.
11. Si abbia sempre un atteggiamento di curiosità, di apprendimento e di stupore verso ogni cosa che il mondo ci offre e si cerchi di trascorrere del tempo con i bambini.


 
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Traduzione e libero adattamento del post by Intent and Intentblog.com on Mon, Oct 08, 2007, Deepak Chopra 
 
 


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10 aprile 2008

LE PARTI INUTILI DEL CORPO

 
Evoluzione del corpo umano
  
Mentre dall'uomo preistorico ad oggi il corpo umano si è evoluto ed adattato in maniera significativa, poche tracce biologiche dei nostri antenati preistorici rimangono in noi in forma di inutili parti del corpo che portiamo ancora con noi. Eccoveli:
 

  10. Plica semilunaris
Nell'occhio, internamente, le due palpebre formano una piccola rientranza chiamata "canthus interna", occupata da una piccola, rossa eminenza, la "caruncula lachrymalis", appena esterna a quella piccola e verticale piega di congiuntiva (che si può spesso vedere), chiamata "plica semilunaris". Tale terza palpebra vicino al condotto lacrimale, ridotta nell'uomo,  rappresenta la terza palpebra degli uccelli e di molti mammiferi.

  9.
Peli del corpo
Senza dubbio una volta eravamo molto più pelosi. Fino a circa 3 milioni di anni fa avevamo il corpo coperto  quasi completamente da peli. Ma dall' Homo erectus in poi, la capacità di sudare (diversa termoregolazione) ha portato man mano alla perdita dei peli, ormai inutili.
 
 
8. Seni nasali
I medici non sanno molto sullo scopo di questi organi che noi tutti abbiamo. Probabilmente la loro funzione è quella di isolare i dotti lacrimali e di cambiare il tono della nostra voce.
 

  7. Adenoidi
Le Adenoidi sono una trappola per i batteri, ma sono anche soggetti a gonfiore e infezione. La maggior parte dei bambini ne sa qualcosa!  Fortunatamente, tali ghiandole si riducono con l'età oppure vengono spesso rimosse per evitare continue infezioni. Utilissime per l'uomo preistorico, hanno perso di importanza per le migliorate condizione igieniche di vita.
 
 
6. Tonsille
Come sopra, anche queste ghiandole sono inclini a gonfiore ed infezione. Le cellule del sistema immunitario presenti nelle tonsille contribuiscono a proteggere l’organismo dall’attività di microrganismi patogeni penetrati attraverso le vie aeree. Se li avete ancora dopo aver raggiunto i 30 anni, siete quasi un'eccezione. Come per le adenoide, la loro presenza non è indispensabile.
 
 
  5. Coccige
Parola più utile per il gioco dello -Scarabeo- che come parte dell'anatomia, il coccige è composto da alcune vertebre fuse insieme le uniche rimaste da tempi antichi, quando l'uomo-scimmia aveva la coda.
  
4. Muscolo Erettore del pelo
Quando eravamo ricoperti di peli (n. 9), un piccolo muscolo vicino ad ogni follicolo, sotto il controllo del sistema nervoso autonomo, all'occorrenza faceva raddrizzare il pelo, per farci apparire più grandi e minacciosi. E' quello che ancora oggi avviene in alcuni animali. 

3. Denti del giudizio
Ai tempi in cui l'uomo mangiava ogni giorno carne cruda e mordeva continuamente le ossa, i denti ed i molari in particolare erano soggetti ad usura e pertanto l'evoluzione gli è andata incontro donandogli altri due molari che comparivano, per questo, in età adulta. Oggi i denti del giudizio che ci ritroviamo in bocca dopo i 20 anni, non hanno più alcun senso.
 
 
  2. Appendice
L'appendice cecale che si trova a destra, alla fine dell'intestino cieco, è un piccolo organo che nell'uomo non svolge alcuna funzione nota. Darwin ha sostenuto che essa  era d'aiuto alla digestione durante gli anni in cui l'uomo primitivo mangiava di più piante e vegetali, ricche di amido. Pertanto la sua utilità è diminuita con l'evoluzione, quando abbiamo iniziato a mangiare cibi più digeribili.

1. Capezzoli nell'uomo
Mentre nella donna, durante lo sviluppo sessuale i seni (ghiandole mammarie) si sviluppano per dar luogo alle mammelle, organi utili per l'allattamento, nell'uomo, rimangono solo i capezzoli che non hanno alcuna utilità.
 
 
 
  libero adattamento by an article on http://science.discovery.com/
 
 


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8 marzo 2008

SESSO & SONDAGGI

 
Sondaggio della Durex del 2005
 
 
A che età si perde la verginità?
 
Ecco l'Età della Perdita della Verginità divisa per nazione
 
 
Ai primi posti troviamo L'Islanda con una media di 15.6 anni segue la Germania con 15.9, poi Svezia e Danimarca con 16.1, Brasile e Nuova Zelanda con 16.4 e Norvegia e Austria con 16.5 anni.
Agli ultimi posti troviamo: l'Indonesia con 19.1 anni, il Vietnam con 19.6 e gli Indiani che sono gli ultimi a perdere la verginità ad un'età media di 19.8 anni.
L'Italia si assesta intorno ai 18.1 anni.
 
E cosa in merito alla frequenza con cui si fa sesso?
Chi fà più sesso?
 
Ecco un altro sondaggio della "Durex" effettuato on line nel 2007.
 
 
sesso
 
Più "attivi" risulterebbero i greci, mentre i più restii i giapponesi le cui donne affermano che evitano il sesso perché provono dolore e hanno paura della maternità.
In generale, solo il 44% delle persone si definisce pienamente soddisfatta dal sesso.
 
 
 


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2 marzo 2008

FISIOGNOMICA

 
Dimmi come appari e ti dirò chi sei...
 
 
La fisiognomica è una disciplina pseudoscientifica che pretende di dedurre i caratteri psicologici e morali di una persona dal suo aspetto fisico, soprattutto dai lineamenti e dalle espressioni del volto. Fin dal XVI secolo questa disciplina godette di una certa considerazione tanto da essere insegnata nelle università. La frenologia, creata intorno al 1800, era pure considerata fisiognomica e si diffuse nel corso del XIX secolo in Europa e negli Stati Uniti (valutazione di particolarità morfologiche del cranio). La fisiognomica moderna subisce nel tempo una serie di modificazioni strutturali che la specializzano in varie discipline (dai primi rudimenti di psicanalisi alla antropologia criminale).
La Morfopsicologia è lo studio della personalità attraverso i tratti del volto elaborato,  ma non in modo analitico e statico come nella fisiognomica, ma in continua trasformazione dinamica; ogni singolo elemento del volto assume, e a sua volta dà, significati diversi a secondo del contesto in cui si inserisce. 
Aristotele sosteneva la tesi che la somiglianza di alcuni uomini con certi animali doveva estendersi ai
tratti interiori del carattere.
 
«Sembra che vi siano dei visi contenti ed altri infelici, ed io penso occorra un po’ d’arte per distinguere i visi bonari da quelli sciocchi, i severi dai rudi, i maliziosi dagli addolorati, gli sdegnosi dai malinconici ed altre simili qualità analoghe»
Montaigne
 
« (...)nei tratti del nostro volto è scolpito il ritratto della nostra anima (...). »
Thomas Browne
 
" La vostra faccia, signore, è un libro dove le persone posso leggere strane cose"
Macbeth,William Shakespeare
 
 
 VISO
 
 
  OVALE (sottile, proporzionato)
E' facilmente notato perché sembra più lungo rispetto alle altre facce. Una persona dal viso sottile è confidente per esperienza e non per natura, questo significa che quando cerca qualcosa di nuovo può avere paura e ansia. Nel caso il suo viso si ritrova anche due piccoli e distanti occhi, diventa poi una persona interessata ai minini dettagli.  La compagna delle persone dal volto sottile è la paura, la loro principale sfida e questo può renderli avulsi dalle novità e dagli spostamenti,  più legati alle comodità e poca avventurosi. L'elemento tondeggiante rimanda all'ingenuità, alla fantasia e alla sensibilità, più che alla puntigliosità e al rigore del freddo raziocinio. Tipico di chi è portato ai "voli pindarici", finisce con l'essere superficiale in molti comportamenti e facilmente suggestionabile. Molto intelligente, è però meglio che si tenga lontano dalle questioni pratiche; se invece ricerca verità e sicurezza nella religione e nel misticismo, la sua intuizione può procurargli molte soddisfazioni.
 
  TONDO (mancanza di spigoli)
Le persone che hanno la faccia tonda sono amichevoli per natura, gradiscono gli incontri e dare una piacevole compagnia. La natura è però molto complessa, con evidente predisposizione alla contraddizione nell'agire, come nel pensare o nel reagire. La continua altalena di comportamenti diversi che lo vedono irritato e gioioso, irrazionale e prudentissimo, ambiguo e schietto fa di lui un individuo molto interessante, ma anche da prendere a piccole dosi. Soffre spesso di narcisismo.
 
  ALLUNGATO, TRIANGOLARE, A CONO (Predominano fronte e naso)
Espressione di intelligenza e raziocinio, di interessi spirituali e morali, è tipico di un individuo dal temperamento impaziente, nervoso, sempre alla ricerca delle novità. Più portato a concentrarsi sulle questioni essenziali perde di vista le cose pratiche e materiali. Inoltre, per correre dietro a sempre nuovi progetti, finisce spesso con il considerare definito ciò che invece doveva essere ancora realizzato.
 
  QUADRATO (viso proporzionato)
È tipico di una natura poliedrica e ricca di interessi. Amante delle responsabilità e più ancora delle proprie idee, questo soggetto possiede una prorompente vitalità fisica e psichica, che per la sua naturale forza di carattere può trasformarsi in durezza e chiusura ai suggerimenti altrui. È indubbiamente un individuo capace, un osservatore dalla logica ferrea, poco disponibile però a piegarsi e ad accettare idealismi.
 
  RETTANGOLARE (viso ancora proporzionato)
La snellezza dei lineamenti, comunque derivante dalla forma quadrata, è indizio di un raffinamento delle capacità ed è tipico di chi sa valutare se stesso e gli altri, e tirar fuori il meglio da ambedue. Analitico, obiettivo e pratico, sa però far uso, in caso di necessità, anche di fantasia e di intuizione. Non è un idealista ma è sempre franco, schietto e leale. In amore sa essere un compagno su cui si può contare.
 
A PERA, largo (predomina mento e bocca)
Dimostra una grande abilità nelle questioni materiali e pratiche, oltre ad un vivo senso degli affari. È presente in persone che pur non amando il rischio, sanno agire con diplomazia e talvolta con opportunismo per il proprio tornaconto. Molto socievoli e "compagnoni", sono però capaci di soffocare il sentimento, se questo è per loro motivo di preoccupazione o può essere giudicato come debolezza.
 
 
FRONTE  
 
  • AMPIA (alta, larga o bombata)
Una persona con un ampio fronte è fiduciosa per natura, a meno che non ha perso la fiducia in se stessa per qualche vicissitudine. Tale persona ha buona abilità di influenzare gli altri, di solito la distanza tra i suoi due occhi è grande a causa della sua ampia fronte e questo significa anche alta tolleranza. Queste persone potrebbero non essere interessate ai piccoli dettagli, ma piuttosto ad una visione ampia o nella completezza delle cose.  Sono dei buoni manager.
Se è sola la parte alta del fronte ad essere larga (viso a triangolo) denota interesse per le questioni spirituali, a discapito di quelle pratiche e materiali. Il rapporto con la vita è problematico, personale, teorico-razionale.
Se è bombata è tipica in soggetti di grande apertura sociale, sensibilità e fede interiore. La fiducia negli altri e la generosità possono diventare perfino eccessive e sfiorare l'idealismo.
Se è la parte bassa ad essere ben sviluppata, rivela nell'individuo uno spiccato senso logico e, del pari, un'acuta capacità critica e coerenza nelle azioni.  
  • STRETTA (piatta, alta o piccola)
Se piatta, ad una grande intelligenza pratica fa generalmente riscontro una certa freddezza nei confronti dei problemi filosofico-spirituali. Alla ricerca di continue conferme esterne, mette in evidenza solo i lati migliori.
Se è la parte bassa della fronte ad essere alta e stretta, identifica un tip analitico, metodico, individualista e fin troppo critico, chi possiede questo tipo di fronte è anche costante e determinato in ogni sua azione.
Viceversa, se è la parte bassa della fronte ad essere bassa e larga è tipica di chi cambia spesso opinione, spinto o stimolato da nuovi interessi. Alla volubilità si associa una naturale predisposizione ai piaceri materiali.  
  • PROMINENZE laterali
La tenacia lo contraddistingue e se, per molti versi, questa è un'importante spinta, per altri diventa un limite, soprattutto quando gli impedisce di valutare realmente le situazioni o gli scopi che testardamente si ostina ad inseguire.
 
 
 SOPRACCIGLIA
(Parliamo di sopracciglia naturali e non ritoccate, ovviamente!)
 
  • Grande Distanza tra occhio e sopracciglia:  caratterizza chi gradisce l'approccio di aspettare e vedere, chi non si precipita nelle cose. Una distanza maggiore rappresenta la persona meno veloce sul piano dei sentimenti e delle azioni. La classica persona che quando va per shopping può visitare tutti i negozi senza acquistare nulla. Questa persona può essere più lenta nella costruzione di relazioni e legami ed è meglio non spingerla a prendere decisioni per lui/lei affrettate. A volte il soggetto si perde dietro ai suoi sogni, e non trova nella realtà esterna stimoli capaci di allontanarlo dal suo rifugio interiore. 
  • Piccola (o nulla) distanza tra occhio e sopracciglia: è in genere una persona ben voluta dalla gente perchè priva di esitazioni. La breve distanza caratterizza persone capaci di prendere rapidamente decisioni. Nello shopping, al contrario, acquista subito anche le cose che non gli occorrono. Tale persona non può proprio attendere per provare qualcosa di nuovo e se ha deciso di fare qualcosa nei giorni seguenti,  aspetterà con ansia quel giorno! E' spesso anche indizio di rigore ed intolleranza, le persone rivelano anche una certa diffidenza verso gli altri. 
  • NORMALI, DRITTE

Generalmente sono presenti in individui dotati di molto senso pratico, decisi e dinamici. Il tendere a scopi ben precisi non esclude in loro la disponibilità, in caso di vero bisogno, verso gli altri. Quando sopracciglia sono come una linea retta la questa persona è un pensatore logico.

 
  • FOLTE, DI GROSSO SPESSORE
Sono segno di un carattere volitivo, determinato, talvolta fin troppo rigido, energico ed inflessibile.  
  • CORTE
Sono indizio di un incontenibile desiderio di migliorarsi, di insoddisfazione di se stessi e di ciò che si possiede, con reazioni di malumore prive di dinamicità.  
  • ARCUATE
Rivelano una natura versatile, sempre attratta da nuovi interessi in cui si butta a capofitto, rischiando sia di dimenticare ogni altro bisogno, sia di essere alla fine dispersiva. Persone di indole amichevole.    
  • RADE, SOTTILI
Timidezza e insicurezza sono, di solito, le caratteristiche di coloro a cui appartengono. Essi stanno sicuramente meglio, se possono evitare ogni responsabilità. Se oltre ad essere sottili fanno parte di un viso piccolo sono segno di grande sensibilità.  Se sono, invece. RADE E A RICCIOLO, sono segno di una persona di eccezionale vitalità e di ottimo equilibrio psicofisico.  
  • ARRUFFATE
Rivelano, nelle persone che le possiedono, una certa rudezza esteriore, che fa da velo, però, ad una profonda, autentica bontà e disponibilità verso il prossimo. Se le sopracciglia sono MOLTO EVIDENTI E ARRFUFFATE segnalano individui la cui grande passionalità li spinge a vivere intensamente ogni cosa e a reagire con altrettanta carica emotiva.  
  • CHE SI INCONTRANO (prive di spazio sul naso)
Rivelano una persona dal carattere piuttosto chiuso, scontroso, irascibile, interiormente poco motivato alla crescita spirituale. Questa persona non può rilassarsi, egli è sempre a pensare e valutare tutto ciò che lo circonda.  
  • MOLTO DISTANZIATE (molto spazio sul naso)
Indicano individui allegri, disponibili, dotati di senso del sacrificio e della responsabilità. Inoltre sono aperti e fiduciosi verso il prossimo.  
  • LUNGHE FINO ALLE TEMPIE
Indizio della spiccata propensione del soggetto, a godere più dei piaceri materiali della vita, che di quelli spirituali.  
  • PUNTE ESTERNE TENDENTI VERSO L'ALTO
Rivelano soggetti di vivacissima intelligenza, ma anche nervosi ed instabili. La tendenza alla cerebralità li fa essere in continua competizione con se stessi e gli altri.  
  • INCLINATE verso il basso sono sinonimo di autorità. 
E' necessario assumere una grande attenzione con tali individui, motivandoli e dandogli sempre attenzione. 
 
 
OCCHI  
 
  • Piccola distanza tra gli occhi: persone che hanno una fortissima capacità di concentrazione. È indizio di una natura volta soprattutto alle cose pratiche. In genere non gradiscono essere disturbate durante la concentrazione e sono persone che hanno un grande interesse per i dettagli. Persone che possono essere poco tolleranti soprattutto se emotivi oltre a mal  sopportare variazioni di temperatura, ingorghi e influenze esterne.  Questo basso livello di tolleranza funge da moltiplicatore per le influenze esterne e porta tali persone ad arrabbiarsi facilmente o a 'uscir fuori di testa'.  
  • Grande distanza tra gli occhi: persone che possono avere problemi di concentrazione. Rivela un soggetto portato ad inseguire sogni e ideali, più che la praticità. In genere sono persone rilassato per natura e che non si curano molto dei piccoli dettagli. Essi hanno anche una grande fronte e ciò li rende dei buoni manager. Queste persone sono molto più tollerante rispetto a quella con piccoli distanza e possono sopportare molto più problemi.
  • Occhi Grandi
    Indizio di ricchezza interiore e amore per il bello, uniti ad un buon equilibrio e molteplicità di interessi.
  • Occhi Piccoli
    Rivelano una natura dotata di un'intelligenza intuitiva, capace di sfruttare appieno le proprie capacità, ma poco incline ai voli pindarici.
  • Molto grandi
    È un soggetto interiormente carico di grandi sentimenti e di alti valori, all'atto pratico però appare dispersivo ed incapace di farsi valere.
  • Molto piccoli
    Indicano una decisa propensione verso interessi materiali, volti all'esclusiva soddisfazione dei propri egoistici bisogni.
  • Incavati
    Indizio di notevole introversione, spesso venata di malinconia, che finisce con l'impedire un proficuo e continuativo rapporto con gli altri.
  • Sporgenti
    Versatilità, dinamismo e socievolezza caratterizzano un individuo la cui apertura agli altri è anche stimolata dalla sua innata curiosità verso il nuovo.
  • Socchiusi
    Indicano tendenza al calcolo e alla furbizia, sempre però sul filo di un giusto, ma personale e rigido sistema di giudizio.
  • Spalancati
    Rispecchiano una natura entusiasta, amante della vita, ottimista, estroversa, pronta al riso, disponibile all'amicizia.
  • A mandorla (a parte gli asiatici!)
    Rivelano un soggetto molto riflessivo, portato all'analisi, alla crescita interiore, ma nel contempo sensibile e aperto ai problemi altrui.
 
 
NASO 
 
  • Naso grande: non essendo bello a vedersi ed essendo motivo di insoddisfazione, chi ha un naso grande tende ad avere, in alternativa, molte buone capacità. Persone con grande naso odiano ricevere ordini e di essere come i loro padroni. Non gli piace fare i piccoli compiti ma preferiscono puntare in alto e dare un grande contributo. Le persone con un grande naso si annoiano facilmente e non amano i lavori  ripetitivi.  
  • Naso piccolo : le persone con un piccolo naso non hanno problemi nei rapporti con il lavoro ripetitivo e sistematico e molto probabilmente troverete segretarie e persone che hanno posti di lavoro simili ad avere un naso piccolo. Naturalmente, essi si annoiano meno per la routine di lavoro. 
Naso aquilino:  le persone con il naso adunco hanno le stesse caratteristiche della persona con grande naso. Per andare daccordo con tali persone,  rispettatele e fatele sentire importanti. Rivela spesso una natura scontenta, rassegnata e pessimista, a volte in contrasto con gli altri.
 
Naso concavo con narici arrotondate: è il naso dell'aiutante. Infatti chi ha un tale naso ha una naturale tendenza ad aiutare gli altri e a partecipare alle opere di carità.  Uno degli svantaggi è che gli amici o le persone a volte se ne approfittano per trarne vantaggio. Rivela una natura attenta e sollecita, osservatrice, dalle grandi capacità logico-scientifiche, disponibile alla comprensione e molto obiettiva.
 
Naso all'insù: spontaneità, apertura mentale ed ottimismo sono le caratteristiche di questo soggetto, che talvolta diventa, però, fin troppo socievole ed invadente. Una persona con questo tipo di naso è spesso ingenua.
 
Naso appuntito, all'ingiù: persona scettica. Denota capacità critico-polemiche notevoli, che arrivano talvolta fino al sarcasmo. Un individuo dal carattere tagliente, spigoloso ed incisivo. 
 
Naso dritto, sottile e lungo: persona equilibrata. Appartiene ad una persona molto intelligente, ma anche chiusa e gelosa dei suoi sentimenti, portata a "smontare" più che a costruire.
 
  Naso sottile e sporgente: denota estrema precisione e grande pazienza, ma anche un individuo dal temperamento sempre in conflitto con se stesso. Pur avendo per natura buone doti intellettive, spesso questa persona non è capace di metterle in pratica per realizzazioni concrete.
 
  Punta del naso rotonda: è il naso del ficcanaso.  La persona ama conoscere tutto ciò che può. Una punta grande ed arrotondata rivela un individuo pratico, teso a raggiungere più le gratificazioni materiali, che le acquisizioni spirituali.
 
Naso schiacciato, narici infossate: furbizia, abilità negli affari e capacità "strategiche" sono le caratteristiche di questo soggetto. S sa combattere anche con durezza per ottenere ciò che si è prefisso e l'innato "fiuto" lo aiuta nel prendere decisioni, anche se è un tipo che si può facilmente ingannare.
 
  Attccatura del Naso Profonda: denota sensibilità, delicatezza d'animo, ma anche una certa lentezza nell'affrontare e risolvere i problemi, che comunque nel tempo vengono superati, con solide conquiste sociali e materiali.  
 
  Attccatura del Naso Profonda poco profonda: rivela nel soggetto notevole capacità di adattamento alle situazioni della vita, ma anche un atteggiamento superficiale nei confronti di problemi teorici ed astratti.  
 
  Narici gonfie: rivelano passionalità ed un temperamento collerico.Il soggetto ama soprattutto l'aspetto materiale della vita. L'esistenza che conduce è soprattutto soddisfazione emotiva ed intensa delle più varie esperienze. Solo le delusioni sono situazioni che non accetta: esse non gli potranno mai servire da lezione.
 
  Strette: tipiche di un individuo ansioso e fragile, sempre alla ricerca di protezione e che, se può, sfugge alle sue responsabilità.
 
 
 BOCCA/LABBRA  
 
  • BOCCA Grande
    Temperamento generoso, ardente, vitale e sensuale.
  • Piccola
    Indica debolezza, passività e tendenza all'egocentrismo.
  • Aperta
    Rivela una natura semplice, ingenua ed influenzabile.
  • Socchiusa
    Indizio di apertura verso gli altri e di vivi interessi.
  • Ridente
    Disponibilità al calore umano e all'amicizia.
  • Grandi labbra: La persona con grandi labbra della bocca tende ad essere molto loquace, ama parlare, raccontare storie e ama stare in compagnia. Indicano una natura aperta, leale, versatile e tendente ai piaceri materiali.
  • Piccole labbra: la persona con piccole labbra ama il silenzio e tende a nascondere emozioni e sensazioni. Egli può anche mantenere segreti per anni, a differenza dalle grandi labbra che difficilmente possono tenere un segreto! Tale persona può essere molto cauta e non amante dell'avventura. Tendenza al raziocinio, all'autocontrollo e talvolta al cerebralismo.
  • Labbro superiore sporgente
    Indizio di tolleranza e comprensione verso gli altri, di ricchezza interiore e di coerenza.
  • Labbro inferiore sporgente
    Manifesta un soggetto spesso intollerante, tendente alla furbizia e alla poca lealtà.
  • Labbro superiore ben marcato, a cuore
    Ad un buon equilibrio psicofisico, fa riscontro una vita sentimentale vivace, talvolta anche troppo.
  • Linea della Bocca Dritta e con Punte rivolte verso il basso: rappresenta la persona pessimista. Uno dei vantaggi di questa persona è quello di essere in grado di scoprire i problemi prima che questi possano accadere.  Natura incerta, eternamente scontenta e priva di slanci autentici.
  • Linea della Bocca Dritta e con Punte rivolte verso l'alto: rappresenta la persona ottimista.  Uno dei vantaggi di questa persona è quello che può incoraggiare chi è titubante ed incerto.  Denotano simpatia,  coraggio e tendenza alle imprudenze.
  • Linea della Bocca (piccola) Dritta senza Punte: rappresenta l'equilibro. Uno dei vantaggi di questa persona è quello di dare un parere molto equilibrato.
  • Un solo angolo a salire
    Indica una natura decisamente eccentrica e mutevole, vitale ma anche altalenante nei suoi interessi.
  • Un solo angolo a scendere
    È indice della capacità di avere facilmente la meglio sugli altri, e della tendenza a sottolinearne il ridicolo.

 

 MENTO  

  ROTONDO E PIENO: è segno di cordialità. Rivela un atteggiamento positivo nei confronti della vita, al seguito di un'interiore bontà e sincerità ma può anche rivelare una certa insoddisfazione.  

  LARGO, PIENO, MASSICCIO: indica una natura forte e vigorosa che deve essere ben diretta per non sfociare nella violenza istintiva.  

 MOLTO SPORGENTE (in avanti): è indizio di una natura poco incline alla riflessione e più portata a reazioni violente ed istintive.  

  LUNGO E SPORGENTE A PUNTA: denota un soggetto ambizioso, che sa imporsi con autorità, freddezza ed anche una certa aridità di cuore.  

  MOLTO LUNGO (todeggiante): rivela uno spirito molto pratico, che persegue i suoi obiettivi con metodo e tenacia.  

  POCO PRONUNCIATO, A PUNTA: la nota dominante è un'ambizione mai appagata che rende il soggetto scontroso e insoddisfatto.  

  PICCOLO, LEGGERMENTE SPORGENTE: sensibilità e ricchezza interiore ma anche incapacità a farsi valere sono le sue caratteristiche.  

  CON FOSSETTA: indica un soggetto conciliante e disponibile, spesso però tendente a perdersi dietro i suoi interiori problemi.  

  SFUGGENTE: è indizio di una natura debole, indecisa, timorosa e fragile.  

  RETRATTO (quasi inesistente e sfuggente): tipico di una persona dall'indole rinunciataria e di chi vive chiuso in se stesso.  

 QUASI INESISTENTE (retto o leggermente sfuggente): rivela mancanza di senso pratico e di obiettività con una forte tendenza a rifugiarsi in sogni impossibili.  

 CORTO E STRETTO (retto): indica molta timidezza e grandi inibizioni, con la conseguente difficoltà ad instaurare rapporti con il prossimo.  

 DOPPIO: è indizio di una forte predisposizione al piacere e ai beni quasi esclusivamente materiali.  

 

ZIGOMI

 

  • MOLTO SVILUPPATI

Rivelano una natura forte e tenace, da risultare talvolta persino ostinata. A ciò si può accompagnare una certa tendenza a distaccarsi dagli altri. Spesso sinonimo di coraggio e avventura.

  • POCO SVILUPPATI

Sono tipici di una persona flessibile, facilmente adattabile, ma anche superficiale e un po' volubile.  

 

 ORECCHIE  

 orecchio  

  • Grandi
    Un orecchio di grandezza superiore alla media rivela in chi lo possiede grande vitalità ed intelligenza, unite ad un sano desiderio di crescere e di migliorare.
  • Molto grandi e malfatte
    È indizio di un'intelligenza sprecata, perchè al servizio di interessi non proprio leciti, talvolta persino pericolosi.
  • Piccole
    Umiltà, senso del dovere e dolcezza diventano in chi lo possiede delle forze positive e produttive, in grado di risolvere al meglio le situazioni più difficili.
  • Molto piccole
    Un orecchio decisamente piccolo denota l'incapacità a dare il meglio di sé, a causa di una certa incostanza nell'applicazione.
  • Attaccate troppo in alto
    Rivela una personalità complessa che persegue il miglioramento interiore come strumento di realizzazione socio-economica.
  • Attaccate troppo in basso
    È indizio di una natura tesa alla conquista di un proprio personale modo di vivere, senza per questo entrare in contrasto con gli altri.
  • Lobo grande
    Questo tipo di orecchio denota una grande forza di carattere e di volontà, ed è tipico di persone capaci di conseguire, grazie a queste qualità, abbondanti successi personali.
  • Lobo piccolo
    Rivela una certa debolezza fisica in una persona che ha scarsa capacità di fare propri i rigidi valori morali.
  • Lobo carnoso e staccato dalla guancia
    Indica una personalità ricca di interessi, capace di realizzarsi senza nulla togliere al piacere di vivere. Curiosità, forte vivacità sono le caratteristiche più evidenti.
  • Lobo quasi assente
    Indizio della predisposizione alla volubilità, a dar spazio al mondo degli istinti e degli affetti. Ma tanta istintività può portare a stancarsi presto delle cose acquisite.
  • Padiglione molto grande
    La superficialità non è affatto la caratteristica che vi contraddistingue. Un orecchio con padiglione grande manifesta propensione alla cerebralità e all'introspezione.
  • Padiglione poco differenziato
    Indica il predominio delle forze istintive sulla razionalità. È tipico di persone che si "accendono" per un nonnulla, ma che altrettanto facilmente dimenticano le offese.
  • Padiglione ben differenziato dalla conca
    Rivela un individuo dotato di ottime capacità artistiche e di una grande sensibilità. È un po' l'orecchio dell'artista.
  • Orlato ben evidente
    Un orecchio con un orlo ben disegnato rivela un buon equilibrio interiore, che concilia una fantasia molto spiccata, con la capacità di realizzare i propri sogni.
  • Piatto o mancante
    L'orlo piatto o addirittura mancante è tipico di una persona talmente socievole ed aperta, da risultare a volte persino un po' superficiale.
  • Orlo malfatto
    Un orecchio mal orlato è indizio di una personalità dall'intelligenza molto vivace e brillante, ma che tende a correre dietro a mille stimoli tanto da risultare, alla lunga, un po' dispersiva.
  • Orlo Rotondo
    Denota una personalità caratterizzata da lealtà, schiettezza ed una visione della vita piuttosto aperta, armoniosa e pacifica.
  • Orlo spigoloso
    È tipico di persone materialiste ed un po' monotone, poco inclini alla ricerca di valori spirituali e all'accoglimento di sempre nuovi e stimolanti interessi che la vita offre. 
  • Conca molto grande
    Denota socievolezza, propensione nei confronti dei rapporti umani e ricchezza di calore affettivo. Rivela inoltre delle buone capacità intuitive. 
 
La teoria fisiognomica secondo Leonardo da Vinci, Royal Collection, Windsor.
   
 
Fisiognomica
Leggo dentro i tuoi occhi
da quante volte vivi
dal taglío della bocca
se sei disposto all’odio o all’indulgenza
nel tratto del tuo naso
se sei orgoglioso fiero oppure vile
i drammi del tuo cuore
li leggo nelle mani
nelle loro falangi
dispendio o tirchieria.
Da come ridi e siedi
so come fai l’amore
quando ti arrabbi
se propendi all’astio o all’onestà
per cose che non sai e non intendi
se sei presuntuoso od umile
negli archi delle unghie
se sei un puro un avido o un meschino.
Ma se ti senti male
rivolgiti al Signore
credimi siamo niente
dei miseri ruscelli senza Fonte.
Vedo quando cammini
se sei borioso fragile o indifeso
da come parli e ascolti
il grado di coscienza
nei muscoli del collo e nelle orecchie
il tipo di tensioni e di chiusure
dal sesso e dal bacino
se sei più uomo o donna
vivere venti o quarant’anni in più
è uguale
difficile è capire ciò che è giusto
e che l’Eterno non ha avuto inizio
perché la nostra mente è temporale
e il corpo vive giustamente
solo questa vita.
Ma se ti senti male
rivolgiti al Signore
credimi siamo niente
dei miseri ruscelli senza Fonte.

(testo di Franco Battiato)

 

 


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19 febbraio 2008

CREATURE IMPOSSIBILI

Nella storia della medicina, dai tempi del dagherrotipo in poi, sono stati immortalati tantissimi casi di malattie e malformazioni, spesso singolari ed a volte così bizzarre e sconosciute da creare dei veri e propri “mostri”. Per tale motivo, nei secoli scorsi, molti casi diventavano fenomeni d’attrazione per circhi oppure entravano a far parte delle collezioni di musei medici e scientifici. Non nascondo che a volte, durante la ricerca, mi sono imbattuto in immagini e testimonianze talmente forti da escluderle, selezionando, poi, immagini riguardanti prevalentemente casi di malattie rare e congenite. Laddove specificato troverete il tipo di malattia ed in calce il nome del soggetto. Trattandosi nella maggior parte dei casi di foto molto vecchie, sono state omesse le date.
 
Casi di elefantiasi
 
 
John Merrick, il soprannominato "Elephant Man"
 
 
 
 
 
 
 
Malformazione di arti e dita
 
 
Fred Wilson, il ragazzo aragosta (the Lobster Boy)
 
 
  
La famiglia Willard
 
 
 
John Dougs
 
 
L’americana Lucy Elvira Jones
 
 
Ella Harper, “la donna cammello”
 
 
(Acromesomelic Dysplasia)
 
Ipertricosi (Ambras syndrome)
 
 
 
Jo Jo, il ragazzo russo “faccia di cane” (Dog Face Boy)
 
 
La taiwanese Supatra Sasuphan, soprannominata Nat.
 
 
Gozzo

   
 
 
Malformazioni cusate da agenti dannosi
 
 
(Effetti della Talidomide sui feti.)
 
 
 
DANIEL SHATFORD, JORDAN SCOTT e CONNOR MCINTYRE nacquero tutti e tre con tale deformità della mano.
 
 
Ermafroditismo
 
 
Tre gambe e doppi organi genitali
Il portoghese Ean (or Juan) Baptista dos Santos
 
 
 
 
Gemelli congiunti
 
I cinesi Chang and Eng Bunker
 
 
 
 
Parassitismo
 
 
 
La cinese Yin Xin
 
 
Pasqual Pinon, conosciuto come "il messicano dalle due teste" (Two-Headed Mexican)
 
 
Malformazioni labbro e bocca
 
 
 
Sarcoma
 
 
 
 
 
Rinoscleroma
 
 
 
Carcinoma oculare
 
 
 
Adenoma
 
31enne affetto da adenoma delle ghiandole lacrimali
 
 
(plexiform neurofibromatosis)
 
 
 
 
(Teratologia) Malformazioni o deformazioni strutturali
 
 
Il cinese Chang Tzu Ping con doppia mascella
 
 
Mademoiselle Gabrielle nata senza gambe
 
 
Myrtle Corbin nata con 4 gambe
 
 
Il siciliano Francesco Lentini nato con tre gambe
 
 
 
 
 
 
Serpentina girl
 
 
 
Martin Laurello, riusciva a girare la testa di 180°
 
 
Polidactia
 
 
Nanismo e Gigantismo
 
 
 
 
La Principessa Wee Wee (Harriet Elizabeth Williams) 44 cm. x 5,5 kg.

 
 
 
   
Wang l’ unicorno umano
 
 
Precocità sessuale
 
 
Charles S. Theodore
 
 
 
Ethel Edwards, "The Baby Venus".
 
 
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
 
 
Le immagini derivano da numerosi fonti tra cui:[http://www.artandmedicine.com;http://www.thehumanmarvels.com;http://morbidanatomy.blogspot.com/2008/01/library-of-congress-on-flickr.html;http://www.phreeque.com/;http://content.cdlib.org/xtf/view?docId=ft338nb20q&chunk.id=0&toc.id=&brand=eschol;http://www.houseofdeception.com.]
 
 
 
 
 


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3 gennaio 2008

Quando la scienza da spettacolo

Mütter Museum

 
Il "Mütter Museum" di Filadelfia (USA) è in lista, tra i primi 15, come uno dei posti più raccapriccianti e spiacevoli del mondo. Nel suo suo genere tale museo è unico per contenuti che vanno da una collezione di tumori in barattoli di vetro all'ingessature dei fratelli siamesi Chang e Eng nati attaccati. Tra svariati reperti patolgici, strumenti chirurgici, anatomici e curiosità, il museo Mütter fa parte della più antica facoltà di medicina del nord America. Chiunque si trovi a passare per Filadelfia non dovrebbe dimenticare di programmare una visita qui dove, tra l'altro, avrà modo di vedere lo scheletro dell'uomo più alto del nord America, una raccolta di 2000 oggetti rimossi dalla gola delle persone e facce di cera di soggetti affetti da differenti lesioni oculari.
Nel 1856, raggiunta l’età del pensionamento, il docente Dr. Thomas Dent Mütter offrì la custodia del suo museo personale alla Facoltà di Medicina, che se ne fece garante nel 1859, poco prima che Mutter morisse. La collezione di Mutter fu aggiunta alle collezioni di cui la facoltà era già in possesso come quella di campioni di anatomia patologica iniziata dal Dr. Isaac Parish nel 1849. Con il passare degli anni, il museo ha accresciuto enormemente le collezioni. Attualmente il Museo Mutter è in grado di esporre oltre 20.000 reperti, tra i quali menzioniamo i campioni conservati in formaldeide di parti anatomiche sane e patologiche, strumenti chirurgici, modelli di parti anatomiche sane e patologiche, oggetti appartenuti a famosi scienziati e medici, e illustrazioni mediche antiche. Alcuni reperti, seppur sgradevoli alla vista, hanno tutti il compito di mantenere alti gli ideali della scienza medica con la missione di migliorare la salute del genere umano.     
 
 
    Malattie e lesioni dell'occhio.

    Scheletro di prsona affetta da Fibrodisplasia Ossificante Progressiva
 
    I fegati uniti dei siamesi Chang and Eng.
 
    (Cephalothoracopagus monosimmetrico) Due bambine gemelle nate attaccate.
 
    Modello di cera di Madame Dimanche, una lavandaia francese del 18° secolo, con il corno che gli era cresciuto in fronte.

    Collezione di teschi.
 
    Parte di intestino dilatatosi in modo abnorme.

   Immagine dei fratelli Tocci nati con un unico corpo.
 

Clicca qui per un breve VIDEO
 
 


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26 novembre 2007

RISCHI DEL PIERCING

 
 PIERCING? 

 

 No Grazie!
 
 
Col termine Piercing (to pierce=bucare) s’indica la perforazione della pelle e dei tessuti per permettere l’inserimento di piccoli oggetti per motivi che spesso, vanno oltre quelli estetici. E’ in pratica, la moda di inserire anelli e borchie di metallo in diverse parti del corpo, ma prevalentemente su naso, sopracciglia, orecchie, bocca, lingua, ombelico o nelle zone genitali.
Disagio, trasgressione, moda o distinzione non è intenzione mia entrare, ora, nel merito di tali aspetti. Circa il 20 per cento dei ragazzi tra 12 e 14 anni ha un piercing, mentre la percentuale sale al 30% negli adolescenti, tra 15 e 16 anni, e circa al 40% negli adulti. In generale il sesso femminile, in questo, supera quello maschile.
Nell’80% dei casi è l’orecchio a venir bucato, segue il naso in percentuale del 40, l’ombellico col 20%, il 10% per la bocca e il 5% per le sopracciglia. Considerato l’alto numero di persone coinvolte a livello mondiale, tempo fà, in Europa, fu istituita una apposita commissione col compito di ottenere un quadro scientifico e dettare delle linee guida internazionali. Ne è venuto fuori che il ricorso a interventi di piercing e di tatuaggio non è esente da possibili complicazioni, che si ha a che fare con sostanze (nichel per gli oggetti di metallo o coloranti per i tatuaggi) non innocue e che l’intervento eseguito da persone non esperte e in condizioni non perfettamente sicure dal punto di vista igienico-sanitario, ha portato nelgli anni ad un aumento considerevole dei casi di epatite nel mondo. In conseguenza di tali operazioni vi possono essere casi di allergie molto forti e vari tipi di infiammazioni cutanee. Sul piercing l'indagine di Bruxelles ha evidenziato degenerazioni delle cartilagini del naso e delle orecchie. Anche se gli strumenti sono sterili, il foro è pur sempre una piccola ferita che, se non viene tenuta pulita, può infiammarsi e infettarsi. In Gran Bretagna circa la metà dei piercing effettuati richiede poi cure mediche post-intervento.
Anni fà il ministero della Sanità francese sconsigliò i tatuaggi "turistici", ancora oggi in voga in molte spiagge, che durano un paio di settimane, praticati con una pasta a base di henné. In molti casi si è riscontrata la presenza di parafenilenediamina e diaminobenzeni, in concentrazioni tali da provocare dermatiti. Il piercing della bocca o sulla lingua è il maggior responsabile d’infezioni alle gengive e a lungo termine porta anche a problemi dentali. Che una moda o un semplici sfizio estetico possa essere rischioso per la salute, perfino se fosse solo in percentuali basse, diventa improponibile e stupido da seguire poi. Questo ed altro..... ma concludo postando questa foto che consiglio a tutti di esaminare prima di fare piercing!    

    










  
 


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22 novembre 2007

L'UOMO ALBERO

 
 
The Tree Man
 

 
Sono foto raccapriccianti e sconcertanti, ma il caso di Dede, l' "UOMO ALBERO", è vero sebbene unico nel suo genere. Per una rarissima malattia genetica il sistema immunitario di questo padre indonesiano di 35 anni non è in grado di bloccare la formazione di escrescenze sulla pelle.
Sebbene dovute ad una comune infezione da "Papilloma virus" (quello che provoca verruche e condilomi), da circa 20 anni esse si espandono fino a rassomigliare alla corteccia degli alberi.  Il ministro della Sanità di Giakarta, dove Dede risiede, non gli ha dato il permesso di andare negli Stati Uniti a curarsi. Anthony Gaspari, dermatologo dell'Università del Maryland, ha realizzato un documentario prodotto da Discovery Channel (vedi video) e si è reso disponibile a cercare di aiutare Dede. Gaspari sta cercando di convincere le case farmaceutiche a fornirgli una speciale 'vitamina A' sintetica che dovrebbe accelerare il suo sistema immunitario e forse guarirlo. Io, ma credo anche tutti voi, glielo auguro di cuore!
Per il momento la moglie che lo ha abbandonato ed i due figli che vivono col malcapitato (con la figlia nella seconda foto) sembrano immuni da tale malattia.
 
 
Per il video vedi qui:
 
 
   
 
oppure qui:
 
 


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23 settembre 2007

BIOMATEMATICA


Vita & Numeri

 
Oltre la Statistica, sono anni che in campo medico vengono usati ‘indicatori di salute’ per dare una mano sia agli operatori che ai pazienti. Lo stesso discorso può essere applicato a tabelle, grafici, rapporti e numeri relativi a dei parametri fisici che, senza l’aiuto di medici, possono essere interpretati in modo facile e veloce per dare la misura di un qualche squilibrio in atto. Mi vengono in mente i percentili con le “griglie di crescita” o il calcolatore del BMI (Body Mass Index=Indice di massa corporea), per esempio.
Perfino per la bellezza fisica femminile fu instituito un indicatore numerico che stabilisse alcune proporzioni da prendere in considerazione. Tali canoni estetici divennero l’ossessione per tutte le donne e mi riferisco alla famosa tripletta: 90, 60, 90, per un perfetto “giro seno”, “giro vita” e “giro fianchi”.
Ultimamente uno studio condotto dall’università di Cambridge ha dato un valore scientifico a tali proporzioni, confermando che un valore di 0,7 nel rapporto numerico tra circonferenza vita e bacino indica la perfezione nel movimento del bacino. Infatti, il rapporto: 

                            60/90 = 0,66

Ultimamente anche le ‘maniglie di Venere’ sono state indicizzate e si legge in giro che una larghezza maggior di 102 cm. per il giro vita maschile darebbe la misura di quanto un soggetto possa essere a rischio di infarto o di malattie cardiovascolari.
Questo numero viaggia insieme al valore ottimale 0,9 inerente invece il rapporto Vita/Bacino (WHR, Waist to Hips Ratio) che sarebbe indicatore di una minor probabilità di cancro alla prostata o ai testicoli.
Regole matematiche e numeri che diventano portatrici di canoni estetici e di salute.
La matematica che diventa medicina o meglio, (anche) la medicina che acquista una connotazione più matematica al di là degli strumenti diagnostici.
Negli ultimi anni, grazie anche alla decodica del genoma umano si è riscontrato un notevole aumento delle interazioni tra matematici e ricercatori in medicina e biologia. Giorni fà leggevo un articolo intitolato: 
<Fibrillazione atriale: un algoritmo matematico inserito nel pacemaker per migliorare la qualità di vita dei pazienti>.
Ma in generale, non c’è da stupirsi se si pensa che la vita nasce grazie ad una combinazione matematica creatasi con le catene di DNA e RNA, dove anche la più piccola discrepanza porta a malattie genetiche.
Le note teorie di Mendel, padre della genetica, si basano su formule matematiche.
Nella genetica del cancro (mutazioni, instabilità genetiche, ecc.), non si arriverà a niente senza l’ausilio di analisi matematiche.
Le cellule seguono un modello geometrico di crescita e duplicazione così come ogni attività biologica o di produzione ormonale è ponderata e calibrata al millesimo.
Battiti del cuore, pressione, altezza peso, sono solo alcuni dati medici che seguono dei valori matematici.
La vita nasce un accoppiamento probabilistico sperma-ovulo e da quel momento la riproduzione segue, poi, un fattore esponenziale. Anche se non siamo fatti di numeri, la vita stessa, come l'Universo tutto, segue dei crismi matematici e geometrici! 



Tutte le cose che si conoscono hanno numero;
senza questo, nulla sarebbe possibile pensare, né conoscere.

(Diels-Kranz 44 B 4)


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